GRUPPI CONSILIARI CENTROSINISTRA CANTU'

INDICE

PIAZZA DI FECCHIO

Accogliamo con piacere la notizia che, finalmente, dopo anni, un piccolo passo in avanti verso la futura piazza di Fecchio è stato compiuto, col consenso unanime di maggioranza e opposizione all’interno della Commissione Urbanistica.
Per il gruppo dei Democratici di Sinistra della Circoscrizione 1 è sicuramente una buona notizia. Significa che la battaglia che da anni stiamo perseguendo, iniziata quando ancora era Presidente Bruccoleri, qualche risultato dovrebbe produrlo.
Molte volte, all’interno del nostro “parlamentino” abbiamo sollevato la questione; l’ultima volta due settimane fa quando le tre circoscrizioni discutevano di bilancio. Allora, come tutte le volte precedenti, non ottenemmo alcuna risposta, nemmeno dagli assessori presenti. Ora eccone una; peccato però che i consiglieri di circoscrizione debbano sempre essere informati dai giornali.
Noi, oggi, ribadiamo quanto più volte affermato in passato: la piazza non deve fungere solo da parcheggio, ma deve divenire il vero centro della frazione, un luogo di socializzazione, laico, aperto a tutti, da poter utilizzare per manifestazioni ed eventi pubblici. Inoltre, continuiamo a ribadire la necessità che nell’immobile che sarà costruito dal privato, l’Amministrazione deve impegnarsi per ottenere una sala pubblica da usare come centro civico, sul modello di quello di Vighizzolo. Un centro civico che i cittadini di Cantù, liberamente organizzati, possano utilizzare tutto l’anno. Del resto le manifestazioni in piazza si possono fare solo nei mesi caldi; una sala chiusa si può usare sempre, con qualsiasi condizione atmosferica.
Concludo, ricordando che noi vorremmo che un eventuale centro civico diventasse sede anche della “Circoscrizione 1”, che non ne ha ancora una. Sempre se le circoscrizioni esisteranno ancora in futuro.

Giuseppe Jennarelli Capogruppo DS Circoscrizione 1

1 Aprile 2006


UN PROGETTO SOSTENIBILE PER LA CITTA’ E PER IL FUTURO DEL “DE AMICIS” - “L'UNIONE” di Cantu’


CONSIDERAZIONI PRELIMINARI

 

Innanzitutto riteniamo  importante sottolineare che il Collegio De Amicis è un’entità carica di storia, tradizioni e valori che assumono un’importanza simbolica alta, sia per la Chiesa di Cantù che per la comunità civile. Si tratta di un bene della comunità che oltre agli aspetti storici rappresenta un valore unico dal punto di vista urbanistico-ambientale e pertanto non destinabile altrimenti se non a funzioni di pubblico interesse e quindi non mortificabile da uno sfruttamento meramente e fortemente speculativo.

La Pubblica Amministrazione , proprio per il suo fondamentale ruolo di soggetto deputato a governare a livello urbano le trasformazioni in atto nella nostra città, deve mettere in campo le proprie competenze, le risorse e le strategie necessarie per pilotare l’operazione verso il raggiungimento di soluzioni positive per l’intera città, che sappiano coniugare la qualità della vita, il bisogno dei servizi e la difesa dell'ambiente con una realtà economica, educativa e culturale che sta mutando profondamente le relazioni tra le persone.

Pertanto, prima ancora di entrare nel merito, affermiamo come assoluta necessità che l’Amministrazione Comunale concorra ad acquistare quest’area.

 

IL SITO

 

I terreni, oggetto di analisi sono situati nel comune di Cantù nel comparto del Collegio De Amicis, nella zona geografica più centrale della città, sulla dorsale che percorre il territorio da nord a sud dividendo in due la città.

Su di essi si trovano due importanti servizi di pubblico interesse: la struttura scolastica del De Amicis ed il liceo artistico “Bernardino Luini”.

La proprietà risulta essere circondata da altri insediamenti di particolare interesse collettivo: a nord il collegio femminile “Cardinal Ferrari”; ad est l’Istituto d’Arte “Fausto Melotti” e la scuola elementare comunale Ottavio Marelli;  a sud ed ad est, l’oratorio della parrocchia  di S.Michele.

Queste aree, per la loro collocazione geografica e per alcune funzioni  di carattere sociale che sono lì presenti e svolgono da tempo un ruolo utile e riconosciuto, costituiscono la cerniera di collegamento fra i quartieri residenziali e il centro storico.

 

LE PREMESSE

 

Le caratteristiche peculiari del comparto, come l'aspetto morfologico del terreno, la sua collocazione rispetto alla viabilità interna della città e la possibilità di realizzare nuovi ed interessanti percorsi, la vicinanza dell'oratorio e di altre strutture scolastiche, ambito di formazione e di svago per i giovani, ci spingono a giudicare necessaria la costruzione di una proposta che dia unità alle tante funzioni pubbliche e sociali che possono trovare nella zona una collocazione ottimale.

Le notevoli dimensioni del terreno e le sue caratteristiche che abbiamo già esposto, consentono di proporre soluzioni progettuali ad alto contenuto qualitativo.

 La possibilità di elaborare la trasformazione su uno spazio libero da interessi speculativi e la vocazione originaria di questo comparto, ci invita a proporre un intervento che privilegi la presenza di funzioni  diverse  tra loro integrabili e funzionali ad obiettivi che perseguano rilevanti interessi  ed esigenze di carattere pubblico.

 

LE NOSTRE LINEE GUIDA

Le linee guida che orientano la nostra proposta di intervento sono riconducibili alla necessità di dare risposte ai bisogni di tipo sociale e di aggregazione, di servizi e strutture funzionali all’amministrazione della città, di luoghi per attività culturali e sportive, evitando che questa area diventi un ghetto elitario o di altra natura.

 

Da qui l’idea di realizzare:

 

*interventi atti al mantenimento della scuola esistente;

 

*una palestra polivalente funzionale al liceo artistico e scientifico, all’Istituto d’Arte e ai    gruppi sportivi dell’unità interparrocchiale giovanile che nell’oratorio di San Michele trova una delle sue sedi;

 

*uno spazio polivalente ad uso auditorium e sala convegni;

 

*strutture collettive (formazione universitaria pubblica e paritaria, cultura- biblioteca civica, solidarietà, aggregazione, sport);

 

*sede per organismi di volontariato ed enti senza scopo di lucro;

 

* piccole strutture di servizio e di servizio;

 

*spazi e strutture per Servizi alla persona, alla famiglie e socio/sanitari;

 

*promozione di un centro per l’avviamento di nuove attività economiche e professionali per il territorio (atelier/incubatori/start-up innovative)

 

Tenuto conto anche della disponibilità della provincia ad acquisire parte dell’area su via Andina, vi sarebbe la possibilità di realizzare un parcheggio interrato, funzionale al centro storico e alle scuole, al posto di quello previsto in Piazza degli Alpini (con un risparmio di almeno 500.000 Euro)

 

La permanenza positiva di una pluralità di realtà, durante tutto l’arco della giornata, consentirà di garantire una positiva presenza di persone, sinonimo di sicurezza e tranquillità.

 

QUALITA’ DELLA VITA

 

Il progetto urbanistico dovrà essere caratterizzato da tipologie edilizie finalizzate alla  valorizzazione della qualità della vita .

Una particolare attenzione dovrà essere posta agli aspetti ambientali differenziando in modo netto il traffico veicolare da quello ciclo/pedonale.

La percorrenza ciclo/pedonale all’interno del comparto dovrà risultare funzionale anche al ridisegno dello spazio urbano e scoraggiare la realizzazione, nel cuore della città, di un ghetto elitario inibito alla cittadinanza,.

La compresenza di spazi aperti (piazza, via, vicolo, viale alberato, bosco ecc.) costituiranno gli elementi di connessione tra le parti più basse della città ed il centro storico.

 

COMPITI E RUOLI DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA

 

Il Comune di Cantu’ e la Provincia di Como non possono permettersi di restare “alla finestra” senza percorrere con decisione e fermezza la strada di un impegno in prima persona per la ricerca e la definizione di un PROGETTO condiviso e sostenibile dal punto di vista economico che si sviluppi intorno ad un comune denominatore rappresentato dalla esclusiva valenza pubblica delle diverse tipologie d’intervento.

Approviamo , pertanto, l’iniziativa di costituire un gruppo di lavoro ( proposto recentemente dal Sindaco), aperto però al contributo dei soggetti parrocchiali ed educativo-culturali e di tutte le rappresentanze politiche e istituzionali .

 

Ma , a nostro avviso, occorre andare oltre e per questo motivo l’Unione di Cantu’  chiederà al Consiglio Comunale e Provinciale di assumere le tesi sopra esposte come INDIRIZZO FONDAMENTALE al Sindaco e al Presidente della Provincia per giungere all’ELABORAZIONE DI UN PROGETTO DEFINITIVO DI RIASSETTO URBANISTICO-AMBIENTALE E SOCIALE DELL’AREA DEL “DE AMICIS”, anche ricercando sinergie con altri soggetti pubblici o privati (ad esempio il Politecnico di Milano –sede di Como) e con le modalità previste dalle normative di legge in vigore in tema di redazione progettuale.

Ribadiamo che l’area che dovrà necessariamente essere acquistata da soggetti giuridici a prevalente capitale pubblico ( si chiamino Comune di Cantu’, Amministrazione Provinciale o società miste pubblico/private).

L’Unione intende sottolineare che al di là dei soggetti che saranno chiamati a gestire questo progetto organico di sviluppo e di valorizzazione di un’area così importante per il futuro della città di Cantu’, le forme di finanziamento delle varie iniziative potranno contare su una pluralità di fondi pubblici disponibili o attivabili, quali ( a solo titolo di esempio) le  quote del costituendo fondo del 5 per mille.

 

 

Claudio Baiocchi(segretario D.S. )                           Ivano Brambilla

Vittorio  Spinelli  (                Margherita)                  per i Consiglieri Comunali dei gruppi

Giuseppe Marte  (                Rif. Com.)                            D.S./S.D.I.

Paolo    Grassi    (                S.D.I.)                                     MARGHERITA

Maurizio Migliori( rappr. Areaperta)                          RIFONDAZIONE COMUNISTA

                                                                                 

Cantu’, lì 21/2/2006

 

 


LE CIRCOSCRIZIONI FANTASMA

Che fine hanno fatto le circoscrizioni? Nessuno più, ormai, si ricorda di loro.
Non se ne rammentano i cittadini, i quali non sanno, probabilmente, nemmeno cosa sono e a che servono. Non se ne rammentano il Sindaco, la Giunta e tutta la maggioranza di centrodestra che, per coerenza, hanno fatto sparire le circoscrizioni anche dall’ “Annuario 2005”, pubblicazione inviata a tutte le famiglie canturine, sulla quale è riportata l’intera composizione del Consiglio Comunale, ma nemmeno un accenno vien fatto dei “parlamentini”. E tutto questo nonostante due circoscrizioni su tre abbiano un Presidente di Forza Italia.
Fanno bene i Presidenti, allora, a lamentarsi di questa situazione, ma più che lamentarsi dovrebbero farsi portatori di iniziative anche volutamente polemiche nei confronti di chi, con tanta arroganza e scorrettezza politica, ha deciso di “affossare” altri organismi istituzionali potenzialmente utili e realmente adatti ad una miglior tutela degli interessi pubblici.
Dopo tutto, i più danneggiati da questo sterile e miope modo di far politica e di amministrare un comune sono proprio i cittadini, i quali si vedono privati di un potenziale strumento di partecipazione diretta alla vita pubblica e, di conseguenza, di tutela dei loro interessi. Probabilmente, però, da parte di chi amministra la città non c’è una grande preoccupazione verso i problemi e gli interessi dei cittadini, altrimenti i comportamenti sarebbero ben diversi.
Il rammarico maggiore per noi Consiglieri della Circoscrizione 1 del Gruppo dei Democratici di Sinistra è, in questa situazione di totale immobilismo, di non poter  in nessun modo svolgere pienamente il mandato che abbiamo avuto dai nostri elettori, di non poter in alcun modo contribuire alla risoluzione dei tanti problemi che Cantù vive quotidianamente.
Abbiamo provato più volte a far qualcosa, ad andare avanti comunque. Nell’ultima riunione della nostra circoscrizione abbiamo provato a dare una risposta ai residenti del centro danneggiati dai nuovi parcheggi blu a pagamento. Ma, ancora una volta, il Sindaco ha fatto “orecchie da mercante” e non ci ha degnato nemmeno di una risposta, non capendo che così fa solo un torto ai suoi concittadini.
Se questa è la situazione, indubbiamente brutta, è anche vero, però, che noi non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci e per questo invitiamo tutti i Presidenti a reagire con coraggio e, perché no, anche con un po’ più di orgoglio.

Giuseppe Jennarelli Capogruppo DS Circoscrizione 1

25 GENNAIO 2006


GALLIANO PATRIMONIO DELL'UMANITA'

La mancanza di cultura democratica, l’incapacità di accettare che i cittadini direttamente o indirettamente, attraverso le istituzioni che li rappresentano, possano partecipare alla vita della città, è ormai un dato di fatto, incontrovertibile e proprio di questa amministrazione. Non meraviglia quindi, impedita una consultazione democratica come quella referendaria su Piazza Garibaldi, che le decisioni assunte dalla Circoscrizione Uno sul “Comitato di Galliano” non siano state minimamente tenute in considerazione. Fa Bene il Presidente Masocco a richiamare il Sindaco all’ordine e alla correttezza istituzionale, ma ormai nessuno può illudersi che ciò avvenga. Pertanto, non potendo il Gruppo DS in Circoscrizione contribuire, come invece avrebbe sperato, all’organizzazione degli eventi per la celebrazione del Millennio di Galliano, tramite le sedi istituzionali opportune, lo farà in altro modo, promuovendo un dibattito pubblico sull’opportunità di candidare la Basilica di Galliano tra i beni protetti dall’Unesco, in quanto patrimonio dell’umanità.
Nessuno, infatti, oggi può negare che la Basilica rappresenti un indiscusso prodotto dell’intelligenza, delle abilità e delle capacità umane; un bene dal valore artistico e storico inestimabile; un esempio di architettura che ha resistito nei secoli e che ora è minacciato da avidi speculatori edilizi.
Galliano è un simbolo per la Cristianità intera, ma lo è anche per chi Cristiano non è. E’ un bene di cui tutta l’umanità deve poter godere, assumendosene, però, la responsabilità per la sua corretta tutela e conservazione.
Ovviamente, perché si possa pensare ad una richiesta così ardita, occorre una chiara volontà di chi ci amministra e l’iniziativa del Sindaco in persona.
Ma occorre, prima di tutto, la consapevolezza che a Cantù è necessario tutelare e valorizzare il più possibile quelle “piccole” ricchezze, piccole solo dal punto di vista quantitativo, che caratterizzano il patrimonio artistico, storico e culturale della nostra città.
Sarebbe importante se il Sindaco volesse assumere questa iniziativa, ascoltando per una volta le osservazioni costruttive dell’opposizione; e sarebbe utile per la nostra città aprirsi al mondo, uscendo dal provincialismo in cui è stata ricacciata in questi ultimi dieci anni da chi ha fatto della speculazione edilizia una ragione di vita.
Certo, sarebbe importante anche restituire alle Circoscrizioni la loro funzione e dignità, ma per il momento ci piacerebbe accontentarci di vedere la Basilica di Galliano in compagnia dei Sassi di Matera, dei trulli di Alberobello, dell’arte rupestre della Valcamonica, dei centri storici di Roma, Firenze, Siena, Napoli e di tutte quelle basiliche romaniche paleocristiane di cui è ricca la nostra penisola.

Giuseppe Jennarelli       Capogruppo DS   Circoscrizione 1

 

IL MILLENNIO DI GALLIANO

Il 2 luglio 2007 la Basilica di San Vincenzo, sita in Galliano, compirà, così come testimoniato da una lapide ivi posta, mille anni. Per quanto possa sembrare scontato che l’Amministrazione Comunale si adoperi per organizzare le manifestazioni necessarie per commemorare una ricorrenza che ha un forte valore storico e culturale, le vicende accadute fino ad ora sembrano dimostrare il contrario.
Da quando l’ex consigliere della Circoscrizione 1 de La Margherita, Serafino Marelli, pose formalmente e in un luogo istituzionale il problema, cioè più di due anni fa, non si sono fatti molti passi avanti. Anzi, quest’anno c’è stato anche un passo indietro, nel momento in cui Pozzi, Capogruppo di F.I. in Consiglio Comunale, ha proposto un emendamento al bilancio, approvato dalla maggioranza, col quale è stato cancellato il contributo economico che il Comune di Cantù aveva già previsto per le celebrazioni. Fortunatamente, però, nel frattempo si è giunti, con fatica e dopo varie polemiche apparse sui quotidiani locali, ad una proposta, non ancora definitiva poiché manca il voto del Consiglio Comunale, di costituzione di un Comitato organizzatore, il cui Consiglio Direttivo dovrebbe essere costituito da 4 membri nominati dal Comune di Cantù, 2 dalla BCC-Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù, 1 dalla parrocchia di San Paolo.
Come al solito, per l’ennesima volta, il ruolo della Circoscrizione 1 è stato volutamente ridimensionato. Infatti in una delle proposte avanzate si ammette, con faticosa quanto caritatevole concessione, che tra i soggetti partecipanti al Comitato ci sia anche un membro della Circoscrizione. E questa è una concessione risibile e del tutto inaccettabile, per due buoni motivi.
Primo perché si riconosce alla Circoscrizione un ruolo marginale, dal momento in cui si stabilisce che essa si limita a partecipare, ma non fa parte del Consiglio Direttivo che è il vero organo decisionale, a cui è riservata “la deliberazione degli atti essenziali all’attività del Comitato e al raggiungimento dei suoi scopi” ( così dice la proposta di statuto).
Secondo perché la Circoscrizione, nel 2003, aveva già stabilito, all’unanimità e quindi col voto anche della maggioranza di centrodestra, la presenza nel Comitato di ben 3 membri, 2 consiglieri più il Presidente, i quali avrebbero dovuto avere un ruolo decisionale e propositivo. Non, quindi, un unico membro, come avanzato oggi dalla stessa maggioranza.
Queste due considerazioni, unite al fatto che, nonostante l’irragionevole e assurdo emendamento Pozzi, il Comune di Cantù dovrà, avendo un ruolo fondamentale all’interno del Comitato, stanziare nuovamente un’adeguata somma di denaro per la realizzazione di tutti gli eventi, ci portano ad esprimere, come gruppo DS in Circoscrizione 1, un parere negativo sulla proposta avanzata e a richiedere al Consiglio Comunale le opportune modifiche. E’ necessario ripristinare il numero originario di consiglieri membri del Comitato e soprattutto riconoscere loro una diversa funzione, attribuendogli anche un potere decisionale.
La Circoscrizione 1, infatti, non può limitarsi a ratificare, oltretutto ricorrendo alla tecnica del silenzio-assenso, perché a questo poi sarà chiamata, decisioni prese da altri soggetti. Essa dovrà avere un ruolo attivo, partecipare a tutte le decisioni che dovranno essere prese, altrimenti, ancora una volta, la sua presenza sarà del tutto inutile.
Ai Consiglieri Comunali chiediamo, quindi, di modificare la proposta avanzata e di riconoscere il giusto ruolo che il parlamentino deve avere in questa vicenda, consapevoli che la prima iniziativa di carattere istituzionale in proposito è partita proprio da questo e non certo dalla Giunta, la quale, anzi, ha perso solo un sacco di tempo.

Giuseppe Jennarelli Capogruppo DS Circoscrizione 1


NUOVO PARCO GIOCHI IN VIA DEL CARROCCIO

La notizia dell’approvazione del Progetto Preliminare per la realizzazione di un NUOVO PARCO GIOCHI in via Del Carroccio e la contestuale trasmissione della Bilancio di Previsione 2005 , la cui bozza (approvata dalla Giunta Municipale in data 9/3/2005) contiene il relativo stanziamento ( insieme al nuovo parco giochi nella Frazione di Cantu’ Asnago è prevista una spesa di 300.000 Euro, finanziati attraverso un mutuo), ci riempie sinceramente di gioia e soddisfazione.
E’ doveroso, infatti, ricordare che a sostegno di questa iniziativa si erano espressi quasi 700 cittadini canturini , che hanno sottoscritto una petizione popolare, che nel breve arco di un paio di settimane ha raccolto un consenso sicuramente significativo.
L’aver tradotto questa libera e democratica istanza popolare in un’opera di utilità pubblica che dovrebbe essere realizzata entro la primavera del 2006, è un merito che sicuramente è da attribuire alla sensibilità e all’attenzione dell’assessore competente, arch. Masocco e rappresenta un passo in avanti nella costruzione di un rapporto più diretto tra istituzione pubblica e cittadini.
Crediamo, quindi, ragionevole auspicare che anche nel prossimo futuro si tengano attentamente in considerazione le iniziative popolari, con particolare riferimento a interventi di grande impatto ( anche economico) che potrebbero condizionare per anni lo sviluppo sociale della nostra città.

Il consigliere comunale
Gruppo D.S./S.D.I.
Ivano Brambilla


CIRCOSCRIZIONI

ll futuro di Cantù non passa per le sue Circoscrizioni! Le parole del nostro Sindaco, a conferma di quanto come Gruppo dei DS in Circoscrizione 1 stiamo denunciando da tempo ormai, hanno ancora una volta omesso, volutamente, il ruolo politico e amministrativo che i 3 parlamentini dovrebbero avere. Quel ruolo che rientrerebbe in un rapporto corretto tra le istituzioni cittadine. Peccato che manchi proprio questa correttezza. Tutta la vicenda relativa al progetto di rifacimento del nostro centro storico non ha interessato la Circoscrizione 1. Non un parere è stato richiesto a noi consiglieri. Certo, non c’era alcun obbligo, ma data l’importanza dell’argomento, sarebbe stato opportuno chiederlo, anche come segno di rispetto e di giusta considerazione del ruolo che ricopriamo. Invece non è stato inviato ai Consiglieri nemmeno il “documento di inquadramento”(io me lo son dovuto procurare da solo), cioè l’atto con cui è stato programmato anche, ma non solo, il rifacimento dell’intero centro storico. Nessuna informazione ufficiale, quindi, e nessun parere, giusto per sminuire la funzione consultiva propria di ogni Circoscrizione. Peccato che per una questione molto meno importante quale quella della modifica dell’art.32 dello Statuto Comunale, modifica di nessun interesse per i cittadini e finalizzata solo a dare una nuova delega ad un Consigliere Comunale di maggioranza, la richiesta di parere obbligatorio sia stata molto celere. Certo, se non fosse stato un parere obbligatorio non sarebbe stato chiesto sicuramente. Altra vicenda è quella dei festeggiamenti del millennio di Galliano. Nel marzo 2003, cioè quasi 2 anni fa, con fatica, la Circoscrizione 1 riuscì ad ottenere dal Sindaco la promessa di costituzione di un Comitato promotore e organizzatore dell’evento. Subito furono nominati 3 consiglieri quali rappresentati della Circoscrizione all’interno del Comitato. Da allora nessuno sa più nulla. Non si sa nemmeno se il Comitato esiste. Il Sindaco parla di “gruppo attivo”, ma non è chiaro in cosa consista l’attività visto che i 3 consiglieri nominati fino ad ora non hanno avuto modo di fare alcuna relazione sul lavoro svolto. Mi permetto di far notare che uno dei 3 è il Presidente della Circoscrizione 1, il quale, farebbe bene, ogni tanto, a ricordare al Sindaco dell’esistenza del parlamentino e a se stesso della carica che ricopre.

Giuseppe Jennarelli 

Capogruppo DS 

Circoscrizione 1


pAGAMENTO ICI

Ill.mo Sig. SINDACO
del Comune di Cantù
Sig.ra TIZIANA SALA


Cantù, 01.12.2004

INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA

Oggetto: Pagamento I.C.I.

I sottoscritti Giovanni Orsenigo e Luigi Tagliabue, Consiglieri Comunali del gruppo La Margherita - Democrazia è Libertà,

CONSIDERATO CHE

1.- Il Comune di Cantù fa pagare l'I.C.I. a tutti i cittadini proprietari di terreni dichiarati edificabili nel Piano Regolatore Generale, indipendentemente dalla effettiva edificazione e dall'esistenza degli strumenti attuativi;
2.- Il Comune di Cantù ha in atto da tempo, tramite una società privata, il recupero dell'I.C.I. e delle penali previste per i ritardati pagamenti presso tutti i cittadini che, per i più svariati motivi, non hanno ottemperato al versamento dell'imposta nei tempi dovuti;
3.- Il Piano Regolatore del Comune di Cantù prevede, tra le altre cose, tutta una serie di aree nelle quali l'effettiva edificabilità è legata a due fattori: l'adesione totalitaria di un certo numero di proprietari di terreni ad un progetto unico e l'effettiva approvazione da parte dell'amministrazione degli strumenti attuativi per la realizzazione di questo progetto;
4.- Il singolo proprietario si vede espropriato della possibilità "effettiva e concreta" di poter edificare essendo questa possibilità legata alle decisioni di altri. Questa "spoliazione di possibilità" può essere rappresentata dalla mancata approvazione di piani attuativi a seguito di variazioni al P.R.G. richieste da singoli proprietari ricompresi nelle zone di lottizzazione (si vedano per esempio le recenti delibere consigliari riguardanti le trasformazioni di alcune aree in produttive)
5.- Con la decisione 21644 del 16 novembre 2004 la Corte di Cassazione ha stabilito che l'I.C.I. è dovuta sull'area edificabile se è stato adottato il piano di lottizzazione e se la possibilità di edificare è concreta ed effettiva. Viene escluso che l'imposta possa colpire il terreno che, pur compreso nel P.R.G. non è edificabile per mancanza degli strumenti attuativi. In tal caso, sostiene la Cassazione, "ci troveremmo di fronte ad una imposta patrimoniale, e non ad un'imposta sul reddito prodotto dalla plusvalenza determinata dal passaggio di quel terreno da agricolo ad edificabile". "E' per questo che la legge prevede che la utilizzabilità a scopo edificatorio deve essere legale ed effettiva al momento dell'imposizione fiscale".
6.- Molti cittadini, anche dietro la sollecitazione del Comune, hanno già versato l'imposta sui terreni di loro proprietà pur non esistendo i requisiti richiamati dalla Corte di Cassazione

Tutto ciò premesso e considerato

C H I E D O N O
Di sapere

A.- Se l'Amministrazione Comunale intende prendere atto della sopracitata sentenza della Corte di Cassazione
B.- Cosa intende fare L'Amministrazione dei soldi (sia imposta che eventuali penali) che, alla luce di quanto espresso nella sentenza, ha impropriamente incassato
C.- Se l'Amministrazione ritiene di avviare autonomamente, come del resto ha fatto per gli accertamenti, le pratiche di rimborso o se devono essere i singoli cittadini a farne richiesta
D.- Se l'Amministrazione intende versare anche gli interessi legali maturati nell'intervallo di tempo intercorrente fra il versamento non dovuto dell'imposta ed il rimborso
E.- Se l'Amministrazione intende dare delucidazioni (ed ampia e pubblica informazione) alla cittadinanza sui criteri da adottare per pagare l'I.C.I. anche alla luce della sentenza della Cassazione sopra menzionata.


I Consiglieri Comunali
GIOVANNI ORSENIGO - LUIGI TAGLIABUE

 


 

Ill.mo Sig. SINDACO
Del Comune di Cantù
Sig.ra TIZIANA SALA

Cantù, 24/12/2004

Oggetto: pagamento I.C.I. Nostra interrogazione ed articolo dell'assessore Cappelletti.

Apprendiamo dalla stampa che l'Amministrazione Comunale, attraverso l'assessore Cappelletti, ha preso atto delle problematiche connesse al pagamento dell'ICI, problematiche sollevate dalla nostra interrogazione in Consiglio Comunale e dai numerosi articoli di giornale apparsi in questi giorni.
Apprezziamo, inoltre, la richiesta dell'assessore per "una franca collaborazione tra tutte le forze politiche, al fine di arrivare a soluzioni condivise, capaci di rappresentare sia il contribuente che l'ente" ed in quest'ottica di collaborazione suggeriamo il percorso che La Margherita - Democrazia è Libertà ritiene più corretto dal punto di vista istituzionale, di profondo rispetto dei cittadini e di valorizzazione del ruolo di "servizio" della pubblica amministrazione.
Gli Amministratori comunali si trovano in questa fase tra l'incudine ed il martello. Infatti, se non incassassero l'I.C.I. potrebbero essere accusati di non aver adempiuto ai loro doveri istituzionali, parimenti, se la incassassero, potrebbero essere accusati per aver preteso imposte non dovute.
La giurisprudenza sembrerebbe non aiutare poiché vi sono sentenze contraddittorie.
A noi pare, però, che l'ultima sentenza della Corte di Cassazione (n. 21644 del 16/11/2004) abbia definito chiaramente il problema laddove dichiara che l'ICI, se richiesta senza l'approvazione dei piani attuativi, cambia la sua stessa natura trasformandosi, solo per questi casi, da imposta reddituale (quindi dovuta perché permette al possessore del terreno di usufruire del maggior reddito derivante dal passaggio del terreno da agricolo ad edificabile) a imposta patrimoniale (dovuta semplicemente perché si è possessori del terreno).

L'ultima parola di effettivo chiarimento però non può che venire da chi questa legge ha prodotto.

Per tale motivo il nostro gruppo consigliare propone che l'Amministrazione:

1.- Chieda formalmente chiarimenti agli organi competenti nazionali (Parlamento e Ministero delle Finanze)
2.- In attesa di detti chiarimenti sospenda le azioni di accertamento e le sanzioni nei confronti delle situazioni ricadenti nella casistica richiamata dalla Corte di Cassazione
3.- Restituisca ai contribuenti, ricadenti nella casistica richiamata, le imposte e le penali versate
4.- Dia ampia informazione e divulgazione sui criteri da applicare per pagare l'imposta dovuta

I Consiglieri Comunali

GIOVANNI ORSENIGO

LUIGI TAGLIABUE

 

 


SPAZI PER LE ASSOCIAZIONI

-Al Sindaco Tiziana Sala

Al Presidente del Consiglio Comunale Marino Maspero

CANTU’

 

Oggetto: MOZIONE URGENTE

 

Il consiglio Comunale,

considerato:

 

-che il Comune di Cantù è sede di numerose associazioni, gruppi, realtà senza scopo di lucro (ONLUS), che, impegnate nei diversi settori, dal culturale, al sociale allo sportivo, contribuiscono con le loro attività ed iniziative alla crescita della nostra comunità;

 

-che sono numerosi gli incontri, le mostre, gli spettacoli, le manifestazione in genere che vengono organizzate per offrire momenti di confronto, di formazione, di promozione della cultura e della solidarietà;

 

-che tali realtà del nostro territorio hanno notevoli problemi ogniqualvolta devono far conoscere a tutta la cittadinanza  le loro iniziative non avendo a disposizione spazi idonei per promuoverle e dovendo ricorrere alla disponibilità di commercianti per esporre manifesti, locandine o altro materiale promozionale;

 

-che non esistono nel Comune di Cantù idonei spazi per poter rispondere al bisogno sopra evidenziato se non quelli a pagamento o le bacheche circoscrizionali a disposizione dei partiti;

 

IMPEGNA LA GIUNTA

 

perché in tempi brevi provveda a deliberare la realizzazione di almeno 50 spazi da mettere a disposizione gratuitamente delle diverse associazioni, gruppi, organizzazioni senza scopo di lucro, idonei a rispondere alle necessità delle diverse realtà e distribuiti su tutto il territorio del Comune, così come hanno fatto altri comuni limitrofi, e a predisporre un opportuno regolamento che ne definisca l’uso da parte di tutti in modo democratico ed equo.

 

Ringrazio

Gigi Tagliabue

Consigliere Comunale

 

Cantù 13 dicembre 2004                                  


Petizione popolare per un nuovo parco giochi in via del Carroccio

Sollecito al Presidente della Circoscrizione 1

Il 3 novembre scorso è giunta in Comune e regolarmente protocollata una petizione popolare con la quale 313 cittadini, tante sono le firme raccolte fino ad ora, chiedono la realizzazione di un nuovo parco giochi in via del Carroccio. Come risulta dagli atti, una copia è stata inviata anche al Presidente della Circoscrizione 1, Angelo Masocco.
Ora, passata una settimana circa, il Gruppo dei DS in Circoscrizione chiede che l’argomento venga posto subito all’ordine del giorno. Vogliamo ricordare, infatti, che il Regolamento per il decentramento circoscrizionale stabilisce, all’art.36 comma 2, che: “qualora le petizioni siano sottoscritte da almeno cinquanta persone devono essere poste all’ordine del giorno del consiglio di circoscrizione”.
Ma, a parte l’obbligo giuridico a cui il Presidente è tenuto a sottostare, vogliamo sottolineare l’importanza e l’opportunità politica di procedere come da noi richiesto e come stabilito dal Regolamento.
Questa petizione dà la possibilità, infatti, alla Circoscrizione di svolgere la sua principale funzione di ascolto delle richieste dei cittadini, di cassa di risonanza delle problematiche delle frazioni, insomma di rappresentare quegli interessi generali che sono tali al di là delle appartenenze politiche di noi consiglieri.
Non solo, ricordo al Presidente che le tematiche ambientali, di tutela del territorio e della qualità della vita dei cittadini hanno visto sempre tutti noi consiglieri particolarmente impegnati e spesso concordi nelle proposte e nelle richieste da avanzare alla Giunta.
Si tratta, per concludere, di una proposta che permetterebbe di offrire a tutti i cittadini, in particolare ai bambini, un’ulteriore possibilità di incontro, di svago, di divertimento e di socialità. E’ un’opportunità che la Circoscrizione non può e non deve lasciarsi sfuggire, anche per dimostrare a tutti che essa, seppur con difficoltà e nel disinteresse totale della Giunta, lavora e ci tiene a far sentire la sua voce.
Nel merito della petizione il Gruppo dei DS esprime un sostegno pieno al progetto, chiede che venga espresso un parere, unico potere di cui la Circoscrizione dispone, prima che l’argomento sia affrontato dal Consiglio Comunale, perché altrimenti non avrebbe più alcuna utilità e rilevanza politica, e farà di tutto affinché questo parere sia positivo.

 

Giuseppe Jennarelli            Capogruppo DS           Circoscrizione 1


A PROPOSITO DI CARTONIADI

L’iniziativa presentata durante la scorsa riunione congiunta delle 3 circoscrizioni è sicuramente simpatica e può essere utile per sensibilizzare ulteriormente i canturini, che comunque fanno già molto a favore del riciclo dei rifiuti, sulla necessità di recuperare carta e cartone. Un’iniziativa che rappresenta un’opportunità per le circoscrizioni, in particolare per la 1 che da sempre ha posto i problemi ambientali al centro dei propri lavori, ma che non ha mai concluso molto dato il totale disinteresse della Giunta per ciò che noi consiglieri di circoscrizione abbiamo fino ad oggi proposto. Un’opportunità da non perdere anche per i 12.000 euro che potremmo, per la prima volta in 2 anni, trovarci a gestire e a usare per opere di pubblica utilità.
Nonostante il pochissimo tempo datoci (giugno 2003) per avanzare delle proposte, il Gruppo dei DS in circoscrizione ne esporrà alcune, in parte già anticipate nella scorsa riunione. Poiché, al pari di altre forze politiche, crediamo che sia importante coinvolgere soprattutto i bambini e i ragazzi delle scuole elementari e medie, del resto si tratta di un “gioco” per cui chi raccoglie più carta e cartone vince, riteniamo sia altrettanto importante che la Circoscrizione 1 si accordi con i Dirigenti Scolastici per un effettiva e produttiva collaborazione degli istituti comprensivi di Cantù. Pertanto proporremo al Presidente della Circoscrizione di contattare i Dirigenti Scolastici e di invitarli alle prossime riunioni che si dovranno necessariamente svolgere con cadenze settimanali a giugno e se necessario anche le prime settimane di luglio. La nostra idea è che, poi, se la circoscrizione 1 dovesse vincere la gara, una parte dei soldi verrà spesa proprio per le scuole e per l’acquisto di materiale didattico o di altro.
Un’altra quota del premio potrà invece essere spesa per l’acquisto di libri, cd, dvd, vhs per la biblioteca pubblica “Ugo Bernasconi”, materiale di cui potranno beneficiarne tutti i canturini e, ancora una volta, bambini e ragazzi.
Oppure, in alternativa o in aggiunta a quanto sin qui detto, si può pensare di contattare le associazioni di volontariato, ambientaliste e non, e coinvolgerle nella manifestazione-gara.
Insomma progetti concreti possono essere realizzati anche e nonostante i tempi brevi, l’importante è che si sottolinei sempre lo scopo dell’iniziativa, cioè la sensibilizzazione verso tematiche di carattere ambientale e che si diffonda, soprattutto tra i giovani, una cultura della tutela dell’ambiente rurale e urbano e del riciclo dei rifiuti. E la circoscrizione può e deve farsi promotrice di iniziative che vanno in questa direzione.

Giuseppe Jennarelli        Capogruppo DS  Circoscrizione 1


PALLACANESTRO- RISPOSTA AL SINDACO

COMUNICATO STAMPA

gruppi consiliari

DS-SDI /MARGHERITA/RIFOND.COM./LEGA PADANIA

 

La lettera del Sindaco in risposta alla nostra interrogazione  sulle notizie di stampa apparse intorno ai problemi della PALLACANESTRO CANTU' è estremamente grave ed in toto da rigettare per i seguenti motivi:

 

1) il Sindaco dimostra  di non apprezzare in alcun modo il Consiglio Comunale, che, ricordiamo ancora per l'ennesima volta, è la massima e la più importante istituzione pubblica della città  e diretta espressione della volontà politica popolare.

Anzichè farsi parte attiva di un diretto coinvolgimento di tutte le forze politiche della città ( ricordiamo che le minoranze nel loro insieme hanno raccolto il 48 % dei consensi), sceglie una strada pericolosa ed infida che consiste nel far assumere decisioni importanti ad enti o gruppi di persone che non rappresentano "nessuno" se non interessi di parte , di azienda o di partiti;

 

2) il Sindaco afferma che il potere del c.d.a. della Canturina Servizi è subordinato solo alle scelte dell'Assemblea dei Soci , dimenticando che il socio unico è il Comune di Cantù e che in quel contesto il Sindaco non è presente in quanto figura assimilabile ai vecchi "podesta' ", ma quale rappresentante della cittadinanza nel suo insieme e quindi da essa delegato attraverso la figura istituzionale del CONSIGLIO COMUNALE, l'unico organo deputato a fissare indirizzi al Sindaco per le società per azioni partecipate

 

3) il Sindaco subordina l'intervento del Consiglio Comunale all'analisi di un'eventuale "Variazione di Bilancio" nel momento in cui ALTRI siano giunti alla decisione di investire sino a un milione di euro nella società professionistica di basket o in altri iniziative similari di marketing.

Così facendo riduce il Consiglio Comunale a luogo di semplice "ratifica" di ordini decisi in ben altri luoghi ( anche se questo comporta l'uso di denaro pubblico) , in palese contraddizione con i buoni propositi di proficua e costruttiva collaborazione così abilmente "venduti" ai mass-media locali con il tramite di valenti collaboratori esterni pagati di tasca propria dai contribuenti canturini.

Sicuramente un eccellente Sindaco in fatto di immagine e di "governance"  .....ma poco predisposto al dialogo e al confronto.

 

CANTU', 21 MAGGIO 2004


INTERROGAZIONE PER I SERVIZI DI IGIENE URBANA

I sottoscritti Consiglieri Comunali  

Giovanni Orsenigo

Ivano Brambilla

Maurizio Tagliabue

Luigi Tagliabue

Daniela Lini

 

Con riferimento ai servizi di igiene urbana espletati nel Comune di Cantù,

 

Visto

 

Ø              Il Piano Provinciale dei rifiuti attualmente in vigore

Ø              I dati del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, comunicati con lettera del 03.03.2004 n. 4685 di prot. e rielaborati come da tabella allegata

Ø              L'elenco degli impianti di recupero e di smaltimento ai quali vengono conferiti i rifiuti solidi urbani comunicati con la lettera sopra citata

Ø              Il parere dell'Avv. Tavormina di cui alla lettera del 13.02.2004 che tra le altre cose dice testualmente "… mentre poco tempo dopo (4.1.2001) i Comuni di Cantù e di Como stipulavano un protocollo d'intesa, nelle cui premesse si dava atto della predetta acquisizione e che prevedeva l'autorizzazione (poi in effetti concessa) al « conferimento presso il termodistruttore di Como dei rifiuti solidi urbani residui dalla raccolta differenziata prodotti nel territorio del Comune di Cantù » ".

  

Considerato che

 

Ø              L'Amministrazione in questi tempi è impegnata nell'impostazione del nuovo sistema di pagamento del servizio in oggetto e, dalle prime informazioni raccolte, sembrerebbe che le famiglie saranno notevolmente penalizzate  sotto il punto di vista economico nonostante i dati (diminuzione della quantità di rifiuti prodotta pro capite ed impegno per una differenziata più spinta che ha portato ad un incremento superiore ai tre punti percentuali) confermino il loro notevole impegno ed attenzione al problema.

Ø              Il problema dei rifiuti trova la sua soluzione ottimale ed il collo di bottiglia negli impianti di trattamento e/o smaltimento. Tali impianti hanno, per loro intrinseca natura e per legge, carattere sovracomunale se non addirittura regionale.

Ø              Il costo del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti è, nonostante tutto, in continuo aumento. Infatti, la  riduzione del canone deve essere attribuita sostanzialmente ad una diminuzione del servizio di spazzamento delle strade. Si vedano in proposito i percorsi previsti nella gara d'appalto del 2003 e la diminuzione del costo di smaltimento dei rifiuti della spazzatrice, un -10,71% che , sebbene significativo, non fornisce l'esatta dimensione del risparmio. Infatti, il 2003 è stato un anno molto secco per cui non vi è stato il normale dilavamento e la naturale pulizia delle strade.

Ø              Il costo di smaltimento nei forni di incenerimento permette un risparmio che può variare dal 20 al 40% del costo rispetto alla discarica. Ipotizzando una media del 30% si potrebbe avere un minor costo di circa 380/390 mila euro/anno con un risparmio per abitante di più del 12% sul costo complessivo del servizio.

Ø              Già con precedenti interrogazioni si era sollevato il problema del controllo, metodico, sulla reale destinazione delle merci da riciclare e sul loro effettivo recupero. E' cronaca recente, dicembre 2003, dell'operazione dei carabinieri che ha stroncato un giro illegale di rifiuti che ha coinvolto aziende "molto vicine" a Cantù. Sempre recentemente, uno studio di Legambiente ha dimostrato come nella provincia di Milano ogni giorno escano dal circuito legale oltre 500 tonnellate di rifiuti.

Ø              Sta diventando intollerabile il costo per un servizio che, sebbene indispensabile, non crea valore aggiunto alle persone ed alla città.

 

Visto e considerato tutto quanto sopra

  

CHIEDONO i seguenti chiarimenti

 

1.-                     Quali sono le proposte, le iniziative e le necessità che l'Amministrazione Comunale di Cantù sta portando avanti sia a livello sovracomunale/provinciale che locale per garantire ai cittadini un servizio sempre più efficace, efficiente ed economico.

2.-                     Esiste veramente l'autorizzazione al conferimento presso il termodistruttore di Como? Se si, oltre ad avere copia dei relativi documenti, si vorrebbe sapere perché non è stato ancora attivato lo smaltimento a Como invece che in discarica.

3.-                     Quali sono i metodi di controllo del servizio attuati? Quali i ritorni e le indicazioni che vengono metodologicamente monitorate?

 

Cantù, 29.03.04 

I Consiglieri


Interrogazione su CANTURINA SERVIZI S.p.a. e società collegate

I sottoscritti Consiglieri Comunali Giovanni Orsenigo e Luigi Tagliabue,

con riferimento alla situazione della Canturina Servizi S.p.a., delle società da essa partecipate o costituite e della evoluzione determinata dalle ultime scelte operate dal Consiglio Comunale e volte ad effettuare la scissione di detta società,

 

premesso che

 

1.-       In data  17/06/2003, in fase di esame del bilancio relativo all'esercizio 2002 della Canturina Servizi S.p.A., sono stati approvati i seguenti documenti che recitano testualmente:

·         Nota integrativa al bilancio di esercizio 2002 pag. 21: Cantù Ambiente S.p.A. … A causa di un errore commesso sin dalla sua costituzione, la società in questione non ha potuto mai intraprendere l'attività imprenditoriale per cui era nata ed è rimasta, fino ad oggi, praticamente inattiva.

·         Nota integrativa al bilancio di esercizio 2002 pag. 21: A.C.S.M. S.p.A. La partecipazione, pari al 2% delle azioni ordinarie, era stata acquistata, il 07/12/2000, aderendo all'offerta pubblica di vendita, finalizzata alla quotazione della società alla Borsa Valori di Milano

·         Relazione degli Amministratori sulla gestione pag. 50 - 51: Insubria S.c.a.r.l. (In liquidazione). … Il mancato raggiungimento dell'oggetto sociale, comporterà l'inevitabile riclassificazione degli oneri sostenuti dal Consorzio, per l'avviamento e l'impianto dell'attività, da spese pluriennali a costi integralmente a carico dell'ultimo esercizio, con la conseguente determinazione di una perdita, stimata pari o superiore al patrimonio del Consorzio stesso

·         Relazione degli Amministratori sulla gestione pag. 51: Cantù Ambiente S.p.A. … Il Consiglio d'amministrazione si è adoperato per addivenire nel più breve tempo possibile alla cessione di tale partecipazione e si segnala che sono in fase di ultimazione e perfezionamento le trattative con un soggetto interessato all'integrale acquisizione della stessa

·         Verbale di assemblea generale ordinaria pag. 59: …. La presenza di tutti i soci rappresentanti l'intero capitale sociale nella persona del Sindaco di Cantù, sig.ra Tiziana Sala … L'Azionista Unico si riserva tuttavia la possibilità di valutare se sussistono le condizioni per avviare l'azione di responsabilità nei confronti dei soggetti che hanno determinato la perdita dovuta a fattori "extragestionali"

·         Relazione della Società di Revisione pag. 58: A fini informativi si richiama quanto già menzionato nella Relazione sulla Gestione e in Nota Integrativa circa la perdita d'esercizio riconducibile esclusivamente alle svalutazioni operate selle partecipazioni nelle società ACSM S.p.A. e Insubria S.c.a.r.l.

 

2.-       In data 10/12/2002 i Consiglieri Comunali del gruppo della Margherita presentavano una interrogazione per i servizi di igiene urbana nella quale si chiedeva, fra le altre cose, al punto

·         e) di conoscere altresì la situazione della Società Cantù Ambiente S.p.A. e quali sono le intenzioni dell'Amministrazione circa le attività della stessa anche in merito alla scadenza del contratto per i servizi di igiene urbana

 

3.-       In data 08/04/2003 l'assessore competente Wolfango Masocco rispondeva all'interrogazione ed alle successive osservazioni presentate dal gruppo consigliare della Margherita (prot. N. 4041 del 25/02/2003), seppur in modo incompleto e non esaustivo, trasmettendo, tra le altre cose, la risposta formulata dalla Canturina Servizi (del 10/03/2003 n. 1401 di protocollo). In tale documento vi è scritto:

·         In merito alla partecipazione di Canturina Servizi S.p.A. nella Canturina Ambiente S.p.A., possiamo precisare che il socio Econord, verbalmente, ha dato la sua disponibilità a rilevare interamente le azioni in ns. possesso, al valore nominale e ciò permetterebbe di recuperare integralmente i 250 milioni di lire dell'investimento iniziale (capitale sociale). Si precisa che la società non ha mai operato e pertanto, le uniche spese sostenute sono quelle relative agli adempimenti amministrativi e fiscali (es. tassa annuale CCIAA/tassa annuale libri sociali/dichiarazioni fiscali ecc…). Nessun compenso è stato corrisposto agli amministratori.

·         Il liquidatore sta ancora esaminando la situazione contabile del Consorzio Insubria S.c.a.r.l. e comunicherà, nel breve periodo, l'eventuale necessità di altro denaro per la chiusura definitiva dello stesso

 

4.-       Durante il Consiglio Comunale del 19.11.2003 i gruppi di minoranza chiedevano più volte, senza ottenere peraltro alcuna risposta, informazioni circa l'operazione di acquisto delle azioni ACSM effettuata nel 2000  e l'aggiornamento sulla lettera di assunzione di responsabilità nei confronti dei soggetti che hanno determinato la perdita nella Canturina

 

considerato che

 

A.-       La perdita ad oggi accertata, per la quale manca ancora infatti una quotazione precisa per Insubria S.c.a.r.l., ammonta a Euro 2.441.389 come dichiarato a bilancio 2002 della Canturina Servizi S.p.A.

 

B.-       Tale perdita ha inciso significativamente, Euro 1.708.972 come da bilancio, sulla quotazione del ramo gas ceduto ad ACSM, tenendo al contempo presente che altri 439.450 Euro sono stati attribuiti al ramo farmacie che non era e non è direttamente interessato alle operazioni azionarie di cui sopra

 

C.-       Sono passati più di cinque mesi dall'approvazione del bilancio Canturina Servizi S.p.A. da parte dell'Azionista Unico

 

D.-       Sono passati più di otto mesi dalle dichiarazioni del Presidente della Canturina Servizi S.p.A. di cui al protocollo n. 1401 sopra citato

 

C H I E D O N O

 

A Lei Sig.ra Sindaco ed alla Giunta Comunale di sapere:

 

1.-       Come si sono svolte esattamente le operazioni di acquisizione delle azioni A.C.S.M. nel 2000 da parte della Canturina Servizi S.p.A., di avere copia della documentazione con tutti gli oneri relativi a carico della Società Pubblica e quelli a carico del Comune per le medesime operazioni

 

2.-       Se il Sindaco ha compiuto le verifiche richiamate nel verbale dell'Assemblea ordinaria della Canturina relative alla responsabilità per le perdite; quali conclusioni ha tratto e quali azioni ha intrapreso per tutelare il patrimonio aziendale, il bene pubblico, i soldi dei cittadini nonché gli interessi soggettivi degli utenti dei servizi pubblici erogati dalla Canturina Servizi S.p.A.

 

3.-       Quale è la reale perdita relativa all'Insubria S.c.a.r.l.? Quale è la situazione al momento attuale di detta società? Come mai, a distanza di mesi dalla messa in liquidazione, la perdita sia ancora "stimata pari o superiore" al Patrimonio del Consorzio? Non esistono scritture contabili certe? Non è stato redatto un bilancio? Perché questa incongruenza temporale fra le dichiarazione del Presidente della Canturina Servizi ed i dati di cui oggi disponiamo? Quali sono le operazioni che richiedono una così lunga pausa di riflessione ed incertezza sia dal punto di vista economico/amministrativo che da quello istituzionale ed aziendale?

 

4.-       Sono riusciti gli Amministratori della Canturina Servizi a recuperare i famosi 250.000 milioni di vecchie lire per l'operazione Cantù Ambiente S.p.a. che il socio Econord si era dichiarato disponibile a ritirare? L'errore effettuato già in fase di costituzione, non implica di per sé la nullità di tutti gli atti eseguiti per cui, non venendo rimborsati in tempi ragionevoli dei soldi versati, si possa richiedere lo scioglimento della società e la restituzione del capitale versato? Perché due anni non sono bastati a chiarire e risolvere l'operazione?

 

Cantù, 25/11/2003

 

I Consiglieri Comunali

 

(GIOVANNI ORSENIGO)

 

(LUIGI TAGLIABUE)

 


TROPPE LE STRADE PRIVATE AD USO PUBBLICO A CANTU'

    

Nell'ultima riunione della Circoscrizione 1 sono state prese in considerazione due petizioni molto simili tra loro, quella di alcuni abitanti di via Palermo e quella proposta dai residenti di via Cervino. In entrambe veniva denunciato lo stato di degrado del manto stradale e la mancanza di altre infrastrutture importanti, come l'illuminazione o i marciapiedi. Per entrambe la risposta dell'Amministrazione comunale, letta dalla Capogruppo di F.I. e non dal Presidente, è stata che, trattandosi di strade private ad uso pubblico, ogni intervento è a carico dei proprietari privati, i quali possono chiedere un piccolo contributo al Comune, ma non è detto che venga concesso loro. Una risposta del genere, per quanto formalmente e giuridicamente corretta, fa sorgere però dei dubbi circa l'opportunità di continuare a considerare tali strade ancora private ( gravate da servitù di uso pubblico). Sicuramente i firmatari delle petizioni erano a conoscenza della reale proprietà delle strade, però hanno ritenuto che fosse necessario un intervento pubblico. Perchè? Probabilmente perchè i residenti delle vie in questione sono notevolmente aumentati di numero in questi ultimi anni e i proprietari sono oggi una minoranza, rispetto a tutti coloro li vivono. Questa mia affermazione è facilmente dimostrabile. Basti prendere in considerazione via Cervino per notare come negli ultimi anni sono state costruite molte case, soprattutto palazzi a più piani, e come i residenti sono notevolmente aumentati di numero, anche se i proprietari della strada sono probabilmente rimasti gli stessi di 20 o 10 anni fa, cioè oggi una minoranza dei residenti. Ciò dovrebbe indurre il Comune ad intervenire modificando la destinazione della via, che da privata ad uso pubblico sarebbe opportuno che divenisse solo ed esclusivamente pubblica. Non solo, logica vorrebbe che fossero prese in considerazione tutte le vie private ad uso pubblico e, per ognuna di esse, valutato se sia opportuno lasciarle tali o, la dove necessario, modificarne la destinazione e farle divenire pubbliche, in maniera tale da far ricadere sul Comune tutti gli oneri urbanistici. In conclusione, la mia speranza è che un giorno, possibilmente non tra 10 o 20 anni, gli abitanti di via Cervino e di via Palermo possano vedere la loro strada risistemata grazie all'intervento e a spese del Comune di Cantù. Magari a seguito dell'interessamento della Circoscrizione!!

Giuseppe Jennarelli Capogruppo DS Circoscrizione1

9 NOVEMBRE 2003


MOZIONE URGENTE - Diritto di voto ai cittadini stranieri

  

Considerato che:

 

· le grandi trasformazioni sociali, economiche e politiche degli ultimi anni impongono una riflessione attenta sui principi della cittadinanza, della partecipazione, della coesione sociale e sugli strumenti di cui la pubblica amministrazione deve dotarsi per una loro piena e dispiegata applicazione;

·  tra le varie questioni relative alla cittadinanza, una delle più pressanti è quella relativa alla trasformazione che la popolazione migrante – sempre crescente – pone alle nostre comunità;

· a nostra città è sempre più meta di cittadini stranieri che cercano lavoro e una vita serena spesso fuggendo da situazioni di gravi difficoltà presenti nei loro paesi di origine;

·  la popolazione di provenienza extra UE residente a Cantù si attesta su n.1171 persone alla data odierna rispetto al numero di 1235 stranieri totale;

· questo numero è destinato ad aumentare alla conclusione della sanatoria prevista dalla Legge Bossi-Fini e testimonia, nonostante le ristrettezze imposte dalla legge citata, la volontà della stragrande maggioranza delle persone immigrate di voler vivere nel nostro paese e nella nostra città rispettando le normali regole della convivenza civile e democratica.

 

In virtù del fatto che:

 

·  se a un cittadino viene chiesto il rispetto dei doveri della cittadinanza democratica a ciò dovrebbe corrispondere – perlomeno in uno Stato di diritto avanzato – l’attribuzione, a quello stesso cittadino, dei pieni diritti della cittadinanza democratica;

· il primo, e probabilmente il più importante, dei diritti in una democrazia rappresentativa è il diritto all’elettorato attivo e passivo;

·  i diritti di elettorato attivo e passivo ai cittadini extracomunitari alle elezioni amministrative sono già riconosciuti in Irlanda (dal 1963), in Svezia (dal 1975), in Danimarca (dal 1981), in Olanda (dal 1985) e in Norvegia (dal 1993).

 

Considerato inoltre che:

 

·  non è “principio della Legge” la riserva del voto ai soli italiani alle elezioni amministrative: infatti votano in Italia i cittadini dell’Unione Europea nelle elezioni amministrative;

· l’art. 9 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) prevede espressamente il diritto di voto per gli stranieri extra UE, dicendo al suo comma 4 che “...il titolare della carta di soggiorno può: (...) partecipare alla vita pubblica sociale, esercitando anche l’elettorato quando previsto dall’ordinamento e in armonia con le previsioni del capitolo C della convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992”;

·  le modifiche recenti al Titolo V della Costituzione attribuiscono ruoli e competenze più forti agli Enti Locali e alle Regioni;

·  la “Carta Europea dei diritti dell’uomo nella città” affronta in tema dell’attribuzione del voto alle elezioni amministrative per tutti i cittadini residenti, indipendentemente dal loro paese di provenienza;

·  lo Statuto di un Comune è il luogo che definisce il patto di cittadinanza e le regole democratiche della convivenza nella comunità di riferimento;

 

Il Consiglio Comunale impegna

il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale

e il Presidente della Commissione Consiliare competente

 

1.  ad elaborare – entro la fine dell’anno – una proposta di modifica dello Statuto del Comune di Cantù che preveda il diritto di voto e di elettorato passivo alle elezioni amministrative per i cittadini stranieri extra UE e apolidi residenti nel territorio comunale.

 

2.  ad elaborare proposte di modifiche dello Statuto che recepiscano – in generale – i principi esposti nella “Carta Europea dei diritti dell’uomo nella città”.

 

I Consiglieri

Giovanni Orsenigo

Gigi Tagliabue

Bruccoleri Gaetano

Ivano Brambilla

Daniela Lini

 

Cantù, 20 ottobre 2003

 


4 mesi di silenzio

4 mesi di inattività. A tanto ormai è giunta la Circoscrizione 1. Il silenzio più assoluto e scandaloso, di una gravità inaudita. L’ultima riunione del Consiglio circoscrizionale risale ancora al 21 maggio 2003. Da allora più niente, nonostante la denuncia dei DS a luglio, nonostante la promessa, evidentemente non mantenuta, del Presidente Masocco di riunioni mensili e nonostante la sua indennità mensile, che gli spetta di diritto in qualità di Presidente, ma che è ormai del tutto ingiustificata.
E’ bene però che si sappia che di argomenti da affrontare il “parlamentino” ne avrebbe parecchi. Ne cito solo alcuni.
C’è una petizione, con 105 firme raccolte, inviata dagli abitanti di via Cervino con la quale vengono denunciate le condizioni degradate della strada e viene chiesto il “consolidamento e il rifacimento del manto stradale”. Ora, poiché l’art.36 del regolamento per il decentramento circoscrizionale prevede che le petizioni sottoscritte da almeno 50 persone debbano essere poste all’ordine del giorno del Consiglio Circoscrizionale, il Presidente, in ottemperanza a questa norma, deve convocare al più presto una riunione, magari invitando gli stessi abitanti della via o una loro delegazione.
Altro argomento importante riguarda la richiesta, avanzata dall’Assessore Umberto Cappelletti qualche settimana fa, di una variazione di bilancio necessaria per realizzare il parcheggio di via Domea. L’assessore dovrebbe avere ormai capito che qualsiasi proposta relativa la bilancio necessita, obbligatoriamente, ai sensi dell’art.66 dello Statuto comunale, del parere dei 3 Consigli di Circoscrizione. Chissà se lo ha capito il Presidente Masocco!!
Ad ogni modo questi sono solo due argomenti che obbligatoriamente, sulla base di quanto stabiliscono i regolamenti comunali, devono essere posti all’ordine del giorno del “Parlamentino”. A loro se ne potrebbero aggiungere molti altri se solo il Presidente volesse tornare, possibilmente entro pochi giorni, ad esercitare i suoi poteri, ai quali non credo abbia abdicato. In caso contrario lo faccia sapere, presenti una lettera di dimissioni e rinunci all’indennità mensile.

Giuseppe Jennarelli           Capogruppo DS    Circoscrizione 1


IL VERO SCANDALO

Il caldo estivo, l’afa, la siccità hanno fatto dimenticare a molti i problemi che Cantù e tutti i suoi abitanti hanno. Persi in altre problematiche estive, sicuramente di nessuna vitale importanza, ci siamo dimenticati che la Nostra Città ha ben 3 Circoscrizioni, di cui una, la Prima, non si riunisce dal 21 Maggio 2003, cioè da due mesi. Ora, la cosa potrà non interessare agli impegnatissimi membri della Giunta cittadina e della maggioranza di Centrodestra, impegnatissimi a litigare tra loro sugli argomenti più disparati, però, evidentemente, interessa a noi consiglieri dell’opposizione e, probabilmente, dovrebbe interessare anche al presidente del nostro “Parlamentino”.
Dal Gennaio 2003 la Circoscrizione 1 ha lavorato molto. In 7 mesi si è riunita per ben 3 volte, un record, credo! Non solo, ma una volta si è riunita per volontà della stessa opposizione (DS, Margherita, Lavori in corso), che ha presentato un suo ordine del giorno, un’altra perché doveva esprimere parere obbligatorio sul Bilancio preventivo e sul Programma Triennale della Opere Pubbliche. Per volontà del suo Presidente, insomma, la Circoscrizione si è riunita una volta soltanto. Peccato, perché di problemi Cantù ne ha parecchi e noi consiglieri, pur non avendo poteri in merito, quanto meno avremmo potuto fungere da cassa di risonanza, da “mezzo” di ascolto e di pubblica denuncia, da intermediari tra i cittadini e le altre istituzioni. Così non è, per una precisa volontà politica di questa Giunta, che, nonostante le ripetute dichiarazioni retoriche del Sindaco e dei suoi Assessori sull’importanza dei Consigli di Circoscrizione, evita di coinvolgere noi consiglieri per non avere ulteriori grattacapi.
Infatti, è da un anno circa che all’interno della Circoscrizione 1 si parla di Parco regionale della Brughiera Comasca e mai l’Assessore all’ambiente ha partecipato alle riunioni o il Sindaco espresso un suo parere in proposito; si parla dei problemi urbanistici e viabilistici della frazioni, di Fecchio, di via Milano, di Piazza Garibaldi e del centro e mai una nostra denuncia è stata presa sul serio da qualcuno a cui la faccenda compete; c’è il bilancio consuntivo da approvare e non viene richiesto il parere obbligatorio delle Circoscrizioni così come prevede lo Statuto comunale, nè il Presidente si preoccupa di porre la questione all'ordine del giorno (art.66 il parere è obbligatorio sulle proposte di bilancio e l’annessa relazione). Insomma, un generale menefreghismo che non rende certo onore a chi amministra questa Città. E questo, a mio parere, è il vero scandalo dell’estate!
Per concludere, non sapendo quando la Circoscrizione 1 tornerà a riunirsi, mi si permetta, quanto meno, di augurare buone vacanze a tutti i canturini!!

Giuseppe Jennarelli           Capogruppo DS    Circoscrizione 1


SEPARAZIONE DELLE RETI

Ill.mo Sig. SINDACO

Comune di Cantù

Sig.ra TIZIANA SALA

 

Ill.mo Presidente del Consiglio Comunale

Presso sede  MunicipaleVia Roma 8   22063   Cantù

 

Cantù, 29.05.2003

 

INTERROGAZIONE

(Con richiesta di risposta scritta e di iscrizione della trattazione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale).

 

I sottoscritti Giovanni Orsenigo e Tagliabue Luigi, Consiglieri Comunali, esprimono le seguenti osservazioni e chiedono una risposta ai seguenti punti:

 

·                     Visto l’art. 35 della legge 28 dicembre 2001, n.448 ed in particolare i seguenti commi:

5. “In alternativa a quanto previsto dal comma 5 dell’art.113 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al D.Lgs. 18 agosto 2000, n.267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, i soggetti competenti, individuati dalle regioni ai sensi dell’art.9 della legge 5 gennaio 1994, n.36, possono affidare, entro 18 mesi dalla entrata in vigore della presente legge [ora 30 giugno 2003], il servizio idrico integrato a società di capitali partecipate unicamente da enti locali che fanno parte dello stesso ambito territoriale ottimale, per un periodo non superiore a quello massimo determinato ai sensi delle disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo….”

9 “In attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 13 dell’art.113 del citato testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, gli enti locali che alla data di entrata in vigore della presente legge detengano la maggioranza del capitale sociale delle società per la gestione dei servizi pubblici locali, che siano proprietarie anche delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni per l’esercizio di servizi pubblici locali, provvedono ad effettuare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge [ora 30 giugno 2003], anche in deroga alle disposizioni delle discipline settoriali, lo scorporo delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni. Contestualmente la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali, oppure l’intero ramo d’azienda, è conferita ad una società avente le caratteristiche definite dal citato comma 13 dell’art. 113 del medesimo testo unico.

·                     Vista la seguente normativa di settore, a disciplina dei servizi pubblici locali a rilevanza industriale:

-                                 D.Lgs. 5 febbraio 1997, n.22 e s.m.i. (cosiddetto decreto Ronchi), relativamente al servizio di nettezza urbana;

-                                 D.Lgs. 19 novembre 1997, n.422, modificato dal D.Lgs. 20 settembre 1999, n.400 (cosiddetto decreti Burlando e Burlando bis), per quanto riguarda il trasporto pubblico locale;

-                                 D.Lgs. 23 maggio 2000, n.164 (cosiddetto decreto Letta), relativamente alla distribuzione del gas naturale;

-                                 Legge 5 gennaio 1994, n.36 “Disposizioni in materia di risorse idriche” (cosiddetta legge Galli) la legge regionale 20 ottobre 1998, n.21 “Organizzazione del servizio idrico integrato e individuazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n.36”.

·                                             Considerato che, ai sensi dell’art.42 comma 2, lett. «e» della legge 267/2000 (T.U.E.L.), spetta al Consiglio comunale fornire gli indirizzi per dare attuazione agli adempi tecnici, in ordine alla separazione societaria delle reti, impianti ed altre dotazioni patrimoniali delle seguenti società partecipate dal Comune di Cantù:

-                                       Canturina Servizi S.p.A.;

-                                       C.I.A.B. ;

-                                       Valbe S.p.A.;

-                                       Sud Seveso Servizi S.p.A.;

-                                       Aziende partecipate tramite quote azionarie delle società sopra citate ;

·                     Considerato che la mancata attuazione delle citate prescrizioni di legge potrebbe determinare, in capo al Comune ed agli amministratori, compresi quelli delle società partecipate, responsabilità di natura civile, amministrativa e penale (si veda la circolare del 22.11.2001 del Ministero dell’Ambiente a firma del Ministro Matteoli con riferimento all’affidamento diretto contrario all’art. 49 e seguenti del Trattato CEE);

·                     Rilevato che, ai sensi della citata legge 448/2001 al comma 5 dell’art.35, il 30 giugno 2003 risulta altresì il termine ultimo affinché i soggetti competenti possano affidare il servizio idrico integrato – in alternativa alla gara – ad un'unica società di capitali partecipata unicamente da Enti locali che fanno parte del medesimo Ambito Territoriale Ottimale;

·                     Considerato che, la mancata puntuale osservanza delle disposizioni contenute nell’art.35,  condizionerebbe anche l’attuazione dell’Ambito Territoriale Ottimale provinciale, come più volte portato all’attenzione anche dalla Provincia di Como(si veda la circolare/nota del Presidente della Conferenza d’ambito del 05.03.2003 in merito alla possibilità di affidamenti diretti entro il 30.06.2003);

·                     Richiamati gli innumerevoli articoli sugli argomenti sopra richiamati, apparsi sulla stampa locale e nazionale

 

CHIEDONO

 

alla Giunta:

  1. di fornire, al Consiglio comunale, gli elementi necessari per consentire allo stesso di assumere gli indirizzi, le decisioni e le responsabilità di competenza, così come previsto dal T.U.E.L., nel rispetto dei tempi tecnici necessari per dare attuazione alle prescrizioni di legge;

  2. di comunicare le proposte che intende sottoporre alla decisione del Consiglio comunale, per cogliere al meglio le opportunità derivanti e conseguenti all’attuazione dell’art.35 della legge 448/2001;

  3. di informare il Consiglio, se le proposte sopra indicate sono state valutate insieme ad altri Comuni soci delle società di servizi partecipate;

  4. di comunicare al Consiglio comunale, se le proposte elaborate risultano conformi ai più generali indirizzi emanati dalle Autorità di settore, in particolare per quanto riguarda i settori del gas e del servizio idrico integrato;

  5. di fornire al Consiglio precisi chiarimenti in merito alle responsabilità di natura civile, amministrativa e penale che ricadrebbero in capo al Comune, agli amministratori, compresi quelli degli organi delle società partecipate, a seguito della mancata attuazione degli adempimenti prescritti dall’art.35 della legge 448/2001.

 

Si ringrazia per la cortese attenzione.

 

I Consiglieri Comunali

(GIOVANNI ORSENIGO) 

(LUIGI TAGLIABUE)


 

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