RADICI CRISTIANE ? UNA RIFLESSIONE DI Anna Maffei

Anna Maffei, presidente dell'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (in sigla: Ucebi), prestigiosa teologa e saggista, appartiene alla tradizione nonviolenta espressa dal pastore battista e martire per la pace e la dignita' umana Martin Luther King

Ho una viscerale avversione verso questa idea, che e' gia' ideologia, delle
radici cristiane della nostra storia e cultura. Se ne e' parlato in
abbondanza quando si voleva introdurre questo concetto nel Trattato
dell'Unione europea e rispunta ora in chiave ancor piu' sfacciatamente
anti-islamica.
Non ci dovrebbe essere bisogno ogni volta di richiamare l'intolleranza, le
crociate, i roghi, le guerre che hanno contrapposto nazioni e imperi
sedicenti cristiani per dire i tradimenti degli insegnamenti di Cristo e di
Cristo stesso nella storia europea, ma vi si e' costretti invece, ogni volta
di nuovo.
La predicazione e la vita del Cristo testimonia una volonta' di smascherare
l'ipocrisia dei poteri forti, compresi quelli di matrice religiosa, ed
incarna un appello appassionato alle coscienze a lasciarsi trasformare dalla
grazia di Dio.
Il rapporto con Dio ci disarma, non ci rende piu' violenti.
So benissimo che non si puo' impedire a nessuno di bestemmiare il nome di
Cristo per legittimare nuovi steccati o per indire moderne crociate. Ma
quando lo si fa, ci si assume la propria responsabilita' di aver trasformato
il Dio vivente in un simulacro patetico sordo e muto.
La fede cristiana non ha bisogno di simboli da imporre per legge o da
brandire a mo' di spada contro qualcun altro, perche' se e' vera fede ha
nella riconciliazione e nel perdono il suo centro e il suo motore. Se non
partiamo da qua, non so proprio di cosa stiamo parlando.
Per quanto riguarda la questione dei diritti di tutti e di ciascuno di
professare liberamente il proprio credo (o il proprio ateismo), questo
diritto e' sancito dall'articolo 18 della Dichiarazione universale dei
diritti umani. L'appello a rispettare questo principio non deve essere
basato sul concetto di reciprocita' che porta in se' un pericoloso seme di
ricatto, ossia: se tu non rispetti i miei principi, io non rispetto i tuoi.
La nostra Repubblica che e' fondata sulla Costituzione, deve rispettare quel
principio perche' esso e' centrale per noi, per la nostra storia e per la
nostra democrazia, insomma perche' e' un dovere. Su questa base deve
adoperarsi perche' tale principio di liberta' sia rispettato dovunque per
tutte le minoranze e non solo per i cristiani.
Dunque, si vada avanti con decisione nella stipula delle Intese, anche
quelle con i musulmani e con i Testimoni di Geova e si faccia per la prima
volta nella storia del nostro paese una legge che tuteli davvero la liberta'
religiosa e di coscienza di tutti, anche di coloro che non vogliono o non
possono stipulare intese. La definitiva abrogazione della legge fascista sui
culti ammessi del 1929-'30 non potrebbe che giovare a rasserenare il clima
incandescente che viviamo oggi, innescato anche da persone che dovrebbero
considerare prioritario il principio responsabilita'.

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