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L.
Galli - Ciclo integrato delle acque: Ambito Territoriale Ottimale ( ATO ) |
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Al
Presidente del Consiglio comunale
22063
– Cantù
c.c.
Sig. Sindaco
Oggetto
: Interrogazione urgente " L. Galli - Ciclo integrato delle acque:
Ambito Territoriale Ottimale ( ATO ).– Conferenza Servizi Provinciale
del 23/11/01". Se ne richiede l’iscrizione all’OdG del prossimo
Consiglio Comunale.
I
sottoscritti consiglieri comunali
Premesso
che
-
la
L. 36 del 05/01/94 ( "Galli") all’art. 1 comma 1 riporta
" Tutte le acque superficiali e sotterranee ……..sono
pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed
utilizzata secondo criteri di solidarietà"
-
la
stessa legge all’art. 8 comma 1 riporta " I servizi idrici (
cioè gli acquedotti e gli impianti di depurazione) sono riorganizzati
sulla base di Ambiti Territoriali Ottimali ………secondo i seguenti
criteri : lett. b), superamento della frammentazione delle gestioni;
lett. c), conseguimento di adeguate dimensioni gestionali". Lo
stesso art.8 comma 2 riporta " Le Regioni ………provvedono
alla delimitazione degli Ambiti Territoriali Ottimali". La
successiva L. 344 del 8/10/97 ha prescritto che , nelle Regioni in cui
alla data di entrata in vigore di essa non fosse ancora stato ancora
organizzato il servizio idrico integrato, l’ambito degli ATO
coincide con le Province. Tale è il caso della Lombardia.
-
la
L. Regionale 124 del 08/07/98 ha formalizzato la suddivisione della
Lombardia in 12 ATO, corrispondenti alle 11 province e alla città di
Milano, e la possibilità, all’interno di tali ATO, di costituire
"sub-Ambiti", rispettando una dimensione di abitanti
equivalenti non inferiore a 100.000
-
la
stessa Legge all’art. 7 ( Modelli Gestionali ) ha previsto al comma
2 che possano partecipare al servizio idrico integrato anche organismi
esistenti purchè rispondano a " criteri di efficienza, efficacia
ed economicità", secondo parametri definiti dalla Conferenza
citata nel seguito e tendenti ad assicurare la qualità del servizio e
risparmi di gestione
-
la
stessa Legge all’art. 9, con riferimento all’art. 13 della L.
Galli, definisce che la tariffa d’ambito costituisce il
corrispettivo del servizio idrico integrato all’interno del singolo
ATO e tiene conto dei costi di gestione e di investimento e di una
adeguata rimunerazione del capitale investito, secondo un metodo
normalizzato
-
la
stessa Legge ( art. 6 ) prevede che il Presidente della Provincia
promuova una Conferenza con i Comuni dell’ATO al fine di definire le
modalità di funzionamento dell'ATO stessa, con particolare
riferimento ai piani di intervento necessari, al piano finanziario e
le tariffe collegate, all’attribuzione del coordinamento dell’ATO,
alla scelta dei parametri per la individuazione delle gestioni
esistenti da salvaguardare ( vedi sopra )
-
in
funzione di quanto sopra, la Provincia ha convocato per il 23 novembre
2001 la Conferenza Servizi sopracitata, della quale fanno parte i 160
comuni della Provincia, le 4 Comunità Montane e la Provincia stessa.
L’O.d.G prevede argomenti di grande rilevanza strategica, quali
-
l’approvazione
del regolamento dell’ATO
-
l’identificazione
di "zone omogenee" all’interno dell’ATO ( probabilmente
3?)
-
l’elezione
della commissione di coordinamento dell'ATO costituita da 9
componenti, e cioè 1 in rappresentanza della Provincia, 4 per le
Comunità Montane, 3 ( ?- v. sopra ) per le aree provinciali omogenee,
ed il segretario
-
la
formazione della segreteria tecnica, che preparerà tutta la
documentazione per la commissione, compito al quale è associata,
ovviamente, una quota di responsabilità e di poteri molto alta
-
la
scelta dell’ente responsabile del coordinamento dell’ATO ( la
Provincia? )
-
l’approvazione
della Convenzione che regolerà i rapporti tra i componenti
considerato
che
da
tutto quanto sopra si comprende immediatamente l’importanza di questa
riorganizzazione in corso nei servizi integrati delle acque, di cui la
Conferenza del 23 p.v. costituisce il primo atto fondamentale, da cui
dipenderà tra l’altro la scelta delle gestioni, ovvero delle aziende da
salvaguardare, le priorità ed entità degli investimenti necessari, la
fissazione delle tariffe
chiedono
di conoscere
-
quale
atteggiamento intende assumere e quali proposte intende sostenere
nella prossima Conferenza il Comune di Cantù, che rappresenta un peso
importante all’interno dell’ATO
-
se,
ed eventualmente quali alleanze ha stipulato la ns. Amministrazione in
preparazione alla Conferenza
-
come
intende salvaguardare lo sviluppo del ns. territorio, fortemente
dipendente anche dalle modalità di gestione e dagli investimenti nei
servizi pubblici del ciclo integrato delle acque, e la sopravvivenza
delle ns. Aziende, Canturina e Sud Seveso
-
in
quale modo intende sostenere la necessità assolutamente prioritaria
dell’adeguamento dell’impianto di depurazione del Consorzio Sud
Seveso ( di cui Cantù possiede il 53%), che notoriamente ha una
capacità di depurazione di 17.000 m3/giorno mentre riceve ben 23.000
m3/giorno, con gli effetti ed i rischi facilmente immaginabili, tanto
da costringere la propria Direzione a richiedere lo stato di emergenza
al Prefetto ed in seconda istanza addirittura al Ministero dell’Interno.
Il tutto mentre sono in corso o prospettati ulteriori aumenti della
capacità insediativa nel ns. Comune e molte migliaia di cittadini di
Cantù sono ancora sprovvisti di fognature
-
se
il Sindaco non concorda che, data la criticità della situazione non
sarebbe stata indispensabile la convocazione con congruo anticipo
delle commissione consiliari competenti, per discutere e definire una
linea di azione, possibilmente concordata tra le forze politiche
-
se
il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale non concordino sull’opportunità
di aggiungere questo argomento all’O.d.G. del Consiglio Comunale del
22 novembre prossimo, onde consentire una approfondita discussione
pubblica, che consenta ai gruppi politici di esprimere la propria
posizione e ai cittadini di prendere conoscenza di quanto sta
avvenendo, almeno un giorno prima della Conferenza in cui verranno
prese decisioni e poste le basi non modificabili per anni, della
gestione di una parte così importante degli interessi della ns.
comunità
Cantù,
18 novembre 2001
GRUPPO
CONSILIARE L’ULIVO
Alleanza
per Cantu’
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MOZIONE
CONSULENTE FIORELLA |
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Al
Presidente del Consiglio Comunale - Cantù
Al
signor Sindaco - Cantù
Oggetto
: Mozione urgente da inserire all’ordine del giorno del prossimo
Consiglio Comunale
Il
Consiglio Comunale
Considerato
-
Che
in data 18/10/01 la G.C. ha approvato, con la presenza di 4 componenti
su 7, essendo assenti i 2 assessori dimissionati e l’assessore
Casati, la Delibera 339 con la quale si conferisce una consulenza
" relativamente alle problematiche in campo urbanistico e dei
lavori pubblici"
-
Che
al 1° comma della Delibera è indicato che il Sindaco intenderebbe
avvalersi di questa consulenza "per gestire… i rapporti con
detti settori", mentre al 2° comma è scritto "…lo stesso
( il consulente ndr) si dichiara disponibile ad assumere l’incarico
di consulente in merito alle problematiche trattate dai suddetti
servizi, in collaborazione con il segretario generale e con i
dirigenti". Appare evidente la contraddizione tra
"gestire", che implica autorità gerarchica e
responsabilità, e "collaborazione", che significa lavorare
con pari livello.
-
Che
l’art. 110 del Dlgs. 267 del 18/08/2000 ( TUEL ), citato nella
Delibera, recita " Per obiettivi determinati e con convenzioni a
termine, il regolamento può prevedere collaborazioni esterne ad alto
contenuto di professionalità". La descrizione dell’incarico di
consulenza appare estremamente generica sia nel testo della Delibera (
gestione, collaborazione…), sia nella nota del proponente che ne fa
parte integrante ( ricerca di procedure amministrative più snelle e
trasparenti per lo svolgimento delle pratiche amministrative giacenti
e non ), in palese contrasto con gli "obiettivi determinati"
cioè ben precisati e misurabili previsti dal TUEL. In sostanza, non
è precisato il prodotto atteso dalla consulenza e quindi la
responsabilità del Consulente.
-
Che
l’alta professionalità deve essere provata da curriculum e
risultati dimostrabili ottenuti ripetutamente in situazioni analoghe e
naturalmente nei settori che apparentemente dovrebbero essere l’area
di competenza dell’incarico e cioè Urbanistica e Lavori Pubblici
-
Che
la genericità dell’incarico e le contraddizioni tra le varie parti
del documento, non possono non richiamare la recente esperienza
negativa del "Quasi- City Manager" e/o "Quasi
Segretario", appena conclusasi in maniera non certo positiva sia
per l’interessato che per l’Amministrazione e quindi per la città
Invita
il Sindaco
A
chiudere il generico contratto stipulato in assenza di assunzione di
responsabilità per il raggiungimento di obiettivi ben determinati e
misurabili, che consentano la valutazione dei risultati ottenuti e la
coerenza dell’elevato compenso pattuito.
Ad
affidare, con adeguato riconoscimento, a Dirigenti e Funzionari dell’Amministrazione,
notoriamente in possesso di alta professionalità, obiettivi precisi al di
là delle loro responsabilità strettamente contrattuali, per la copertura
dei vuoti derivanti dalla dismissione dei 2 assessori fondamentali per la
gestione dell' Amministrazione.
Cantù
26 ottobre 2001
GRUPPO
CONSILIARE L’ULIVO
Alleanza
per Cantu’
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MOZIONE
STATUTO |
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Al
Presidente del Consiglio Comunale - Cantù
Al
signor Sindaco - Cantù
Oggetto:
mozione urgente
Il
Consiglio Comunale
PREMESSO
che
la revisione dello Statuto Comunale avrebbe dovuto rappresentare uno dei
punti qualificanti di questa amministrazione;
che,
dopo oltre un anno di lavoro e numerose riunioni della Commissione Affari
Generali, una prima bozza di nuovo Statuto era già stata predisposta ed
esaminata dal Consiglio Comunale nel mese di febbraio;
che
nel corso della seduta erano state proposti diversi emendamenti su
specifici punti del nuovo Statuto, certamente non di tale rilevanza da
stravolgerne l’impianto generale e da comportare una revisione generale
della bozza predisposta;
che
tuttavia, a seguito di alcuni emendamenti proposti dal gruppo di
maggioranza, relativi, in particolare,alla possibilità per gli
amministratori comunali di far parte del Consiglio d’Amministrazione di
società partecipate dal Comune (con quote maggioritarie o minoritarie),
lo stesso gruppo di maggioranza aveva ritenuto opportuno sospendere l’approvazione
dello Statuto per rivedere e definire gli argomenti oggetto di
emendamento;
che
il prolungato periodo di tempo trascorso dovrebbe aver comunque consentito
di approfondire e definire le problematiche connesse con gli argomenti
oggetto di emendamento;
TUTTO
CIO’ PREMESSO
il
Consiglio Comunale sollecita il Presidente della Commissione Affari
Generali ad attivarsi per assicurare una rapida, definitiva revisione
della bozza di Statuto, da sottoporre all’approvazione definitiva del
Consiglio Comunale entro la fine del corrente anno.
Cantu’,
24.10.2001
GRUPPO
CONSILIARE L’ULIVO
Alleanza
per Cantu’
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MOZIONE
ANTENNE |
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Al
Presidente del Consiglio Comunale - Cantù
Al
signor Sindaco - Cantù
Oggetto:
mozione urgente
Il
Consiglio Comunale
PREMESSO
che
la tutela della salute dei cittadini deve considerarsi obiettivo primario
dell’attività amministrativa del Comune, soprattutto nei casi in cui lo
stesso abbia la facoltà di emanare disposizioni regolamentari per
disciplinare le attività economiche dei privati;
che,
per quanto concerne l’installazione di antenne di telefonia mobile, il
Consiglio Comunale aveva già manifestato in modo unanime la volontà di
tutelare la salute dei cittadini contro i rischi derivanti dalla
proliferazione indiscriminata di tali impianti, non ritenendo sufficienti,
al riguardo, le sole limitazioni derivanti dalle norme di carattere
urbanistico contenute nel Piano Regolatore Generale;
che
la moratoria totale all’installazione di nuovi impianti, a suo tempo
approvata dal Consiglio Comunale, si è rivelata non attuabile in quanto
in contrasto con le norme vigenti e comunque soggetta a contestazione in
sede giudiziaria ed amministrativa da parte degli imprenditori del
settore;
che
successivamente, anche sulla scorta di indicazioni sostanzialmente
univoche fornite dai competenti uffici, si era individuato in un
Regolamento Comunale, da approvarsi dal Consiglio Comunale, lo strumento
più idoneo per contemperare le esigenze di tutela della salute dei
cittadini con le legittime aspettative degli operatori della telefonia
mobile circa la possibilità di disporre di idonee strumentazioni sul
territorio;
che
una bozza di Regolamento, conforme alla normativa vigente, è stata
preparata dagli Uffici in tempi relativamente rapidi e successivamente
sottoposta ad un primo esame della Commissione Lavori Pubblici già nella
scorsa primavera, mentre l’approvazione definitiva è stata poi rinviata
in attesa di disposizioni regionali di attuazione e coordinamento della
normativa in materia;
che,
peraltro, tali disposizioni regionali, che avrebbero dovuto essere emanate
entro il 15 luglio, non sono a tutt’oggi entrate in vigore, e, secondo
quanto comunicato nel corso della riunione della Commissione Lavori
Pubblici di Lunedì 8 ottobre, non è prevedibile entro quando saranno
emanate;
che,
in tale situazione, si determina un sostanziale vuoto normativo che rende
giuridicamente impossibile per il Comune opporsi alle richieste di
installazione di nuove antenne per la telefonia mobile avanzate dagli
operatori del settore, laddove le stesse siano semplicemente conformi alle
previsioni dello strumento urbanistico, indipendentemente da ogni
considerazione circa la loro specifica collocazione (prossimità ad
ospedali, scuole ecc.) e ai conseguenti possibili pericoli per la salute;
TUTTO
CIO’ PREMESSO
il
Consiglio Comunale, considerando che il Comune, in quanto Ente
esponenziale primario degli interessi generali della Comunità, è
pienamente legittimato, in base ai principi di autonomia, sussidiarietà e
potestà normativa, ad intervenire per disciplinare, in conformità alle
leggi in materia,
un’attività
di carattere privato che potrebbe avere conseguenze sulla salute dei
cittadini, da’ mandato al Sindaco e all’Assessore competente, nonché
al Presidente della Commissione Lavori Pubblici, perché attivino gli
uffici per una rapida revisione della Bozza di Regolamento già a suo
tempo predisposta, allineandola alle eventuali innovazioni normative
intervenute nel frattempo, ed una successiva approvazione da parte del
Consiglio Comunale, sulla base degli indirizzi di carattere politico che
la Commissione ed il Consiglio vorranno eventualmente fornire;
Il
consiglio Comunale di Cantù sollecita altresì la Regione Lombardia ad
attuare la funzione di coordinamento ed armonizzazione ad essa demandata
dalla legge, al fine di assicurare, per quanto possibile, uniformità di
indirizzi e principi su tutto il territorio regionale.
Cantu’,
16.10.2001
GRUPPO
CONSILIARE L’ULIVO
Alleanza
per Cantu’
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EX
GEOMETRI- VIA CARCANO – 7 DOMANDE AL SINDACO |
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Con
lettera del 20 settembre , il Sindaco invitava ad un incontro da tenersi
in Comune il 25 settembre i Capi. Gruppo consiliari, il Presidente del
Cons.Comun., il dirigente Opere Pubbliche e Patrimonio dott. Bianchi, il
dirig. Area gestione territorio arch. Vito Colombo, la Soc. Millenium (
Avv. Bonadei) proprietaria dell’immobile,, il Presidente.e il Direttore
generale della Cassa Rurale e Artigiana di Cantù, con oggetto l’immobile
ex Geometri di via Carcano.
La
Soc. Millenium illustrava un progetto di sistemazione complessiva del
fabbricato acquisito con gara pubblica il 26/06/00 e dell’area
circostante, in parte di proprietà comunale, comprendente la costruzione
di un parcheggio sotterraneo di due piani sotto il fabbricato capace di
122 posti auto, di cui 60 per la Cassa Rurale e 62 per gli inquilini dell’immobile
ed un secondo, ancora su due piani, per 210 posti auto, di cui 90
riservati alla cassa rurale. A disposizione del pubblico rimarrebbero
pertanto 120 posti, a compenso dei posti a raso attualmente esistenti e
delle eccedenze di fabbisogno dei futuri inquilini ed utenti del nuovo
immobile, che dovrebbe avere una dimensione corrispondente a 40-50
appartamenti.La Soc. Millenium richiede in compensazione , oltre allo
scomputo dei vari oneri di costruzione, un aumento di volumetria del 10%,
a cui si aggiunge un altro 5% circa secondo un primo calcolo degli uffici,
per un totale di circa il 15%..
Questi
i fatti emersi nella riunione.
Nel
con.Com. del giorno successivo abbiamo posto al sindaco una serie di
domande, che hanno ricevuto risposte del tutto generiche.
-
Perché
è stata scelta una modalità del tutto informale per il primo
approccio pubblico al problema
-
Perché
tra gli invitati non figuravano gli assessori competenti ( Bovo e
Denti)
-
Perché
il Presid. Del Cons. Com. e il Capo Gruppo della Lega, invitati, non
erano presenti.( In cons. Com., il Pres. ha giustificato l’assenza
per motivi personali. Il Capo Gruppo della Lega non ha ritenuto di
fornire alcuna giustificazione.Il Sindaco era pertanto l’unico
rappresentante della maggioranza "ufficiale") .
-
Se
e quando il sindaco ritiene di far convocare le comm. Consiliari.
Urbanistica e Lavori Pubblici congiunte e la Circoscrizione 1, per
esaminare la proposta nel massimo dettaglio ed in tutti i suoi aspetti
urbanistici, ambientali, economici, finanziari etc.
-
Perché
i dirigenti competenti sono stati messi al corrente della proposta
solo in luglio, quando, come riconosciuto dai presenti se ne discuteva
in qualche modo da più di 6 mesi
-
Perché
i Cons. Comunali non sono ancora informati, mentre l’imprenditore
minaccia di ritirare la proposta se non sarà approvata entro dicembre
-
Se
è stata verificata l’assenza di problematiche legali connesse al
bando di gara ed all’attuale proposta. Purtroppo la cronaca recente
ci ha dimostrato quanti appigli legali il modo di procedere di questa
amministrazione abbia fornito a cittadini non convinti della equità e
trasparenza delle decisioni assunte, particolarmente in campo
urbanistico.
Il
Gruppo dell’Ulivo è certamente favorevole ad ogni progetto teso a
migliorare la qualità della vita in città. Purchè le singole soluzioni
siano inquadrabili in una visione generale dello sviluppo della città nel
medio termine e siano gestite nella massima trasparenza. Siamo ben
coscienti che il problema in discussione si colloca tra quelli che
influenzeranno il modo di essere della città dei prossimi decenni e
pertanto deve essere approfondito in ogni aspetto di interesse pubblico. E
se, per es., risultasse necessario un numero di posti auto più alto, lo
si affronti e lo si risolva ora, con i sacrifici necessari. Ricordiamo
sempre la recente vicenda dell’area ex VCS ove abbiamo sacrificato ad un
immobile di 6 piani l’ultima area disponibile per risolvere radicalmente
e definitivamente il problema dei parcheggi di tutta zona Pianella.
P.
il Gruppo dell’Ulivo
L.
Acquarone
Cantù,
29 settembre 2001
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QUALE
FUTURO PER I NOSTRI OSPEDALI ? |
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La
scorsa settimana in Consiglio Comunale è approdata la questione “ospedale”.
Grazie ad una mozione presentata Forza Italia e prontamente messa in
discussione dal Presidente del Consiglio, si sono esaminati alcuni dei
problemi che affliggono il presidio ospedaliero della nostra città, senza
tuttavia giungere ad una conclusione unanime del Consiglio.
Come
gruppo consiliare avevamo già da mesi sollecitato un dibattito sul tema
dell’ospedale, che peraltro, a nostro giudizio, dovrebbe essere molto
più ampio ed approfondito. Ci pare infatti evidente che non è possibile
discutere dell’ospedale di Cantu’ astraendolo dal contesto
territoriale della Provincia e dalla riorganizzazione dell’Azienda
Ospedaliera S.Anna, temi sui quali, lo abbiamo già detto, riteniamo che
Cantu’, seconda città della Provincia debba comunque portare un
contributo specifico.
Per
questo motivo abbiamo insistito ed insistiamo perché il tema venga
ripreso ed approfondito, anche con il coinvolgimento degli altri soggetti
interessati, in particolare di chi in ospedale quotidianamente ci vive e
ci lavora. A nostro giudizio, fatto salvo l’obiettivo di mantenere e, se
possibile, migliorare la qualità complessiva del servizio offerto,
occorre avere una visione dei problemi sul tappeto che sia più ampia ed
organica, che tenga conto delle priorità, dei vincoli effettivi e delle
concrete possibilità si sviluppo che in questo momento si pongono per l’ospedale
di Cantu’.
Qualcuno
ci ha accusato e ci accuserà di voler fare solo “delle chiacchiere”,
magari di usare il tema dell’ospedale per fini di propaganda elettorale,
di aumentare la confusione che già esiste in una materia in cui (con
riguardo in particolare alla questione del nuovo S.Anna), si è ormai
detto tutto e il contrario di tutto.Anche perché, ci è stato pure
obiettato, le scelte concrete in materia di ospedale non competono certo
al Consiglio Comunale, ma a livelli superiori, per cui anche un dibattito
serio ed approfondito non servirebbe a nulla di concreto.
Al
riguardo, ritengo di poter fare tre semplici considerazioni:
1)
sullo specifico tema dell’ospedale di Cantu’, ritengo che, ad oggi, il
rischio maggiore non sia quello di parlarne troppo ma di parlarne troppo
poco; anche perché, nella concreta realtà della vita quotidiana dell’ospedale,
pesano non solo le “grandi” questioni, le scelte “strategiche” che
(forse) qualcuno prima o poi farà, ma anche tante situazioni di
difficoltà e di precarietà (valga per tutti l’esempio degli organici,
non solo degli infermieri) che giorno per giorno possono erodere la
qualità del servizio offerti;
2)
se è vero che le scelte concrete in materia di ospedale non competono al
Comune, è altrettanto vero che il Comune, in quanto ente esponenziale
primario della collettività, è istituzionalmente e politicamente
legittimato ad esprimere i bisogni e le aspettative dei propri cittadini e
degli operatori del settore, rispetto alle questioni, come quella dell’ospedale,
che hanno un forte impatto sulla qualità della vita di tutti. Anche
perché, quando le scelte che altri enti dovrebbero fare (o la incapacità
di farle, come nel caso del piano provinciale dei rifiuti) concretizzano
le loro ricadute sulla comunità locale, il Comune, ed in particolare il
Sindaco, vengono sempre assunti dalla gente come interlocutore a cui
chiedere risposte o almeno sostegno e condivisione delle proprie
rivendicazioni;
3)
come ho già detto in Consiglio Comunale, ritengo che, al di là della
questione relativa alla ubicazione del nuovo ospedale di Como, il futuro
assetto dell’azienda ospedaliera S.Anna debba essere quello di una
struttura “a rete”, articolata sul territorio, in modo tale da
coniugare le esigenze di efficienza ed economicità con quelle della
qualità del servizio. In questo senso, è importante che ognuna delle
strutture esistenti, oltre che dotarsi dei mezzi di primo intervento,
sappia individuare e costruire la/le propria/e specializzazione/i, in modo
da pensarsi e costruirsi come parte di un sistema organico ed integrato.
Ma nella individuazione della propria “vocazione”, l’ospedale deve
partire dalle risorse esistenti e dalle specifiche esigenze del
territorio, espresse dai suoi soggetti e che trovano anche nel Consiglio
Comunale un momento di sintesi.
Conclusione.
La questione ospedale, a nostro giudizio, può e deve essere oggetto di un
serio dibattito, che consenta alla città di essere protagonista e non
soggetto passivo delle scelte future. Se il Consiglio Comunale non avrà l’autorevolezza
e la serietà per farlo, se le forze politiche non riusciranno ad
assumersi questa responsabilità, speriamo almeno che la stampa locale
possa essere luogo di illustrazione e di confronto fra le diverse idee ed
opzioni .
Luigi
Caldera – L’Ulivo – Alleanza per Cantù
Cantu’,
29.9.2001
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ESPOSTO
AL PREFETTO - ATTIVITA' DEL CONSIGLIO COMUNALE |
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CONSIGLIO
COMUNALE DI CANTU’
Gruppo
Consiliare L’Ulivo - Alleanza per Cantu’
Ill.mo
sig. Prefetto di Como
22100
Como
Oggetto:
attività del Consiglio Comunale di Cantu’
I
sottoscritti consiglieri comunali del Gruppo Consiliare L’Ulivo –
Alleanza per Cantu’ espongono quanto segue.
In
data 31.7.2001 è stata presentata all’Ufficio Protocollo del Comune di
Cantu’, a firma dei consiglieri comunali Luciano Acquarone e Luigi
Caldera, un’interrogazione urgente con richiesta di risposta scritta ai
sensi dell’art. 28 del vigente Statuto Comunale, nonche’ degli artt. 6
e 7 del Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari,
relativa ad alcuni aspetti dell’attività della società pubblica
Caturina Servizi Spa (all. copia).
In
data 2.8.2001, gli stessi consiglieri hanno inviato una lettera con
richiesta di informazioni al Presidente della Caturina Servizi Spa,
sostanzialmente relativa alle stesse questioni oggetto della
interrogazione di cui sopra (all.copia).
Ovviamente
tali iniziative devono, a nostro giudizio, considerarsi esplicazioni del
diritto di sindacato ispettivo attribuito ai consiglieri comunali dall’art.
43, commi 2 e 3 della L. 267/2000 (Testo Unico sugli Enti Locali); al
riguardo sembra opportuno sottolineare che il predetto comma 3 dell’art.43
T.U.E.L. prevede l’obbligo del sindaco (o dell’assessore delegato) di
rispondere alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai Consiglieri
entro il termine di 30 gg..
In
data 17 settembre 2001 è stato convocato il Consiglio Comunale di Cantu’
per le prime due riunioni dopo la pausa estiva, ma alla convocazione non
risulta allegata alcuna risposta alla predetta interrogazione, secondo
quanto richiederebbe l’art. 7 del citato Regolamento del Consiglio
Comunale. E’ pur vero che il testo dell’interrogazione stessa è stato
iscritto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, ma è altrettanto
evidente che di per se’, tale iscrizione non comporta alcuna garanzia di
avere una risposta almeno orale (che comunque non è la modalità
espressamente richiesta dagli interroganti) in tempi definiti, posto che
non tutte le interrogazioni di volta in volta iscritte vengono trattate
nel corso dei consigli convocati. Anzi, dall’esame dell’elenco delle
interrogazioni iscritte all’ordine del giorno allegato all’avviso di
convocazione del 17 settembre, si evidenzia che sono ancora in attesa di
risposta interrogazioni presentate dal nostro Gruppo Consigliare nel mese
di febbraio.
Del
resto, quanto sopra esposto è conforme ad una prassi ormai consolidata
nell’attività del Consiglio Comunale di Cantù, per cui nei fatti non
esiste nessun termine effettivo entro il quale viene garantita la risposta
alle istanze di sindacato ispettivo dei Consiglieri Comunali, come
dimostrano esempi documentabili di interrogazioni e mozioni discusse dopo
un anno dalla loro presentazione.
Per
quanto concerne la richiesta di informazioni rivolta al Presidente della
società pubblica Canturina Servizi Spa, la stessa non ha avuto a tutt’oggi
alcuna risposta orale o scritta, in conformità, peraltro, con quanto già
verificatosi in passato rispetto ad analoghe richieste rivolte dal nostro
Gruppo Consiliare alla società ex Azienda Municipalizzata (società di
cui, ad oggi, il comune di Cantu’ detiene comunque il 100% del capitale
sociale). Dobbiamo presumibilmente dedurre che, da questo punto di vista,
i responsabili della società ritengano di non essere soggetti al
sindacato ispettivo ex art. 43 T.U.E.L. (si tratta peraltro di una pura
deduzione logica, posto che, come detto, alle richieste di informazioni da
noi avanzate non è stato risposto neppure con un semplice diniego
motivato che, a nostro giudizio, correttezza di rapporti istituzionali,
rispetto del ruolo e della dignità del Consiglio Comunale e buona
educazione avrebbero comunque suggerito).
Alla
luce di quanto sopra esposto i sottoscritti Consiglieri Comunali chiedono
di conoscere il parere del sig. Prefetto in ordine alle seguenti
questioni:
1)
se non deve considerasi una sostanziale violazione dell’obbligo previsto
dall’art. 43 del T.U.E.L. di rispondere entro 30 gg. alle istanze di
sindacato ispettivo dei Consiglieri Comunali la circostanza che, nella
prassi ormai consolidata del Consiglio Comunale di Cantu’ , le
interrogazioni presentate dai consiglieri comunali vengono iscritte all’ordine
del giorno del Consiglio, senza alcuna garanzia e/o vincolo a fornire la
risposta entro un qualsivoglia termine definito; in particolare se, a
fronte di una interrogazione con richiesta di risposta scritta ex art. 7
del Regolamento del Consiglio Comunale (che prevede l’obbligo di
rispondere entro 15 giorni), sia legittima la sua trasformazione, per
iniziativa unilaterale del Presidente del Consiglio, in interrogazione con
risposta orale, con conseguente impossibilità di ricevere una risposta se
non nei tempi e con le modalità in uso per quest’ultimo tipo di
interrogazioni;
2)
se l’attività della società pubblica comunale Canturina Servizi Spa
(nella quale il comune di Cantu’ , per espressa disposizione statutaria,
deve comunque mantenere una partecipazione di maggioranza) è soggetta in
tutto o in parte al sindacato ispettivo di cui al predetto art. 43
T.U.E.L. , con conseguente obbligo per gli amministratori della stessa di
rispondere alle relative istanze e richieste, fatto salvo ovviamente il
dovere da parte dei Consiglieri Comunali di mantenere il segreto nei casi
specificatamente previsti dalla legge;
3)
se, in ogni caso, siano comunque soggetti al sindacato ispettivo (in
considerazione del rilevante interesse pubblico ad essi connessi e delle
possibili conseguenti situazioni di incompatibilità ex art. 68 T.U.E.L. e
di conflitto di interessi ex art. 16 del Regolamento del Consiglio
Comunale), i rapporti giuridici ed economici intercorrenti tra la società
Canturina Servizi Spa ed enti o aziende di natura privata, nelle quali
singoli Consiglieri Comunali, come nel caso della società Cantu’
Ambiente Spa, abbiano un interesse proprio in quanto ricoprono cariche
amministrative giuridicamente rilevanti, e se, in particolare, costituisca
ulteriore motivo di soggezione al sindacato ispettivo la possibilità che
tali rapporti giuridici ed economici tra società pubblica e soggetti
privati abbiano attinenza o siano finalizzati alla gestione e/o all’appalto
di servizi pubblici;
4)
quali conseguenze e/o sanzioni possono derivare da una eventuale,
accertata e ripetuta violazione dell’art. 43, 2° e 3° comma T.U.E.L.
da parte di organismi soggetti al sindacato ispettivo dei consiglieri
comunali o comunque chiamati a garantire il puntuale rispetto di tale
norma.
In
attesa dei chiarimenti e delle eventuali indicazioni operative che il sig.
Prefetto vorrà fornire agli scriventi e/o a chi di competenza, porgiamo i
migliori saluti.
Cantu’,
24.9.2001 GRUPPO CONSILIARE L’ULIVO
Alleanza
per Cantu’
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