APPELLI. IL 25 APRILE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Dal quotidiano "Il manifesto" del 12 aprile 2005

Coronando un'azione sistematicamente volta a cancellare le conquiste civili
e sociali maturate in sessant'anni di vita democratica, una maggioranza
estranea alla storia, ai valori e alla cultura della Resistenza ha sancito
lo smantellamento definitivo dei beni pubblici repubblicani generati dalla
lotta di liberazione.
Il governo Berlusconi ha imposto, a colpi di maggioranza, una riscrittura
eversiva della seconda parte della carta costituzionale che compromette
l'equilibrio tra i poteri costituzionali posto dai padri costituenti a
salvaguardia della vita democratica della Repubblica. Nessuno aveva mai
osato tanto.
Le conquiste della democrazia nel nostro paese non sono mai state
completamente attuate. Spesso sono state insidiate. Ma mai, sino ad ora, ne
era stata propugnata l'abrogazione. Questa riforma mette a repentaglio
l'unita' sociale e politica del paese e sconvolge le basi della democrazia
parlamentare, determinando le premesse per un perenne caos istituzionale,
politicizzando la Corte costituzionale e conferendo al capo dell'esecutivo
un cumulo di poteri tale da ridurre il Parlamento e il Presidente della
Repubblica al ruolo di comparse.
Ove il disegno delle destre si realizzasse, la Repubblica italiana non
sarebbe piu' un ordinamento democratico-parlamentare, fondato sulla
divisione e il bilanciamento dei poteri: diventerebbe un ordinamento fondato
sul governo personale di un capo politico. Si tratterebbe di una sorta di
premierato assoluto.
La stessa unita' nazionale verrebbe messa a rischio, sacrificata alle
pulsioni dissolutrici di un nuovo fascismo padano. Di fronte a un tornante
di tale gravita', tacere o minimizzare sarebbe una imperdonabile colpa. E'
indispensabile un forte sussulto di tutte le culture democratiche del nostro
paese, al di la' di ogni particolare appartenenza. Occorre impedire che
entri in vigore un provvedimento esiziale per la democrazia repubblicana.
Percio' in vista del referendum che dovra' cancellare questa riforma
esortiamo tutti gli italiani che hanno a cuore le sorti della Repubblica,
gia' in passato minacciate da oscure trame, a mobilitarsi in occasione del
prossimo 25 aprile, e poi ogni 25 aprile, una volta sventata questa
minaccia, trasformando la celebrazione dell'anniversario della Liberazione
in una manifestazione nazionale in difesa dei valori e dei principi
inscritti nell'unica vera Costituzione della Repubblica: quella del 1948,
nata dalla Resistenza antifascista.
*
Primi firmatari: Giorgio Bocca, Alessandro Curzi, Raniero La Valle, Lidia
Menapace, Giovanni Pesce, Massimo Rendina, Paolo Ricca, Rossana Rossanda,
Paolo Sylos Labini, Carla Voltolina Pertini, Tullia Zevi.

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