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GRUPPI
CONSILIARI CENTROSINISTRA CANTU'
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INDICE |
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PIAZZA
DI FECCHIO
Accogliamo con piacere la notizia che,
finalmente, dopo anni, un piccolo passo in avanti verso la futura piazza
di Fecchio è stato compiuto, col consenso unanime di maggioranza e
opposizione all’interno della Commissione Urbanistica.
Per il gruppo dei Democratici di Sinistra della Circoscrizione 1 è
sicuramente una buona notizia. Significa che la battaglia che da anni
stiamo perseguendo, iniziata quando ancora era Presidente Bruccoleri,
qualche risultato dovrebbe produrlo.
Molte volte, all’interno del nostro “parlamentino” abbiamo sollevato
la questione; l’ultima volta due settimane fa quando le tre
circoscrizioni discutevano di bilancio. Allora, come tutte le volte
precedenti, non ottenemmo alcuna risposta, nemmeno dagli assessori
presenti. Ora eccone una; peccato però che i consiglieri di
circoscrizione debbano sempre essere informati dai giornali.
Noi, oggi, ribadiamo quanto più volte affermato in passato: la piazza non
deve fungere solo da parcheggio, ma deve divenire il vero centro della
frazione, un luogo di socializzazione, laico, aperto a tutti, da poter
utilizzare per manifestazioni ed eventi pubblici. Inoltre, continuiamo a
ribadire la necessità che nell’immobile che sarà costruito dal
privato, l’Amministrazione deve impegnarsi per ottenere una sala
pubblica da usare come centro civico, sul modello di quello di Vighizzolo.
Un centro civico che i cittadini di Cantù, liberamente organizzati,
possano utilizzare tutto l’anno. Del resto le manifestazioni in piazza
si possono fare solo nei mesi caldi; una sala chiusa si può usare sempre,
con qualsiasi condizione atmosferica.
Concludo, ricordando che noi vorremmo che un eventuale centro civico
diventasse sede anche della “Circoscrizione 1”, che non ne ha ancora
una. Sempre se le circoscrizioni esisteranno ancora in futuro.
Giuseppe
Jennarelli Capogruppo DS Circoscrizione 1
1
Aprile 2006
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UN
PROGETTO SOSTENIBILE PER LA CITTA’ E PER IL FUTURO DEL “DE AMICIS”
- “L'UNIONE” di Cantu’
CONSIDERAZIONI PRELIMINARI
Innanzitutto
riteniamo importante
sottolineare che il Collegio De Amicis è un’entità carica di storia,
tradizioni e valori che assumono un’importanza simbolica alta, sia per
la Chiesa di Cantù che per la comunità civile. Si tratta di un bene
della comunità che oltre agli aspetti storici rappresenta un valore unico
dal punto di vista urbanistico-ambientale e pertanto non destinabile
altrimenti se non a funzioni di pubblico interesse e quindi non
mortificabile da uno sfruttamento meramente e fortemente speculativo.
La
Pubblica Amministrazione , proprio per il suo fondamentale ruolo di
soggetto deputato a governare a livello urbano le trasformazioni in atto
nella nostra città, deve mettere in campo le proprie competenze, le
risorse e le strategie necessarie per pilotare l’operazione verso il
raggiungimento di soluzioni positive per l’intera città, che sappiano
coniugare la qualità della vita, il bisogno dei servizi e la difesa
dell'ambiente con una realtà economica, educativa e culturale che sta
mutando profondamente le relazioni tra le persone.
Pertanto,
prima ancora di entrare nel merito, affermiamo come assoluta necessità
che l’Amministrazione Comunale concorra ad acquistare quest’area.
IL
SITO
I
terreni, oggetto di analisi sono situati nel comune di Cantù nel comparto
del Collegio De Amicis, nella zona geografica più centrale della città,
sulla dorsale che percorre il territorio da nord a sud dividendo in due la
città.
Su
di essi si trovano due importanti servizi di pubblico interesse: la
struttura scolastica del De Amicis ed il liceo artistico “Bernardino
Luini”.
La
proprietà risulta essere circondata da altri insediamenti di particolare
interesse collettivo: a nord il collegio femminile “Cardinal Ferrari”;
ad est l’Istituto d’Arte “Fausto Melotti” e la scuola elementare
comunale Ottavio Marelli; a
sud ed ad est, l’oratorio della parrocchia
di S.Michele.
Queste
aree, per la loro collocazione geografica e per alcune funzioni
di carattere sociale che sono lì presenti e svolgono da tempo un
ruolo utile e riconosciuto, costituiscono la cerniera di collegamento fra
i quartieri residenziali e il centro storico.
LE
PREMESSE
Le
caratteristiche peculiari del comparto, come l'aspetto morfologico del
terreno, la sua collocazione rispetto alla viabilità interna della città
e la possibilità di realizzare nuovi ed interessanti percorsi, la
vicinanza dell'oratorio e di altre strutture scolastiche, ambito di
formazione e di svago per i giovani, ci spingono a giudicare
necessaria la costruzione di una proposta che dia unità alle tante
funzioni pubbliche e sociali che possono trovare nella zona una
collocazione ottimale.
Le
notevoli dimensioni del terreno e le sue caratteristiche che abbiamo già
esposto, consentono di proporre soluzioni progettuali ad alto contenuto
qualitativo.
La possibilità di elaborare la trasformazione su uno spazio
libero da interessi speculativi e la vocazione originaria di questo
comparto, ci invita a proporre un intervento che privilegi la presenza di
funzioni diverse
tra loro integrabili e funzionali ad obiettivi che perseguano
rilevanti interessi ed
esigenze di carattere pubblico.
LE
NOSTRE LINEE GUIDA
Le
linee guida che orientano la nostra proposta di intervento sono
riconducibili alla necessità di dare risposte ai bisogni di tipo sociale
e di aggregazione, di servizi e strutture funzionali all’amministrazione
della città, di luoghi per attività culturali e sportive, evitando che
questa area diventi un ghetto elitario o di altra natura.
Da
qui l’idea di realizzare:
*interventi
atti al mantenimento della scuola esistente;
*una
palestra polivalente funzionale al liceo artistico e scientifico,
all’Istituto d’Arte e ai gruppi sportivi dell’unità interparrocchiale
giovanile che nell’oratorio di San Michele trova una delle sue sedi;
*uno
spazio polivalente ad uso auditorium e sala convegni;
*strutture
collettive (formazione universitaria pubblica e paritaria,
cultura- biblioteca civica, solidarietà, aggregazione, sport);
*sede
per organismi di volontariato ed enti senza scopo di lucro;
*
piccole strutture di servizio e di servizio;
*spazi
e strutture per Servizi alla persona, alla famiglie e socio/sanitari;
*promozione
di un centro per l’avviamento di nuove attività economiche e
professionali per il territorio (atelier/incubatori/start-up innovative)
Tenuto
conto anche della disponibilità della provincia ad acquisire parte
dell’area su via Andina, vi sarebbe la possibilità di realizzare un
parcheggio interrato, funzionale al centro storico e alle scuole, al posto
di quello previsto in Piazza degli Alpini (con un risparmio di almeno
500.000 Euro)
La
permanenza positiva di una pluralità di realtà, durante tutto l’arco
della giornata, consentirà di garantire una positiva presenza di persone,
sinonimo di sicurezza e tranquillità.
QUALITA’
DELLA VITA
Il
progetto urbanistico dovrà essere caratterizzato da tipologie edilizie
finalizzate alla valorizzazione
della qualità della vita .
Una
particolare attenzione dovrà essere posta agli aspetti ambientali
differenziando in modo netto il traffico veicolare da quello
ciclo/pedonale.
La
percorrenza ciclo/pedonale all’interno del comparto dovrà risultare
funzionale anche al ridisegno dello spazio urbano e scoraggiare la
realizzazione, nel cuore della città, di un ghetto elitario inibito alla
cittadinanza,.
La
compresenza di spazi aperti (piazza, via, vicolo, viale alberato, bosco
ecc.) costituiranno gli elementi di connessione tra le parti più basse
della città ed il centro storico.
COMPITI
E RUOLI DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
Il
Comune di Cantu’ e la Provincia di Como non possono permettersi di
restare “alla finestra” senza percorrere con decisione e fermezza la
strada di un impegno in prima persona per la ricerca e la definizione di
un PROGETTO condiviso e sostenibile dal punto di vista economico
che si sviluppi intorno ad un comune denominatore rappresentato dalla esclusiva
valenza pubblica delle diverse tipologie d’intervento.
Approviamo
, pertanto, l’iniziativa di costituire un gruppo di lavoro (
proposto recentemente dal Sindaco), aperto però al contributo dei
soggetti parrocchiali ed educativo-culturali e di tutte le rappresentanze
politiche e istituzionali .
Ma
, a nostro avviso, occorre andare oltre e per questo motivo l’Unione
di Cantu’ chiederà
al Consiglio Comunale e Provinciale di assumere le tesi sopra esposte come
INDIRIZZO FONDAMENTALE al Sindaco e al Presidente della
Provincia per giungere all’ELABORAZIONE DI UN PROGETTO DEFINITIVO DI
RIASSETTO URBANISTICO-AMBIENTALE E SOCIALE DELL’AREA DEL “DE AMICIS”,
anche ricercando sinergie con altri soggetti pubblici o privati (ad
esempio il Politecnico di Milano –sede di Como) e con le modalità
previste dalle normative di legge in vigore in tema di redazione
progettuale.
Ribadiamo
che l’area che dovrà necessariamente essere acquistata da soggetti
giuridici a prevalente capitale pubblico ( si chiamino Comune di Cantu’,
Amministrazione Provinciale o società miste pubblico/private).
L’Unione
intende sottolineare che al di là dei soggetti che saranno chiamati a
gestire questo progetto organico di sviluppo e di valorizzazione di
un’area così importante per il futuro della città di Cantu’, le
forme di finanziamento delle varie iniziative potranno contare su una pluralità
di fondi pubblici disponibili o attivabili, quali ( a solo titolo di
esempio) le quote del costituendo fondo del 5 per mille.
Claudio
Baiocchi(segretario D.S. )
Ivano Brambilla
Vittorio
Spinelli ( “
Margherita)
per i Consiglieri Comunali dei gruppi
Giuseppe
Marte (
“ Rif. Com.) D.S./S.D.I.
Paolo
Grassi ( “
S.D.I.)
MARGHERITA
Maurizio
Migliori( rappr. Areaperta)
RIFONDAZIONE COMUNISTA
Cantu’,
lì 21/2/2006
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LE
CIRCOSCRIZIONI FANTASMA
Che fine hanno fatto le circoscrizioni? Nessuno più, ormai, si
ricorda di loro.
Non se ne rammentano i cittadini, i quali non sanno, probabilmente,
nemmeno cosa sono e a che servono. Non se ne rammentano il Sindaco, la
Giunta e tutta la maggioranza di centrodestra che, per coerenza, hanno
fatto sparire le circoscrizioni anche dall’ “Annuario 2005”,
pubblicazione inviata a tutte le famiglie canturine, sulla quale è
riportata l’intera composizione del Consiglio Comunale, ma nemmeno un
accenno vien fatto dei “parlamentini”. E tutto questo nonostante due
circoscrizioni su tre abbiano un Presidente di Forza Italia.
Fanno bene i Presidenti, allora, a lamentarsi di questa situazione, ma più
che lamentarsi dovrebbero farsi portatori di iniziative anche volutamente
polemiche nei confronti di chi, con tanta arroganza e scorrettezza
politica, ha deciso di “affossare” altri organismi istituzionali
potenzialmente utili e realmente adatti ad una miglior tutela degli
interessi pubblici.
Dopo tutto, i più danneggiati da questo sterile e miope modo di far
politica e di amministrare un comune sono proprio i cittadini, i quali si
vedono privati di un potenziale strumento di partecipazione diretta alla
vita pubblica e, di conseguenza, di tutela dei loro interessi.
Probabilmente, però, da parte di chi amministra la città non c’è una
grande preoccupazione verso i problemi e gli interessi dei cittadini,
altrimenti i comportamenti sarebbero ben diversi.
Il rammarico maggiore per noi Consiglieri della Circoscrizione 1 del
Gruppo dei Democratici di Sinistra è, in questa situazione di totale
immobilismo, di non poter in nessun modo svolgere pienamente il
mandato che abbiamo avuto dai nostri elettori, di non poter in alcun modo
contribuire alla risoluzione dei tanti problemi che Cantù vive
quotidianamente.
Abbiamo provato più volte a far qualcosa, ad andare avanti comunque.
Nell’ultima riunione della nostra circoscrizione abbiamo provato a dare
una risposta ai residenti del centro danneggiati dai nuovi parcheggi blu a
pagamento. Ma, ancora una volta, il Sindaco ha fatto “orecchie da
mercante” e non ci ha degnato nemmeno di una risposta, non capendo che
così fa solo un torto ai suoi concittadini.
Se questa è la situazione, indubbiamente brutta, è anche vero, però,
che noi non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci e per questo invitiamo
tutti i Presidenti a reagire con coraggio e, perché no, anche con un
po’ più di orgoglio.
Giuseppe
Jennarelli Capogruppo DS Circoscrizione 1
25
GENNAIO 2006
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GALLIANO
PATRIMONIO DELL'UMANITA'
La
mancanza di cultura democratica, l’incapacità di accettare che i
cittadini direttamente o indirettamente, attraverso le istituzioni che li
rappresentano, possano partecipare alla vita della città, è ormai un
dato di fatto, incontrovertibile e proprio di questa amministrazione. Non
meraviglia quindi, impedita una consultazione democratica come quella
referendaria su Piazza Garibaldi, che le decisioni assunte dalla
Circoscrizione Uno sul “Comitato di Galliano” non siano state
minimamente tenute in considerazione. Fa Bene il Presidente Masocco a
richiamare il Sindaco all’ordine e alla correttezza istituzionale, ma
ormai nessuno può illudersi che ciò avvenga. Pertanto, non potendo il
Gruppo DS in Circoscrizione contribuire, come invece avrebbe sperato,
all’organizzazione degli eventi per la celebrazione del Millennio di
Galliano, tramite le sedi istituzionali opportune, lo farà in altro modo,
promuovendo un dibattito pubblico sull’opportunità di candidare la
Basilica di Galliano tra i beni protetti dall’Unesco, in quanto
patrimonio dell’umanità.
Nessuno, infatti, oggi può negare che la Basilica rappresenti un
indiscusso prodotto dell’intelligenza, delle abilità e delle capacità
umane; un bene dal valore artistico e storico inestimabile; un esempio di
architettura che ha resistito nei secoli e che ora è minacciato da avidi
speculatori edilizi.
Galliano è un simbolo per la Cristianità intera, ma lo è anche per chi
Cristiano non è. E’ un bene di cui tutta l’umanità deve poter
godere, assumendosene, però, la responsabilità per la sua corretta
tutela e conservazione.
Ovviamente, perché si possa pensare ad una richiesta così ardita,
occorre una chiara volontà di chi ci amministra e l’iniziativa del
Sindaco in persona.
Ma occorre, prima di tutto, la consapevolezza che a Cantù è necessario
tutelare e valorizzare il più possibile quelle “piccole” ricchezze,
piccole solo dal punto di vista quantitativo, che caratterizzano il
patrimonio artistico, storico e culturale della nostra città.
Sarebbe importante se il Sindaco volesse assumere questa iniziativa,
ascoltando per una volta le osservazioni costruttive dell’opposizione; e
sarebbe utile per la nostra città aprirsi al mondo, uscendo dal
provincialismo in cui è stata ricacciata in questi ultimi dieci anni da
chi ha fatto della speculazione edilizia una ragione di vita.
Certo, sarebbe importante anche restituire alle Circoscrizioni la loro
funzione e dignità, ma per il momento ci piacerebbe accontentarci di
vedere la Basilica di Galliano in compagnia dei Sassi di Matera, dei
trulli di Alberobello, dell’arte rupestre della Valcamonica, dei centri
storici di Roma, Firenze, Siena, Napoli e di tutte quelle basiliche
romaniche paleocristiane di cui è ricca la nostra penisola.
Giuseppe Jennarelli Capogruppo DS
Circoscrizione 1
IL
MILLENNIO DI GALLIANO
Il
2 luglio 2007 la Basilica di San Vincenzo, sita in Galliano, compirà,
così come testimoniato da una lapide ivi posta, mille anni. Per quanto
possa sembrare scontato che l’Amministrazione Comunale si adoperi per
organizzare le manifestazioni necessarie per commemorare una ricorrenza
che ha un forte valore storico e culturale, le vicende accadute fino ad
ora sembrano dimostrare il contrario.
Da quando l’ex consigliere della Circoscrizione 1 de La Margherita,
Serafino Marelli, pose formalmente e in un luogo istituzionale il
problema, cioè più di due anni fa, non si sono fatti molti passi avanti.
Anzi, quest’anno c’è stato anche un passo indietro, nel momento in
cui Pozzi, Capogruppo di F.I. in Consiglio Comunale, ha proposto un
emendamento al bilancio, approvato dalla maggioranza, col quale è stato
cancellato il contributo economico che il Comune di Cantù aveva già
previsto per le celebrazioni. Fortunatamente, però, nel frattempo si è
giunti, con fatica e dopo varie polemiche apparse sui quotidiani locali,
ad una proposta, non ancora definitiva poiché manca il voto del Consiglio
Comunale, di costituzione di un Comitato organizzatore, il cui Consiglio
Direttivo dovrebbe essere costituito da 4 membri nominati dal Comune di
Cantù, 2 dalla BCC-Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù, 1 dalla
parrocchia di San Paolo.
Come al solito, per l’ennesima volta, il ruolo della Circoscrizione 1 è
stato volutamente ridimensionato. Infatti in una delle proposte avanzate
si ammette, con faticosa quanto caritatevole concessione, che tra i
soggetti partecipanti al Comitato ci sia anche un membro della
Circoscrizione. E questa è una concessione risibile e del tutto
inaccettabile, per due buoni motivi.
Primo perché si riconosce alla Circoscrizione un ruolo marginale, dal
momento in cui si stabilisce che essa si limita a partecipare, ma non fa
parte del Consiglio Direttivo che è il vero organo decisionale, a cui è
riservata “la deliberazione degli atti essenziali all’attività del
Comitato e al raggiungimento dei suoi scopi” ( così dice la proposta di
statuto).
Secondo perché la Circoscrizione, nel 2003, aveva già stabilito, all’unanimità
e quindi col voto anche della maggioranza di centrodestra, la presenza nel
Comitato di ben 3 membri, 2 consiglieri più il Presidente, i quali
avrebbero dovuto avere un ruolo decisionale e propositivo. Non, quindi, un
unico membro, come avanzato oggi dalla stessa maggioranza.
Queste due considerazioni, unite al fatto che, nonostante l’irragionevole
e assurdo emendamento Pozzi, il Comune di Cantù dovrà, avendo un ruolo
fondamentale all’interno del Comitato, stanziare nuovamente un’adeguata
somma di denaro per la realizzazione di tutti gli eventi, ci portano ad
esprimere, come gruppo DS in Circoscrizione 1, un parere negativo sulla
proposta avanzata e a richiedere al Consiglio Comunale le opportune
modifiche. E’ necessario ripristinare il numero originario di
consiglieri membri del Comitato e soprattutto riconoscere loro una diversa
funzione, attribuendogli anche un potere decisionale.
La Circoscrizione 1, infatti, non può limitarsi a ratificare, oltretutto
ricorrendo alla tecnica del silenzio-assenso, perché a questo poi sarà
chiamata, decisioni prese da altri soggetti. Essa dovrà avere un ruolo
attivo, partecipare a tutte le decisioni che dovranno essere prese,
altrimenti, ancora una volta, la sua presenza sarà del tutto inutile.
Ai Consiglieri Comunali chiediamo, quindi, di modificare la proposta
avanzata e di riconoscere il giusto ruolo che il parlamentino deve avere
in questa vicenda, consapevoli che la prima iniziativa di carattere
istituzionale in proposito è partita proprio da questo e non certo dalla
Giunta, la quale, anzi, ha perso solo un sacco di tempo.
Giuseppe
Jennarelli Capogruppo DS Circoscrizione 1
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NUOVO
PARCO GIOCHI IN VIA DEL CARROCCIO
La
notizia dell’approvazione del Progetto Preliminare per la realizzazione
di un NUOVO PARCO GIOCHI in via Del Carroccio e la contestuale
trasmissione della Bilancio di Previsione 2005 , la cui bozza (approvata
dalla Giunta Municipale in data 9/3/2005) contiene il relativo
stanziamento ( insieme al nuovo parco giochi nella Frazione di Cantu’
Asnago è prevista una spesa di 300.000 Euro, finanziati attraverso un
mutuo), ci riempie sinceramente di gioia e soddisfazione.
E’ doveroso, infatti, ricordare che a sostegno di questa iniziativa si
erano espressi quasi 700 cittadini canturini , che hanno sottoscritto una
petizione popolare, che nel breve arco di un paio di settimane ha raccolto
un consenso sicuramente significativo.
L’aver tradotto questa libera e democratica istanza popolare in un’opera
di utilità pubblica che dovrebbe essere realizzata entro la primavera del
2006, è un merito che sicuramente è da attribuire alla sensibilità e
all’attenzione dell’assessore competente, arch. Masocco e rappresenta
un passo in avanti nella costruzione di un rapporto più diretto tra
istituzione pubblica e cittadini.
Crediamo, quindi, ragionevole auspicare che anche nel prossimo futuro si
tengano attentamente in considerazione le iniziative popolari, con
particolare riferimento a interventi di grande impatto ( anche economico)
che potrebbero condizionare per anni lo sviluppo sociale della nostra
città.
Il consigliere comunale
Gruppo D.S./S.D.I.
Ivano Brambilla
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CIRCOSCRIZIONI
ll
futuro di Cantù non passa per le sue Circoscrizioni! Le parole del nostro
Sindaco, a conferma di quanto come Gruppo dei DS in Circoscrizione 1
stiamo denunciando da tempo ormai, hanno ancora una volta omesso,
volutamente, il ruolo politico e amministrativo che i 3 parlamentini
dovrebbero avere. Quel ruolo che rientrerebbe in un rapporto corretto tra
le istituzioni cittadine. Peccato che manchi proprio questa correttezza.
Tutta la vicenda relativa al progetto di rifacimento del nostro centro
storico non ha interessato la Circoscrizione 1. Non un parere è stato
richiesto a noi consiglieri. Certo, non c’era alcun obbligo, ma data l’importanza
dell’argomento, sarebbe stato opportuno chiederlo, anche come segno di
rispetto e di giusta considerazione del ruolo che ricopriamo. Invece non
è stato inviato ai Consiglieri nemmeno il “documento di inquadramento”(io
me lo son dovuto procurare da solo), cioè l’atto con cui è stato
programmato anche, ma non solo, il rifacimento dell’intero centro
storico. Nessuna informazione ufficiale, quindi, e nessun parere, giusto
per sminuire la funzione consultiva propria di ogni Circoscrizione.
Peccato che per una questione molto meno importante quale quella della
modifica dell’art.32 dello Statuto Comunale, modifica di nessun
interesse per i cittadini e finalizzata solo a dare una nuova delega ad un
Consigliere Comunale di maggioranza, la richiesta di parere obbligatorio
sia stata molto celere. Certo, se non fosse stato un parere obbligatorio
non sarebbe stato chiesto sicuramente. Altra vicenda è quella dei
festeggiamenti del millennio di Galliano. Nel marzo 2003, cioè quasi 2
anni fa, con fatica, la Circoscrizione 1 riuscì ad ottenere dal Sindaco
la promessa di costituzione di un Comitato promotore e organizzatore dell’evento.
Subito furono nominati 3 consiglieri quali rappresentati della
Circoscrizione all’interno del Comitato. Da allora nessuno sa più
nulla. Non si sa nemmeno se il Comitato esiste. Il Sindaco parla di “gruppo
attivo”, ma non è chiaro in cosa consista l’attività visto che i 3
consiglieri nominati fino ad ora non hanno avuto modo di fare alcuna
relazione sul lavoro svolto. Mi permetto di far notare che uno dei 3 è il
Presidente della Circoscrizione 1, il quale, farebbe bene, ogni tanto, a
ricordare al Sindaco dell’esistenza del parlamentino e a se stesso della
carica che ricopre.
Giuseppe
Jennarelli
Capogruppo
DS
Circoscrizione
1
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pAGAMENTO
ICI
Ill.mo Sig. SINDACO
del Comune di Cantù
Sig.ra TIZIANA SALA
Cantù, 01.12.2004
INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA
SCRITTA
Oggetto: Pagamento I.C.I.
I sottoscritti Giovanni Orsenigo e Luigi
Tagliabue, Consiglieri Comunali del gruppo La Margherita - Democrazia è
Libertà,
CONSIDERATO CHE
1.- Il Comune di Cantù fa pagare l'I.C.I.
a tutti i cittadini proprietari di terreni dichiarati edificabili nel
Piano Regolatore Generale, indipendentemente dalla effettiva edificazione
e dall'esistenza degli strumenti attuativi;
2.- Il Comune di Cantù ha in atto da tempo, tramite una società privata,
il recupero dell'I.C.I. e delle penali previste per i ritardati pagamenti
presso tutti i cittadini che, per i più svariati motivi, non hanno
ottemperato al versamento dell'imposta nei tempi dovuti;
3.- Il Piano Regolatore del Comune di Cantù prevede, tra le altre cose,
tutta una serie di aree nelle quali l'effettiva edificabilità è legata a
due fattori: l'adesione totalitaria di un certo numero di proprietari di
terreni ad un progetto unico e l'effettiva approvazione da parte
dell'amministrazione degli strumenti attuativi per la realizzazione di
questo progetto;
4.- Il singolo proprietario si vede espropriato della possibilità
"effettiva e concreta" di poter edificare essendo questa
possibilità legata alle decisioni di altri. Questa "spoliazione di
possibilità" può essere rappresentata dalla mancata approvazione di
piani attuativi a seguito di variazioni al P.R.G. richieste da singoli
proprietari ricompresi nelle zone di lottizzazione (si vedano per esempio
le recenti delibere consigliari riguardanti le trasformazioni di alcune
aree in produttive)
5.- Con la decisione 21644 del 16 novembre 2004 la Corte di Cassazione ha
stabilito che l'I.C.I. è dovuta sull'area edificabile se è stato
adottato il piano di lottizzazione e se la possibilità di edificare è
concreta ed effettiva. Viene escluso che l'imposta possa colpire il
terreno che, pur compreso nel P.R.G. non è edificabile per mancanza degli
strumenti attuativi. In tal caso, sostiene la Cassazione, "ci
troveremmo di fronte ad una imposta patrimoniale, e non ad un'imposta sul
reddito prodotto dalla plusvalenza determinata dal passaggio di quel
terreno da agricolo ad edificabile". "E' per questo che la legge
prevede che la utilizzabilità a scopo edificatorio deve essere legale ed
effettiva al momento dell'imposizione fiscale".
6.- Molti cittadini, anche dietro la sollecitazione del Comune, hanno già
versato l'imposta sui terreni di loro proprietà pur non esistendo i
requisiti richiamati dalla Corte di Cassazione
Tutto ciò premesso e considerato
C H I E D O N O
Di sapere
A.- Se l'Amministrazione Comunale intende
prendere atto della sopracitata sentenza della Corte di Cassazione
B.- Cosa intende fare L'Amministrazione dei soldi (sia imposta che
eventuali penali) che, alla luce di quanto espresso nella sentenza, ha
impropriamente incassato
C.- Se l'Amministrazione ritiene di avviare autonomamente, come del resto
ha fatto per gli accertamenti, le pratiche di rimborso o se devono essere
i singoli cittadini a farne richiesta
D.- Se l'Amministrazione intende versare anche gli interessi legali
maturati nell'intervallo di tempo intercorrente fra il versamento non
dovuto dell'imposta ed il rimborso
E.- Se l'Amministrazione intende dare delucidazioni (ed ampia e pubblica
informazione) alla cittadinanza sui criteri da adottare per pagare l'I.C.I.
anche alla luce della sentenza della Cassazione sopra menzionata.
I Consiglieri Comunali
GIOVANNI ORSENIGO - LUIGI TAGLIABUE
Ill.mo
Sig. SINDACO
Del Comune di Cantù
Sig.ra TIZIANA SALA
Cantù,
24/12/2004
Oggetto:
pagamento I.C.I. Nostra interrogazione ed articolo dell'assessore
Cappelletti.
Apprendiamo
dalla stampa che l'Amministrazione Comunale, attraverso l'assessore
Cappelletti, ha preso atto delle problematiche connesse al pagamento
dell'ICI, problematiche sollevate dalla nostra interrogazione in Consiglio
Comunale e dai numerosi articoli di giornale apparsi in questi giorni.
Apprezziamo, inoltre, la richiesta dell'assessore per "una franca
collaborazione tra tutte le forze politiche, al fine di arrivare a
soluzioni condivise, capaci di rappresentare sia il contribuente che
l'ente" ed in quest'ottica di collaborazione suggeriamo il percorso
che La Margherita - Democrazia è Libertà ritiene più corretto dal punto
di vista istituzionale, di profondo rispetto dei cittadini e di
valorizzazione del ruolo di "servizio" della pubblica
amministrazione.
Gli Amministratori comunali si trovano in questa fase tra l'incudine ed il
martello. Infatti, se non incassassero l'I.C.I. potrebbero essere accusati
di non aver adempiuto ai loro doveri istituzionali, parimenti, se la
incassassero, potrebbero essere accusati per aver preteso imposte non
dovute.
La giurisprudenza sembrerebbe non aiutare poiché vi sono sentenze
contraddittorie.
A noi pare, però, che l'ultima sentenza della Corte di Cassazione (n.
21644 del 16/11/2004) abbia definito chiaramente il problema laddove
dichiara che l'ICI, se richiesta senza l'approvazione dei piani attuativi,
cambia la sua stessa natura trasformandosi, solo per questi casi, da
imposta reddituale (quindi dovuta perché permette al possessore del
terreno di usufruire del maggior reddito derivante dal passaggio del
terreno da agricolo ad edificabile) a imposta patrimoniale (dovuta
semplicemente perché si è possessori del terreno).
L'ultima
parola di effettivo chiarimento però non può che venire da chi questa
legge ha prodotto.
Per
tale motivo il nostro gruppo consigliare propone che l'Amministrazione:
1.-
Chieda formalmente chiarimenti agli organi competenti nazionali
(Parlamento e Ministero delle Finanze)
2.- In attesa di detti chiarimenti sospenda le azioni di accertamento e le
sanzioni nei confronti delle situazioni ricadenti nella casistica
richiamata dalla Corte di Cassazione
3.- Restituisca ai contribuenti, ricadenti nella casistica richiamata, le
imposte e le penali versate
4.- Dia ampia informazione e divulgazione sui criteri da applicare per
pagare l'imposta dovuta
I
Consiglieri Comunali
GIOVANNI
ORSENIGO
LUIGI
TAGLIABUE
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SPAZI
PER LE ASSOCIAZIONI
-Al
Sindaco Tiziana Sala
Al
Presidente del Consiglio Comunale Marino Maspero
CANTU’
Oggetto:
MOZIONE URGENTE
Il
consiglio Comunale,
considerato:
-che
il Comune di Cantù è sede di numerose associazioni, gruppi, realtà
senza scopo di lucro (ONLUS), che, impegnate nei diversi settori, dal
culturale, al sociale allo sportivo, contribuiscono con le loro attività
ed iniziative alla crescita della nostra comunità;
-che
sono numerosi gli incontri, le mostre, gli spettacoli, le manifestazione
in genere che vengono organizzate per offrire momenti di confronto, di
formazione, di promozione della cultura e della solidarietà;
-che
tali realtà del nostro territorio hanno notevoli problemi ogniqualvolta
devono far conoscere a tutta la cittadinanza
le loro iniziative non avendo a disposizione spazi idonei per
promuoverle e dovendo ricorrere alla disponibilità di commercianti per
esporre manifesti, locandine o altro materiale promozionale;
-che
non esistono nel Comune di Cantù idonei spazi per poter rispondere al
bisogno sopra evidenziato se non quelli a pagamento o le bacheche
circoscrizionali a disposizione dei partiti;
IMPEGNA
LA GIUNTA
perché
in tempi brevi provveda a deliberare la realizzazione di almeno 50 spazi
da mettere a disposizione gratuitamente delle diverse associazioni,
gruppi, organizzazioni senza scopo di lucro, idonei a rispondere alle
necessità delle diverse realtà e distribuiti su tutto il territorio del
Comune, così come hanno fatto altri comuni limitrofi, e a predisporre un
opportuno regolamento che ne definisca l’uso da parte di tutti in modo
democratico ed equo.
Ringrazio
Gigi
Tagliabue
Consigliere
Comunale
Cantù
13 dicembre 2004
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Petizione
popolare per un nuovo parco giochi in via del Carroccio
Sollecito
al Presidente della Circoscrizione 1
Il
3 novembre scorso è giunta in Comune e regolarmente protocollata una
petizione popolare con la quale 313 cittadini, tante sono le firme
raccolte fino ad ora, chiedono la realizzazione di un nuovo parco giochi
in via del Carroccio. Come risulta dagli atti, una copia è stata inviata
anche al Presidente della Circoscrizione 1, Angelo Masocco.
Ora, passata una settimana circa, il Gruppo dei DS in Circoscrizione
chiede che l’argomento venga posto subito all’ordine del giorno.
Vogliamo ricordare, infatti, che il Regolamento per il decentramento
circoscrizionale stabilisce, all’art.36 comma 2, che: “qualora le
petizioni siano sottoscritte da almeno cinquanta persone devono essere
poste all’ordine del giorno del consiglio di circoscrizione”.
Ma, a parte l’obbligo giuridico a cui il Presidente è tenuto a
sottostare, vogliamo sottolineare l’importanza e l’opportunità
politica di procedere come da noi richiesto e come stabilito dal
Regolamento.
Questa petizione dà la possibilità, infatti, alla Circoscrizione di
svolgere la sua principale funzione di ascolto delle richieste dei
cittadini, di cassa di risonanza delle problematiche delle frazioni,
insomma di rappresentare quegli interessi generali che sono tali al di là
delle appartenenze politiche di noi consiglieri.
Non solo, ricordo al Presidente che le tematiche ambientali, di tutela del
territorio e della qualità della vita dei cittadini hanno visto sempre
tutti noi consiglieri particolarmente impegnati e spesso concordi nelle
proposte e nelle richieste da avanzare alla Giunta.
Si tratta, per concludere, di una proposta che permetterebbe di offrire a
tutti i cittadini, in particolare ai bambini, un’ulteriore possibilità
di incontro, di svago, di divertimento e di socialità. E’ un’opportunità
che la Circoscrizione non può e non deve lasciarsi sfuggire, anche per
dimostrare a tutti che essa, seppur con difficoltà e nel disinteresse
totale della Giunta, lavora e ci tiene a far sentire la sua voce.
Nel merito della petizione il Gruppo dei DS esprime un sostegno pieno al
progetto, chiede che venga espresso un parere, unico potere di cui la
Circoscrizione dispone, prima che l’argomento sia affrontato dal
Consiglio Comunale, perché altrimenti non avrebbe più alcuna utilità e
rilevanza politica, e farà di tutto affinché questo parere sia positivo.
Giuseppe
Jennarelli
Capogruppo DS
Circoscrizione 1
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A
PROPOSITO DI CARTONIADI
L’iniziativa
presentata durante la scorsa riunione congiunta delle 3 circoscrizioni è
sicuramente simpatica e può essere utile per sensibilizzare ulteriormente
i canturini, che comunque fanno già molto a favore del riciclo dei
rifiuti, sulla necessità di recuperare carta e cartone. Un’iniziativa
che rappresenta un’opportunità per le circoscrizioni, in particolare
per la 1 che da sempre ha posto i problemi ambientali al centro dei propri
lavori, ma che non ha mai concluso molto dato il totale disinteresse della
Giunta per ciò che noi consiglieri di circoscrizione abbiamo fino ad oggi
proposto. Un’opportunità da non perdere anche per i 12.000 euro che
potremmo, per la prima volta in 2 anni, trovarci a gestire e a usare per
opere di pubblica utilità.
Nonostante il pochissimo tempo datoci (giugno 2003) per avanzare delle
proposte, il Gruppo dei DS in circoscrizione ne esporrà alcune, in parte
già anticipate nella scorsa riunione. Poiché, al pari di altre forze
politiche, crediamo che sia importante coinvolgere soprattutto i bambini e
i ragazzi delle scuole elementari e medie, del resto si tratta di un
“gioco” per cui chi raccoglie più carta e cartone vince, riteniamo
sia altrettanto importante che la Circoscrizione 1 si accordi con i
Dirigenti Scolastici per un effettiva e produttiva collaborazione degli
istituti comprensivi di Cantù. Pertanto proporremo al Presidente della
Circoscrizione di contattare i Dirigenti Scolastici e di invitarli alle
prossime riunioni che si dovranno necessariamente svolgere con cadenze
settimanali a giugno e se necessario anche le prime settimane di luglio.
La nostra idea è che, poi, se la circoscrizione 1 dovesse vincere la
gara, una parte dei soldi verrà spesa proprio per le scuole e per
l’acquisto di materiale didattico o di altro.
Un’altra quota del premio potrà invece essere spesa per l’acquisto di
libri, cd, dvd, vhs per la biblioteca pubblica “Ugo Bernasconi”,
materiale di cui potranno beneficiarne tutti i canturini e, ancora una
volta, bambini e ragazzi.
Oppure, in alternativa o in aggiunta a quanto sin qui detto, si può
pensare di contattare le associazioni di volontariato, ambientaliste e
non, e coinvolgerle nella manifestazione-gara.
Insomma progetti concreti possono essere realizzati anche e nonostante i
tempi brevi, l’importante è che si sottolinei sempre lo scopo
dell’iniziativa, cioè la sensibilizzazione verso tematiche di carattere
ambientale e che si diffonda, soprattutto tra i giovani, una cultura della
tutela dell’ambiente rurale e urbano e del riciclo dei rifiuti. E la
circoscrizione può e deve farsi promotrice di iniziative che vanno in
questa direzione.
Giuseppe Jennarelli Capogruppo
DS Circoscrizione 1
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PALLACANESTRO-
RISPOSTA AL SINDACO
COMUNICATO
STAMPA
gruppi
consiliari
DS-SDI
/MARGHERITA/RIFOND.COM./LEGA PADANIA
La
lettera del Sindaco in risposta alla nostra interrogazione
sulle notizie di stampa apparse intorno ai problemi della
PALLACANESTRO CANTU' è estremamente grave ed in toto da rigettare per i
seguenti motivi:
1)
il Sindaco dimostra di non
apprezzare in alcun modo il Consiglio Comunale, che, ricordiamo ancora per
l'ennesima volta, è la massima e la più importante istituzione pubblica
della città e diretta
espressione della volontà politica popolare.
Anzichè
farsi parte attiva di un diretto coinvolgimento di tutte le forze
politiche della città ( ricordiamo che le minoranze nel loro insieme
hanno raccolto il 48 % dei consensi), sceglie una strada pericolosa ed
infida che consiste nel far assumere decisioni importanti ad enti o gruppi
di persone che non rappresentano "nessuno" se non interessi di
parte , di azienda o di partiti;
2)
il Sindaco afferma che il potere del c.d.a. della Canturina Servizi è
subordinato solo alle scelte dell'Assemblea dei Soci , dimenticando che
il socio unico è il Comune di Cantù e che in quel contesto il
Sindaco non è presente in quanto figura assimilabile ai vecchi "podesta'
", ma quale rappresentante della cittadinanza nel suo insieme e
quindi da essa delegato attraverso la figura istituzionale del CONSIGLIO
COMUNALE, l'unico organo deputato a fissare indirizzi al Sindaco per
le società per azioni partecipate
3)
il Sindaco subordina l'intervento del Consiglio Comunale all'analisi di
un'eventuale "Variazione di Bilancio" nel momento in cui ALTRI
siano giunti alla decisione di investire sino a un milione di euro nella
società professionistica di basket o in altri iniziative similari di
marketing.
Così
facendo riduce il Consiglio Comunale a luogo di semplice
"ratifica" di ordini decisi in ben altri luoghi ( anche se
questo comporta l'uso di denaro pubblico) , in palese contraddizione con i
buoni propositi di proficua e costruttiva collaborazione così abilmente
"venduti" ai mass-media locali con il tramite di valenti
collaboratori esterni pagati di tasca propria dai contribuenti canturini.
Sicuramente
un eccellente Sindaco in fatto di immagine e di "governance"
.....ma poco predisposto al dialogo e al confronto.
CANTU',
21 MAGGIO 2004
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INTERROGAZIONE
PER I SERVIZI DI IGIENE URBANA
I
sottoscritti Consiglieri Comunali
Giovanni
Orsenigo
Ivano
Brambilla
Maurizio
Tagliabue
Luigi
Tagliabue
Daniela
Lini
Con
riferimento ai servizi di igiene urbana espletati nel Comune di Cantù,
Visto
Ø
Il Piano
Provinciale dei rifiuti attualmente in vigore
Ø
I dati del
servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, comunicati
con lettera del 03.03.2004 n. 4685 di prot. e rielaborati come da tabella
allegata
Ø
L'elenco degli
impianti di recupero e di smaltimento ai quali vengono conferiti i rifiuti
solidi urbani comunicati con la lettera sopra citata
Ø
Il parere
dell'Avv. Tavormina di cui alla lettera del 13.02.2004 che tra le altre
cose dice testualmente "… mentre poco tempo dopo (4.1.2001) i Comuni di Cantù e di Como
stipulavano un protocollo d'intesa, nelle cui premesse si dava atto della
predetta acquisizione e che prevedeva l'autorizzazione
(poi in effetti concessa) al « conferimento presso il
termodistruttore di Como dei rifiuti solidi urbani residui dalla raccolta
differenziata prodotti nel territorio del Comune di Cantù » ".
Considerato
che
Ø
L'Amministrazione
in questi tempi è impegnata nell'impostazione del nuovo sistema di
pagamento del servizio in oggetto e, dalle prime informazioni raccolte,
sembrerebbe che le famiglie saranno notevolmente penalizzate
sotto il punto di vista economico nonostante i dati (diminuzione
della quantità di rifiuti prodotta pro capite ed impegno per una
differenziata più spinta che ha portato ad un incremento superiore ai tre
punti percentuali) confermino il loro notevole impegno ed attenzione al
problema.
Ø
Il problema dei
rifiuti trova la sua soluzione ottimale ed il collo di bottiglia negli
impianti di trattamento e/o smaltimento. Tali impianti hanno, per loro
intrinseca natura e per legge, carattere sovracomunale se non addirittura
regionale.
Ø
Il costo del
servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti è, nonostante tutto, in
continuo aumento. Infatti, la riduzione del canone deve essere attribuita sostanzialmente
ad una diminuzione del servizio di spazzamento delle strade. Si vedano in
proposito i percorsi previsti nella gara d'appalto del 2003 e la
diminuzione del costo di smaltimento dei rifiuti della spazzatrice, un
-10,71% che , sebbene significativo, non fornisce l'esatta dimensione del
risparmio. Infatti, il 2003 è stato un anno molto secco per cui non vi è
stato il normale dilavamento e la naturale pulizia delle strade.
Ø
Il costo di
smaltimento nei forni di incenerimento permette un risparmio che può
variare dal 20 al 40% del costo rispetto alla discarica. Ipotizzando una
media del 30% si potrebbe avere un minor costo di circa 380/390 mila
euro/anno con un risparmio per abitante di più del 12% sul costo
complessivo del servizio.
Ø
Già con
precedenti interrogazioni si era sollevato il problema del controllo,
metodico, sulla reale destinazione delle merci da riciclare e sul loro
effettivo recupero. E' cronaca recente, dicembre 2003, dell'operazione dei
carabinieri che ha stroncato un giro illegale di rifiuti che ha coinvolto
aziende "molto vicine" a Cantù. Sempre recentemente, uno studio
di Legambiente ha dimostrato come nella provincia di Milano ogni giorno
escano dal circuito legale oltre 500 tonnellate di rifiuti.
Ø
Sta diventando
intollerabile il costo per un servizio che, sebbene indispensabile, non
crea valore aggiunto alle persone ed alla città.
Visto
e considerato tutto quanto sopra
CHIEDONO
i seguenti chiarimenti
1.-
Quali sono le proposte, le iniziative e le necessità che
l'Amministrazione Comunale di Cantù sta portando avanti sia a livello
sovracomunale/provinciale che locale per garantire ai cittadini un
servizio sempre più efficace, efficiente ed economico.
2.-
Esiste veramente l'autorizzazione al conferimento presso il
termodistruttore di Como? Se si, oltre ad avere copia dei relativi
documenti, si vorrebbe sapere perché non è stato ancora attivato lo
smaltimento a Como invece che in discarica.
3.-
Quali sono i metodi di controllo del servizio attuati? Quali i
ritorni e le indicazioni che vengono metodologicamente monitorate?
Cantù,
29.03.04
I
Consiglieri
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Interrogazione
su CANTURINA SERVIZI S.p.a. e società collegate
I
sottoscritti Consiglieri Comunali Giovanni
Orsenigo e Luigi Tagliabue,
con
riferimento alla situazione della Canturina Servizi S.p.a., delle società
da essa partecipate o costituite e della evoluzione determinata dalle
ultime scelte operate dal Consiglio Comunale e volte ad effettuare la
scissione di detta società,
premesso
che
1.-
In data 17/06/2003, in
fase di esame del bilancio relativo all'esercizio 2002 della Canturina
Servizi S.p.A., sono stati approvati i seguenti documenti che recitano
testualmente:
·
Nota integrativa al bilancio di esercizio 2002 pag. 21: Cantù
Ambiente S.p.A. … A causa di
un errore commesso sin dalla sua costituzione, la società in
questione non ha potuto mai intraprendere l'attività imprenditoriale per
cui era nata ed è rimasta, fino ad oggi, praticamente inattiva.
·
Nota integrativa al bilancio di esercizio 2002 pag. 21: A.C.S.M.
S.p.A. La partecipazione, pari al 2% delle azioni ordinarie, era stata
acquistata, il 07/12/2000, aderendo
all'offerta pubblica di vendita, finalizzata alla quotazione della
società alla Borsa Valori di Milano
·
Relazione degli Amministratori sulla gestione pag. 50 - 51: Insubria
S.c.a.r.l. (In liquidazione). … Il mancato raggiungimento
dell'oggetto sociale, comporterà l'inevitabile riclassificazione degli
oneri sostenuti dal Consorzio, per l'avviamento e l'impianto dell'attività,
da spese pluriennali a costi integralmente a carico dell'ultimo esercizio,
con la conseguente determinazione di una perdita, stimata
pari o superiore al patrimonio del Consorzio stesso
·
Relazione degli Amministratori sulla gestione pag. 51: Cantù
Ambiente S.p.A. … Il Consiglio d'amministrazione si è adoperato per
addivenire nel più breve tempo possibile alla cessione di tale
partecipazione e si segnala che sono
in fase di ultimazione e perfezionamento le trattative con un soggetto
interessato all'integrale acquisizione della stessa
·
Verbale di assemblea generale ordinaria pag. 59: ….
La presenza di tutti i soci rappresentanti l'intero capitale sociale nella
persona del Sindaco di Cantù, sig.ra Tiziana Sala … L'Azionista Unico si
riserva tuttavia la possibilità di valutare se sussistono le condizioni
per avviare l'azione di responsabilità nei confronti dei soggetti che
hanno determinato la perdita dovuta a fattori "extragestionali"
·
Relazione della Società di Revisione pag. 58: A
fini informativi si richiama quanto già menzionato nella Relazione sulla
Gestione e in Nota Integrativa circa la perdita
d'esercizio riconducibile esclusivamente alle svalutazioni operate selle
partecipazioni nelle società ACSM S.p.A. e Insubria S.c.a.r.l.
2.-
In data 10/12/2002 i Consiglieri Comunali del gruppo della
Margherita presentavano una interrogazione per i servizi di igiene urbana
nella quale si chiedeva, fra le altre cose, al punto
·
e) di conoscere altresì la
situazione della Società Cantù Ambiente S.p.A. e quali sono le
intenzioni dell'Amministrazione circa le attività della stessa anche in
merito alla scadenza del contratto per i servizi di igiene urbana
3.-
In data 08/04/2003 l'assessore competente Wolfango Masocco
rispondeva all'interrogazione ed alle successive osservazioni presentate
dal gruppo consigliare della Margherita (prot. N. 4041 del 25/02/2003),
seppur in modo incompleto e non esaustivo, trasmettendo, tra le altre
cose, la risposta formulata dalla Canturina Servizi (del 10/03/2003 n.
1401 di protocollo). In tale documento vi è scritto:
·
In merito alla partecipazione
di Canturina Servizi S.p.A. nella Canturina Ambiente S.p.A., possiamo
precisare che il socio Econord,
verbalmente, ha dato la sua disponibilità a rilevare interamente le
azioni in ns. possesso, al valore nominale e ciò permetterebbe di
recuperare integralmente i 250 milioni di lire dell'investimento iniziale (capitale
sociale). Si precisa che la società non ha mai operato e pertanto, le
uniche spese sostenute sono quelle relative agli adempimenti
amministrativi e fiscali (es. tassa annuale CCIAA/tassa annuale libri
sociali/dichiarazioni fiscali ecc…). Nessun compenso è stato
corrisposto agli amministratori.
·
Il liquidatore sta ancora
esaminando la situazione contabile del Consorzio Insubria S.c.a.r.l. e comunicherà, nel breve periodo, l'eventuale necessità di altro
denaro per la chiusura definitiva dello stesso
4.-
Durante il Consiglio Comunale del 19.11.2003 i gruppi di minoranza
chiedevano più volte, senza ottenere peraltro alcuna risposta,
informazioni circa l'operazione di acquisto delle azioni ACSM effettuata
nel 2000 e l'aggiornamento
sulla lettera di assunzione di responsabilità nei confronti dei soggetti
che hanno determinato la perdita nella Canturina
considerato
che
A.-
La perdita ad oggi accertata, per la quale manca ancora infatti una
quotazione precisa per Insubria S.c.a.r.l., ammonta a Euro 2.441.389 come
dichiarato a bilancio 2002 della Canturina Servizi S.p.A.
B.-
Tale perdita ha inciso significativamente, Euro 1.708.972 come
da bilancio, sulla quotazione del ramo gas ceduto ad ACSM, tenendo al
contempo presente che altri 439.450 Euro sono stati attribuiti al ramo
farmacie che non era e non è direttamente interessato alle operazioni
azionarie di cui sopra
C.-
Sono passati più di cinque mesi dall'approvazione del bilancio
Canturina Servizi S.p.A. da parte dell'Azionista Unico
D.-
Sono passati più di otto mesi dalle dichiarazioni del Presidente
della Canturina Servizi S.p.A. di cui al protocollo n. 1401 sopra citato
C
H I E D O N O
A
Lei Sig.ra Sindaco ed alla Giunta Comunale di sapere:
1.-
Come si sono svolte esattamente le operazioni di acquisizione delle
azioni A.C.S.M. nel 2000 da parte della Canturina Servizi S.p.A., di avere
copia della documentazione con tutti gli oneri relativi a carico della
Società Pubblica e quelli a carico del Comune per le medesime operazioni
2.-
Se il Sindaco ha compiuto le verifiche richiamate nel verbale
dell'Assemblea ordinaria della Canturina relative alla responsabilità per
le perdite; quali conclusioni ha tratto e quali azioni ha intrapreso per
tutelare il patrimonio aziendale, il bene pubblico, i soldi dei cittadini
nonché gli interessi soggettivi degli utenti dei servizi pubblici erogati
dalla Canturina Servizi S.p.A.
3.-
Quale è la reale perdita relativa all'Insubria S.c.a.r.l.? Quale
è la situazione al momento attuale di detta società? Come mai, a
distanza di mesi dalla messa in liquidazione, la perdita sia ancora
"stimata pari o superiore" al Patrimonio del Consorzio? Non
esistono scritture contabili certe? Non è stato redatto un bilancio?
Perché questa incongruenza temporale fra le dichiarazione del Presidente
della Canturina Servizi ed i dati di cui oggi disponiamo? Quali sono le
operazioni che richiedono una così lunga pausa di riflessione ed
incertezza sia dal punto di vista economico/amministrativo che da quello
istituzionale ed aziendale?
4.-
Sono riusciti gli Amministratori della Canturina Servizi a
recuperare i famosi 250.000 milioni di vecchie lire per l'operazione Cantù
Ambiente S.p.a. che il socio Econord si era dichiarato disponibile a
ritirare? L'errore effettuato già in fase di costituzione, non implica di
per sé la nullità di tutti gli atti eseguiti per cui, non venendo
rimborsati in tempi ragionevoli dei soldi versati, si possa richiedere lo
scioglimento della società e la restituzione del capitale versato? Perché
due anni non sono bastati a chiarire e risolvere l'operazione?
Cantù,
25/11/2003
I
Consiglieri Comunali
(GIOVANNI
ORSENIGO)
(LUIGI
TAGLIABUE)
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TROPPE
LE STRADE PRIVATE AD USO PUBBLICO A CANTU'
Nell'ultima
riunione della Circoscrizione 1 sono state prese in considerazione due
petizioni molto simili tra loro, quella di alcuni abitanti di via Palermo
e quella proposta dai residenti di via Cervino. In entrambe veniva
denunciato lo stato di degrado del manto stradale e la mancanza di altre
infrastrutture importanti, come l'illuminazione o i marciapiedi. Per
entrambe la risposta dell'Amministrazione comunale, letta dalla Capogruppo
di F.I. e non dal Presidente, è stata che, trattandosi di strade private
ad uso pubblico, ogni intervento è a carico dei proprietari privati, i
quali possono chiedere un piccolo contributo al Comune, ma non è detto
che venga concesso loro. Una risposta del genere, per quanto formalmente e
giuridicamente corretta, fa sorgere però dei dubbi circa l'opportunità
di continuare a considerare tali strade ancora private ( gravate da
servitù di uso pubblico). Sicuramente i firmatari delle petizioni erano a
conoscenza della reale proprietà delle strade, però hanno ritenuto che
fosse necessario un intervento pubblico. Perchè? Probabilmente perchè i
residenti delle vie in questione sono notevolmente aumentati di numero in
questi ultimi anni e i proprietari sono oggi una minoranza, rispetto a
tutti coloro li vivono. Questa mia affermazione è facilmente
dimostrabile. Basti prendere in considerazione via Cervino per notare come
negli ultimi anni sono state costruite molte case, soprattutto palazzi a
più piani, e come i residenti sono notevolmente aumentati di numero,
anche se i proprietari della strada sono probabilmente rimasti gli stessi
di 20 o 10 anni fa, cioè oggi una minoranza dei residenti. Ciò dovrebbe
indurre il Comune ad intervenire modificando la destinazione della via,
che da privata ad uso pubblico sarebbe opportuno che divenisse solo ed
esclusivamente pubblica. Non solo, logica vorrebbe che fossero prese in
considerazione tutte le vie private ad uso pubblico e, per ognuna di esse,
valutato se sia opportuno lasciarle tali o, la dove necessario,
modificarne la destinazione e farle divenire pubbliche, in maniera tale da
far ricadere sul Comune tutti gli oneri urbanistici. In conclusione, la
mia speranza è che un giorno, possibilmente non tra 10 o 20 anni, gli
abitanti di via Cervino e di via Palermo possano vedere la loro strada
risistemata grazie all'intervento e a spese del Comune di Cantù. Magari a
seguito dell'interessamento della Circoscrizione!!
Giuseppe
Jennarelli Capogruppo DS Circoscrizione1
9
NOVEMBRE 2003
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MOZIONE
URGENTE - Diritto di voto ai cittadini stranieri
Considerato
che:
·
le grandi trasformazioni sociali, economiche e politiche degli
ultimi anni impongono una riflessione attenta sui principi della
cittadinanza, della partecipazione, della coesione sociale e sugli
strumenti di cui la pubblica amministrazione deve dotarsi per una loro
piena e dispiegata applicazione;
·
tra le varie questioni relative alla cittadinanza, una delle più
pressanti è quella relativa alla trasformazione che la popolazione
migrante – sempre crescente – pone alle nostre comunità;
·
a nostra città è sempre più meta di cittadini stranieri che
cercano lavoro e una vita serena spesso fuggendo da situazioni di gravi
difficoltà presenti nei loro paesi di origine;
·
la popolazione di provenienza extra UE residente a Cantù si
attesta su n.1171 persone alla data odierna rispetto al numero di 1235
stranieri totale;
·
questo numero è destinato ad aumentare alla conclusione della
sanatoria prevista dalla Legge Bossi-Fini e testimonia, nonostante le
ristrettezze imposte dalla legge citata, la volontà della stragrande
maggioranza delle persone immigrate di voler vivere nel nostro paese e
nella nostra città rispettando le normali regole della convivenza
civile e democratica.
In
virtù del fatto che:
·
se a un cittadino viene chiesto il rispetto dei doveri della
cittadinanza democratica a ciò dovrebbe corrispondere – perlomeno in
uno Stato di diritto avanzato – l’attribuzione, a quello stesso
cittadino, dei pieni diritti della cittadinanza democratica;
·
il primo, e probabilmente il più importante, dei diritti in una
democrazia rappresentativa è il diritto all’elettorato attivo e
passivo;
·
i diritti di elettorato attivo e passivo ai cittadini
extracomunitari alle elezioni amministrative sono già riconosciuti in
Irlanda (dal 1963), in Svezia (dal 1975), in Danimarca (dal 1981), in
Olanda (dal 1985) e in Norvegia (dal 1993).
Considerato
inoltre che:
·
non è “principio della Legge” la riserva del voto ai soli
italiani alle elezioni amministrative: infatti votano in Italia i
cittadini dell’Unione Europea nelle elezioni amministrative;
·
l’art. 9 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo
unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e
norme sulla condizione dello straniero) prevede espressamente il diritto
di voto per gli stranieri extra UE, dicendo al suo comma 4 che “...il
titolare della carta di soggiorno può: (...) partecipare alla vita
pubblica sociale, esercitando anche l’elettorato quando previsto
dall’ordinamento e in armonia con le previsioni del capitolo C della
convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a
livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992”;
·
le modifiche recenti al Titolo V della Costituzione attribuiscono
ruoli e competenze più forti agli Enti Locali e alle Regioni;
·
la “Carta Europea dei diritti dell’uomo nella città”
affronta in tema dell’attribuzione del voto alle elezioni
amministrative per tutti i cittadini residenti, indipendentemente dal
loro paese di provenienza;
·
lo Statuto di un Comune è il luogo che definisce il patto di
cittadinanza e le regole democratiche della convivenza nella comunità
di riferimento;
Il
Consiglio Comunale impegna
il
Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale
e
il Presidente della Commissione Consiliare competente
1.
ad elaborare – entro la fine dell’anno – una proposta di
modifica dello Statuto del Comune di Cantù che preveda il diritto di
voto e di elettorato passivo alle elezioni amministrative per i
cittadini stranieri extra UE e apolidi residenti nel territorio
comunale.
2.
ad elaborare proposte di modifiche dello Statuto che recepiscano
– in generale – i principi esposti nella “Carta Europea dei
diritti dell’uomo nella città”.
I
Consiglieri
Giovanni
Orsenigo
Gigi
Tagliabue
Bruccoleri
Gaetano
Ivano
Brambilla
Daniela
Lini
Cantù,
20 ottobre 2003
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4
mesi di inattività. A tanto ormai è giunta la Circoscrizione 1. Il
silenzio più assoluto e scandaloso, di una gravità inaudita. L’ultima
riunione del Consiglio circoscrizionale risale ancora al 21 maggio 2003.
Da allora più niente, nonostante la denuncia dei DS a luglio, nonostante
la promessa, evidentemente non mantenuta, del Presidente Masocco di
riunioni mensili e nonostante la sua indennità mensile, che gli spetta di
diritto in qualità di Presidente, ma che è ormai del tutto
ingiustificata.
E’ bene però che si sappia che di argomenti da affrontare il “parlamentino”
ne avrebbe parecchi. Ne cito solo alcuni.
C’è una petizione, con 105 firme raccolte, inviata dagli abitanti di
via Cervino con la quale vengono denunciate le condizioni degradate della
strada e viene chiesto il “consolidamento e il rifacimento del manto
stradale”. Ora, poiché l’art.36 del regolamento per il decentramento
circoscrizionale prevede che le petizioni sottoscritte da almeno 50
persone debbano essere poste all’ordine del giorno del Consiglio
Circoscrizionale, il Presidente, in ottemperanza a questa norma, deve
convocare al più presto una riunione, magari invitando gli stessi
abitanti della via o una loro delegazione.
Altro argomento importante riguarda la richiesta, avanzata dall’Assessore
Umberto Cappelletti qualche settimana fa, di una variazione di bilancio
necessaria per realizzare il parcheggio di via Domea. L’assessore
dovrebbe avere ormai capito che qualsiasi proposta relativa la bilancio
necessita, obbligatoriamente, ai sensi dell’art.66 dello Statuto
comunale, del parere dei 3 Consigli di Circoscrizione. Chissà se lo ha
capito il Presidente Masocco!!
Ad ogni modo questi sono solo due argomenti che obbligatoriamente, sulla
base di quanto stabiliscono i regolamenti comunali, devono essere posti
all’ordine del giorno del “Parlamentino”. A loro se ne potrebbero
aggiungere molti altri se solo il Presidente volesse tornare,
possibilmente entro pochi giorni, ad esercitare i suoi poteri, ai quali
non credo abbia abdicato. In caso contrario lo faccia sapere, presenti una
lettera di dimissioni e rinunci all’indennità mensile.
Giuseppe Jennarelli
Capogruppo DS Circoscrizione 1
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Il
caldo estivo, l’afa, la siccità hanno fatto dimenticare a molti i
problemi che Cantù e tutti i suoi abitanti hanno. Persi in altre
problematiche estive, sicuramente di nessuna vitale importanza, ci siamo
dimenticati che la Nostra Città ha ben 3 Circoscrizioni, di cui una, la
Prima, non si riunisce dal 21 Maggio 2003, cioè da due mesi. Ora, la cosa
potrà non interessare agli impegnatissimi membri della Giunta cittadina e
della maggioranza di Centrodestra, impegnatissimi a litigare tra loro
sugli argomenti più disparati, però, evidentemente, interessa a noi
consiglieri dell’opposizione e, probabilmente, dovrebbe interessare
anche al presidente del nostro “Parlamentino”.
Dal Gennaio 2003 la Circoscrizione 1 ha lavorato molto. In 7 mesi si è
riunita per ben 3 volte, un record, credo! Non solo, ma una volta si è
riunita per volontà della stessa opposizione (DS, Margherita, Lavori in
corso), che ha presentato un suo ordine del giorno, un’altra perché
doveva esprimere parere obbligatorio sul Bilancio preventivo e sul
Programma Triennale della Opere Pubbliche. Per volontà del suo
Presidente, insomma, la Circoscrizione si è riunita una volta soltanto.
Peccato, perché di problemi Cantù ne ha parecchi e noi consiglieri, pur
non avendo poteri in merito, quanto meno avremmo potuto fungere da cassa
di risonanza, da “mezzo” di ascolto e di pubblica denuncia, da
intermediari tra i cittadini e le altre istituzioni. Così non è, per una
precisa volontà politica di questa Giunta, che, nonostante le ripetute
dichiarazioni retoriche del Sindaco e dei suoi Assessori sull’importanza
dei Consigli di Circoscrizione, evita di coinvolgere noi consiglieri per
non avere ulteriori grattacapi.
Infatti, è da un anno circa che all’interno della Circoscrizione 1 si
parla di Parco regionale della Brughiera Comasca e mai l’Assessore
all’ambiente ha partecipato alle riunioni o il Sindaco espresso un suo
parere in proposito; si parla dei problemi urbanistici e viabilistici
della frazioni, di Fecchio, di via Milano, di Piazza Garibaldi e del
centro e mai una nostra denuncia è stata presa sul serio da qualcuno a
cui la faccenda compete; c’è il bilancio consuntivo da approvare e non
viene richiesto il parere obbligatorio delle Circoscrizioni così come
prevede lo Statuto comunale, nè il Presidente si preoccupa di porre la
questione all'ordine del giorno (art.66 il parere è obbligatorio sulle
proposte di bilancio e l’annessa relazione). Insomma, un generale
menefreghismo che non rende certo onore a chi amministra questa Città. E
questo, a mio parere, è il vero scandalo dell’estate!
Per concludere, non sapendo quando la Circoscrizione 1 tornerà a
riunirsi, mi si permetta, quanto meno, di augurare buone vacanze a tutti i
canturini!!
Giuseppe Jennarelli
Capogruppo DS Circoscrizione 1
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SEPARAZIONE
DELLE RETI
Ill.mo
Sig. SINDACO
Comune
di Cantù
Sig.ra
TIZIANA SALA
Ill.mo
Presidente del Consiglio
Comunale
Presso
sede MunicipaleVia Roma 8
22063 Cantù
INTERROGAZIONE
(Con
richiesta di risposta scritta e di iscrizione della trattazione
all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale).
I
sottoscritti Giovanni Orsenigo e Tagliabue Luigi, Consiglieri Comunali,
esprimono le seguenti osservazioni e chiedono una risposta ai seguenti
punti:
·
Visto l’art. 35 della legge 28 dicembre 2001, n.448 ed in
particolare i seguenti commi:
5.
“In alternativa a
quanto previsto dal comma 5 dell’art.113 del testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali, di cui al D.Lgs. 18 agosto 2000,
n.267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, i soggetti
competenti, individuati dalle regioni ai sensi dell’art.9 della legge
5 gennaio 1994, n.36, possono affidare, entro 18 mesi dalla entrata in
vigore della presente legge [ora
30 giugno 2003],
il servizio idrico integrato a società di capitali partecipate
unicamente da enti locali che fanno parte dello stesso ambito
territoriale ottimale, per un periodo non superiore a quello massimo
determinato ai sensi delle disposizioni di cui al comma 2 del presente
articolo….”
9
“In attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 13
dell’art.113 del citato testo unico, come sostituito dal comma 1 del
presente articolo, gli enti locali che alla data di entrata in vigore
della presente legge detengano la maggioranza del capitale sociale delle
società per la gestione dei servizi pubblici locali, che siano
proprietarie anche delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni
per l’esercizio di servizi pubblici locali, provvedono ad effettuare,
entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge
[ora 30 giugno 2003],
anche in deroga alle disposizioni delle discipline settoriali, lo
scorporo delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni.
Contestualmente la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre
dotazioni patrimoniali, oppure l’intero ramo d’azienda, è conferita
ad una società avente le caratteristiche definite dal citato comma 13
dell’art. 113 del medesimo testo unico.
·
Vista la seguente normativa di settore, a disciplina dei servizi
pubblici locali a rilevanza industriale:
-
D.Lgs. 5 febbraio 1997, n.22 e s.m.i. (cosiddetto decreto
Ronchi),
relativamente al servizio di nettezza urbana;
-
D.Lgs. 19 novembre 1997, n.422, modificato dal D.Lgs. 20
settembre 1999, n.400 (cosiddetto decreti
Burlando
e Burlando bis),
per quanto riguarda il trasporto pubblico locale;
-
D.Lgs. 23 maggio 2000, n.164 (cosiddetto decreto
Letta),
relativamente alla distribuzione del gas naturale;
-
Legge 5 gennaio 1994, n.36 “Disposizioni in materia di risorse
idriche” (cosiddetta legge
Galli)
la legge regionale 20 ottobre 1998, n.21 “Organizzazione del servizio
idrico integrato e individuazione degli ambiti territoriali ottimali in
attuazione della legge 5 gennaio 1994, n.36”.
·
Considerato che, ai sensi dell’art.42 comma 2, lett. «e»
della legge 267/2000 (T.U.E.L.), spetta al Consiglio comunale fornire
gli indirizzi per dare attuazione agli adempi tecnici, in ordine alla
separazione societaria delle reti, impianti ed altre dotazioni
patrimoniali delle seguenti società partecipate dal Comune di Cantù:
-
Canturina Servizi S.p.A.;
-
C.I.A.B. ;
-
Valbe S.p.A.;
-
Sud Seveso Servizi S.p.A.;
-
Aziende partecipate tramite quote azionarie delle società sopra
citate ;
·
Considerato che la mancata attuazione delle citate prescrizioni
di legge potrebbe determinare, in capo al Comune ed agli amministratori,
compresi quelli delle società partecipate, responsabilità di natura
civile, amministrativa e penale (si veda la circolare del 22.11.2001 del
Ministero dell’Ambiente a firma del Ministro Matteoli con riferimento
all’affidamento diretto contrario all’art. 49 e seguenti del
Trattato CEE);
·
Rilevato che, ai sensi della citata legge 448/2001 al comma 5
dell’art.35, il 30 giugno 2003
risulta altresì il termine ultimo affinché i soggetti competenti
possano affidare il servizio idrico integrato – in alternativa alla
gara – ad un'unica società di capitali partecipata unicamente da Enti
locali che fanno parte del medesimo Ambito Territoriale Ottimale;
·
Considerato che, la mancata puntuale osservanza delle
disposizioni contenute nell’art.35,
condizionerebbe anche l’attuazione dell’Ambito Territoriale
Ottimale provinciale, come più volte portato all’attenzione anche
dalla Provincia di Como(si veda la circolare/nota del Presidente della
Conferenza d’ambito del 05.03.2003 in merito alla possibilità di
affidamenti diretti entro il 30.06.2003);
·
Richiamati gli innumerevoli articoli sugli argomenti sopra
richiamati, apparsi sulla stampa locale e nazionale
CHIEDONO
alla
Giunta:
-
di
fornire, al Consiglio comunale, gli elementi necessari per
consentire allo stesso di assumere gli indirizzi, le decisioni e le
responsabilità di competenza, così come previsto dal T.U.E.L., nel
rispetto dei tempi tecnici necessari per dare attuazione alle
prescrizioni di legge;
-
di
comunicare le proposte che intende sottoporre alla decisione del
Consiglio comunale, per cogliere al meglio le opportunità derivanti
e conseguenti all’attuazione dell’art.35 della legge 448/2001;
-
di
informare il Consiglio, se le proposte sopra indicate sono state
valutate insieme ad altri Comuni soci delle società di servizi
partecipate;
-
di
comunicare al Consiglio comunale, se le proposte elaborate risultano
conformi ai più generali indirizzi emanati dalle Autorità di
settore, in particolare per quanto riguarda i settori del gas e del
servizio idrico integrato;
-
di
fornire al Consiglio precisi chiarimenti in merito alle
responsabilità di natura civile, amministrativa e penale che
ricadrebbero in capo al Comune, agli amministratori, compresi quelli
degli organi delle società partecipate, a seguito della mancata
attuazione degli adempimenti prescritti dall’art.35 della legge
448/2001.
Si
ringrazia per la cortese attenzione.
I
Consiglieri Comunali
(GIOVANNI
ORSENIGO)
(LUIGI
TAGLIABUE)
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