CHIESA MADRE, CHIESA MATRIGNA

Ieri sera ho partecipato all’iniziativa culturale di Areaperta - il Paguro, che si è tenuta c/o l’oratorio di S.Paolo in presentazione del libro di A.Melloni “Chiesa Madre, Chiesa Matrigna”.

Una bella serata per la qualità degli interventi dei relatori e dei partecipanti.

Tra i segni di particolare intelligenza ascoltati, desidero ricordare quello espresso da Melloni in critica della pratica binaria di riassorbimento o espulsione del “diversamente pensante”.

Trovo liberatoria l’affermazione che i diversamente pensanti siano voluti così da Dio, perchè mi fa immaginare Dio nell’atto di vietare l’infibulazione dei cervelli.

Considero potenzialmente rivoluzionaria la speranza di sospensione di quella tecnica di consenso o repressione che la Chiesa, nel nostro tempo storico, ha adottato nella sua versione più edulcorata (democratica?) e che, con modulo depotenziato rispetto al passato, si configura in un processo di irrisione e riduzione ad atto di superbia di ogni individuale posizionamento eterodosso (riassorbimento), oppure nella scomunica (espulsione) di ogni eterodossia organizzata.

A me pare che la Chiesa, anche quella dal volto umano, ha saputo sopportare più di quanto abbia saputo accettare e, in questo senso, essa è omogenea a qualsivoglia potere di fatto costituito e impegnato a garantire la propria stabilità.

Ma un uomo sopportato non è un uomo libero, è solo un uomo vivo.

In questi giorni di bombardamento mediatico, mi è capitato di ascoltare una vecchia intervista di Karol Wojtyla, prima del suo pontificato e prima della caduta del muro di Berlino; riferendosi alla Polonia di allora, il futuro Papa lamentava l’esistenza di un meccanismo di controllo sociale che, ad ogni livello, assegnava potere istituzionale, economico o tecnico solamente a coloro che possedevano o esibivano requisiti di “affidabilità” nei confronti del regime dominante.

Io penso che Wojtyla abbia successivamente preso atto che anche nel “mondo libero” esiste questa usanza; questo è un bel problema.

Ancora oggi, quando ripenso a quel periodo storico, mi sorprende e mi affascina il fatto che “l’impero del male” si sia dissolto senza catastrofici conflitti e con una procedura che, se non si fosse trattato appunto dell’impero del male, potrebbe fare pensare ad un grande senso di responsabilità politica e militare nel governo di un fallimento ideologico e di sistema.

Nel mondo libero si preferisce pensare che questo sia stato dovuto allo Spirito Santo e ad un elettricista di Danzica?

Questo, almeno a mio parere, è un altro bel problema.

 

Cordiali saluti

 

Claudio Boiocchi

 

ICI CANTU'
Ho un terreno "edificabile" (sul quale pago l'ICI da diversi anni) e ilcomune mi chiede in cambio della possibilità di costruire la cessione del 60% del terreno stesso.Ripeto nel caso non abbiate capito il 60%.Ma sapete che cos'è il 60%?
Sono sposato ho 35 anni ,ho una figlia e vivo nella casa dei miei genitori.....
Tutto ciò è vergognoso ed è un insulto ai sacrifici di una vita di lavoro di mio padre e di tanti altri che si trovano nella mia stessa situazione. Sono d'accordo che si debba contribuire allo sviluppo urbanistico della città cedendo una parte di terreno per la costruzione di parcheggi e quant'altro ma ilcomune senso del pudore suggerirebbe percentuali più ragionevoli.Sarei stato d'accordo su un 20/30 % che già mi sembra generosa come proposta maa questi livelli tutto diventa irrealizzabile.Grazie a questa SOLUZIONE GENIALE sto buttando le mie speranze per una vita migliore nel gabinetto e tutto ciò ragionato su ciò che già è mio e non loro (roba da Russia staliniana).Spero riescano a vergognarsi(anche se diranno che la colpa non è loro)
Solo un'ultima domanda: allora posso ritenermi autorizzato a pagare l'ICI solo sul 40 % del terreno?

IVANO PELLIZZONI

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