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IL CONTRATTO NON ONORATO DEL CALVALIERE Su Irpef, reati, disoccupazione e infrastrutture gli impegni non sono stati rispettati |
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Eccoli.
Si possono finalmente contemplare, sui muri delle città e nel sito di
Forza Italia, i nuovi manifesti 6x3 di Silvio Berlusconi. Segnano l´avvio
dell´ "operazione verità" voluta dal premier in vista delle
elezioni di primavera. Ma occorre chiedersi: sono all´altezza della sua
fama di Grande Comunicatore? Gli garantiscono il recupero della popolarità
perduta? La prima impressione è negativa; per le vistose pecche
stilistiche e ancor più per i contenuti, che si esauriscono nella pedante
rivendicazione di un merito assai dubbio. Vediamo
innanzitutto gli aspetti formali. L´immagine è quella classica di
Berlusconi, un abito grigio che sorride; la testa, però, appare tagliata
alla sommità della fronte, quasi a nascondere un trapianto di capelli
dall´esito deludente. Lo sforzo di personalizzazione del messaggio è
tale che manca ogni riferimento al simbolo del partito azzurro,
implicitamente giudicato poco attraente. La scritta, "Stiamo
mantenendo tutti gli impegni! ...e andiamo avanti!", sorprende per la
sua goffaggine: le frasi, una composta in carattere tondo e l´altra in
corsivo, sono malamente appiccicate; e due punti esclamativi in una
manciata di parole sono decisamente troppi, mentre i tre puntini di
sospensione risultano fuori posto in un annuncio che vorrebbe essere
lapidario. Nel guardare, si respira una buffa aria di dilettantismo.
Niente a che vedere con la scientifica immediatezza degli slogan del 2001,
"Meno tasse per tutti" o "Pensioni più dignitose". I
rischi si moltiplicano quando il politico, nel tracciare un bilancio
trionfalistico del proprio operato, calpesta la realtà, esponendosi a
confutazioni fin troppo facili. E questo sembra proprio il caso di
Berlusconi. Nei manifesti or ora affissi egli afferma di aver onorato un
pezzo di carta che cita espressamente, il Contratto con gli italiani del
2001, ma i dati dimostrano che non è vero. Perfino un giornale sempre
benevolo con il Cavaliere, il "Wall Street Journal", il 21
aprile scorso è stato costretto a prendere atto delle gravi inadempienze:
"Gran parte della piattaforma elettorale rimane sul tavolo di
progettazione", c´è "un record di inefficacia e immobilità
tinto da scandali personali". Basta esaminare lo stato di attuazione
delle cinque promesse contenute nel Contratto, una per una. 1)
Berlusconi si impegnò a introdurre un´Irpef con due sole aliquote, «23
per cento per i redditi fino a 200 milioni di lire» e «33 per cento per
i redditi sopra i 200 milioni». Nulla di ciò è successo: le aliquote
sono ancora quattro, la più alta è addirittura del 43 per cento. 2)
Ai sensi del Contratto, avrebbe dovuto verificarsi «una forte riduzione
del numero dei reati rispetto agli attuali tre milioni». Nessuno l´ha
vista. Secondo l´"Annuario" Istat appena uscito, al contrario,
i reati per i quali si è iniziata l´azione penale, che nel 2000 erano
2.533.000, con i governi di centrodestra sono aumentati: se ne sono
contati 2.879.000 nel 2001, 2.842.000 nel 2002, 2.890.000 nel 2003. Se ci
si limita ai soli delitti denunciati dalle forze dell´ordine anch´essi
sono saliti, passando da 2.163.000 nel 2001 a 2.231.000 nel 2002 a
2.456.000 nel 2003. Il dispiegamento dei fantomatici poliziotti di
quartiere non pare aver prodotto effetti. 3)
L´«innalzamento delle pensioni minime ad almeno un milione di lire al
mese», invece, c´è stato. Però ha riguardato soltanto un quarto degli
assegni più bassi, giacché chi aveva meno di 71 anni non ha ricevuto
neanche un euro. Eppure nel Contratto non si prevedevano discriminazioni
in base all´età. 4)
Al mondo del lavoro Berlusconi assicurò, testualmente, il «dimezzamento
dell´attuale tasso di disoccupazione». Quel tasso, in calo già durante
i governi dell´Ulivo, nel maggio del 2001 era del 9,6 per cento; a fine
legislatura avrebbe dovuto ridursi al 4,8. In realtà non è mai sceso
sotto il 7,5 per cento, ed è matematicamente impossibile che lo faccia in
tempo utile. 5)
Più difficili sono i calcoli a proposito della realizzazione di
infrastrutture. Il Cavaliere promise l´«apertura dei cantieri per almeno
il 40 per cento degli investimenti previsti dal Piano decennale per le
grandi opere». Il Piano comprendeva 127 iniziative per un valore
complessivo di 126 miliardi di euro, il 40 per cento equivaleva dunque a
50,4 miliardi. Ebbene, il ministro Pietro Lunardi ha dichiarato il 23
agosto scorso: «Abbiamo appaltato e cantierato opere per 34 miliardi, il
26,5 per cento del primo programma di infrastrutture»; ben meno del 40
ipotizzato. Secondo "Il Sole-24 Ore" del 22 aprile, però, il
consuntivo era ancora più magro. Il Piano infatti, a causa dell´aggiornamento
dei costi, valeva ormai 196 miliardi, rispetto ai quali i 34 miliardi
vantati costituivano appena il 17,3 per cento. Questo
è quanto. Dall´esame delle nude cifre, emerge che il Contratto non è
stato affatto rispettato: gli obiettivi 1, 2 e 4 sono stati sicuramente
mancati, il 3 è stato centrato soltanto in parte, il 5 chissà. Perciò
proclamare che «stiamo mantenendo tutti gli impegni», come fa Berlusconi
nei manifesti freschi di stampa, è palesemente assurdo. Se fosse un uomo di parola il premier, ritrovandosi a mani semivuote, farebbe scattare se non altro la clausola finale del Contratto. «Nel caso in cui al termine dei cinque anni di governo almeno quattro su cinque di questi traguardi non fossero stati raggiunti», giurò l´8 maggio 2001 al cospetto di Bruno Vespa, «Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche. In fede». Parole chiarissime. Ma all´eventualità di un passo indietro il Nostro non ha mai seriamente pensato, e adesso è infognato fino al collo nella campagna per la riconferma. Il 28 novembre, anzi, ha cominciato a dire di voler predisporre un nuovo e «più ampio» Contratto. Si salvi chi può! Se il primo fu un astuto esercizio di demagogia, il secondo si profila fin da ora come una pura e semplice pagliacciata. CLAUDIO
RINALDI da Repubblica - 1 dicembre 2005 (In attesa di autorizzazione)
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