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AUTOSILO
VIA ROMA
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L’opinione
pubblicamente espressa dal Capogruppo di Lavori in Corso, riportata da
“La Provincia” del 06 Aprile in merito all’ipotesi di costruzione di
un autosilo interrato sotto il Parco Pubblico di Via Roma, è
condivisibile.
Claudio
Bizzozzero la definisce un’idea scellerata, sia dal punto di vista
ambientale come da quello culturale.
Ma
io spero ancora che si tratti solo di una gag del Marco Ranzani a Zelig;
di quelle del tipo: ueeee barboni, tirate giù quelle quattro piante li in Via Roma che
sono buone solo per il truciolare, che ci facciamo un autosilo per le
Cayenne Turbo e le Smart. Niente Superpunto, anche se nuove.
Però
Marco Ranzani, che spero non me ne voglia per la citazione, fa satira e
diverte, mentre questa Amministrazione comunale si applica seriamente,
soprattutto sul territorio, con preoccupante dedizione e precisione;
simile a quelle delle cavallette.
Infatti,
solo a chi ha un’idea di modernità vicina a quella che presumibilmente
possiedono questi eleganti ortotteri, può venire in mente di mettere un
autosilo sotto il Parco Pubblico di Via Roma. (di seguito allego breve
scheda di questo insetto).
Per
nostra comune fortuna Cantù non è una metropoli ma una Città ancora a
misura del cavallo di San Francesco; il suo centro cittadino può essere
percorso e attraversato a piedi in pochi minuti, che si riducono ancora di
più se, avendo fretta, si accelera il passo. Diversamente, si può
tranquillamente godere delle sue bellezze architettoniche e storiche,
delle sue Piazze (sic), delle sue Chiese e dei suoi esercizi commerciali.
I
parcheggi sono certamente necessari e quindi benvenuti, ma essi dovrebbero
essere allestiti esternamente rispetto al Centro cittadino e inseriti in
un piano viabilistico degno di questo nome; dovrebbero essere delle
piazzole di interscambio con una rete di trasporti pubblici a navetta.
Oggi
i parcheggi canturini sono pochi e, beffardamente, sono recentemente
diventati un’imposta addizionale per i cittadini;
forse domani verranno fatti diventare, con l’alibi del servizio
ai canturini, anche un affare imprenditoriale.
Ma
il Parco Pubblico di Via Roma effettivamente possiede una valenza storica
e culturale che si somma a alla sua attuale funzione sociale e ambientale.
Gli
operai e gli artigiani canturini che ci hanno preceduto di sei o sette
generazioni, prima lo acquistarono con una pubblica sottoscrizione e poi
lo donarono alla Città; costoro, i cui nomi sono leggibili sul piccolo
obelisco all’ingresso del Parco, evidentemente possedevano una
“visione” amministrativa della Città molto diversa da quella che si
è successivamente affermata.
Quei
nostri predecessori, che vivevano e operavano in una realtà economica e
sociale più aspra della nostra, riuscivano ad erogare servizi alla
collettività; oggi i servizi ai cittadini vengono erogati solo se offrono
occasione di speculazione.
Ma
spiegarlo a delle cavallette è tempo perso. Occorre provvedere
altrimenti.
Claudio
Boiocchi
Cantù,
09 Aprile 2006
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