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UN'ALTRA SANITA' E' POSSIBILE |
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il
documento contro la privatizzazione della salute elaborato durante il FSE
e l'intervento al seminario FSE da Ernesto Burgio coordinatore della
commissione ambiente e salute di Attac italia. (novembre 2002) Un'altra
Sanità è possibile. Il
Seminario "Salute e neoliberismo" tenutosi giovedì 7 novembre
2002 durante le giornate del Social Forum Europeo di Firenze ha elaborato
il seguente documento che viene proposto a tutti i Movimenti Sociali
Europei. La
Salute è un diritto universale ed essenziale che va garantito
gratuitamente. Il
neoliberismo, con diverse modalità nazionali, ma con un'unica tendenza,
ha determinato la negazione progressiva di questo diritto, in linea con le
politiche del FMI e con gli accordi del GATS. Questa
negazione, parte integrante del processo di distruzione dello stato
sociale, passa attraverso lo smantellamento dei Sistemi Sanitari
Nazionali, di tutte le precondizioni necessarie per la salute (salari,
diritto alla casa, pensioni, tempo libero, etc...) e distrugge la ricerca
indipendente capace di produrre un sapere scientifico determinato dai
bisogni della popolazione. L'imposizione del pareggio di bilancio per le
strutture pubbliche ed il costante aumento del ruolo della sanità
privata, sono esempi lampanti di una sempre più vasta mercificazione
della salute. In
sostanza questo significa per gli utenti un drastico taglio dei livelli e
della qualità assistenziali e per gli operatori sanitari un aumento dei
carichi di lavoro con totale negazione della dignità dei lavoratori
stessi. Reagire
a tutto questo significa: 1.
Garantire la difesa dei sistemi sanitari pubblici, universali, gratuiti
per tutti, compresi i migranti, e qualitativamente rispondenti ai bisogni
ed ai desideri degli utenti. 2.
Riaffermare l'obiettivo prioritario della prevenzione e della promozione
della salute, l'umanizzazione delle cure e la garanzia della fase
riabilitativa. 3.
Vigilare, con il controllo popolare, che la cura della malattia non sia
sottomessa alle leggi del mercato e delle case farmaceutiche. 4.
Diminuire l'esposizione all'inquinamento (classico, come l'amianto, nuovo
come i campi elettromagnetici) per la popolazione ed i lavoratori. 5.
Combattere la privatizzazione del genoma da parte delle multinazionali
farmaceutiche che prelude ad una medicina ipertecnologica per pochi ricchi
finalizzata alla produzione e commercializzazione di farmaci basati sulla
genomica e di kit diagnostici utilizzabili a fini di discriminazione e
selezione su base genetica degli utenti. Per
non continuare soltanto a resistere, per ampliare ed amplificare le lotte
nazionali degli operatori sanitari e delle Associazioni a difesa del
diritto alla salute, proponiamo la creazione di una rete europea che sia
momento di analisi, di discussione, di confronto di esperienze, di
iniziativa e di sostegno ai progetti di solidarietà internazionali come
in Palestina. Progettiamo
un nuovo tipo di Sistema sanitario nazionale non asservito alle logiche di
mercato e consapevole che la vera salute passa attraverso una battaglia
complessiva politica e sociale. Per
costruire questa alternativa il prossimo appuntamento europeo è il 15
febbraio 2003 a Parigi. Associazione
Italiana Esposti Amianto ATTAC
Germania ATTAC
Italia Commissione Ambiente e Salute COBAS
Sanità Italia Collectif
Travail Sautè Mondialisation Gèneve Coordinamento
Salute Grecia CUB/RdB
Italia FADSP
(Federacion de Asociaciones de Defensa de la Sanidad Publico) Spagna Fédération
Sud Santé Sociaux (France) Forum
per la difesa della salute - Lombardia IAC
(Intersindacal Alternativa de Catalunya Medicina
Democratica - Movimento di lotta per la salute Al
documento finale hanno aderito anche LILA
CEDIUS (Italia) e Collectif la santé n'est pas une marchandise (France)
Privatizzazione dei sistemi sanitari e privatizzazione del genoma Mi pare che tutti gli interventi che si sono fin qui succeduti abbiano affrontato in modo abbastanza corretto ed esauriente il problema della progressiva privatizzazione degli istituti e dei servizi sanitari in atto nei paesi occidentali: Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Grecia… Mi sembra importante organizzare la resistenza contro questa pericolosa deriva liberista: sia perché i servizi pubblici garantiscono per definizione maggiori possibilità di cura per tutti i cittadini (anche se la realtà concreta non è sempre così rosea); sia perché solo la sanità pubblica potrebbe/dovrebbe puntare sempre di più sulla promozione della salute (obiettivo evidentemente di scarso interesse per la sanità privata)… Mi
sembra però che quanto detto fin qui abbia due limiti: Nel
mio intervento mi soffermerò su alcuni aspetti di questo secondo
problema. Prima di tutto mi pare importante sottolineare come questa deriva privatizzatrice dei sistemi sanitari in tutto l'Occidente vada inserita nell'ambito della deriva politico-economico-culturale neoliberista globale I
poteri forti che negli ultimi 30 anni hanno scatenato l'attacco
finanziario globale per la conquista del pianeta Da allora mi sembra si sia passati alla fase della eliminazione anche fisica (basti pensare al problema Aids in Africa) di quanti non possono essere proficuamente inseriti nel Sistema Globale di sfruttamento e scambio (iniquo) delle risorse (energetiche, alimentari, umane, genetiche, finanziarie); mentre - per converso e non per caso - nel campo della ricerca biologica e sanitaria i grandi investimenti privilegiano i settori di punta del Biotech - progetti di mappatura del genoma, ingegneria e manipolazioni genetiche, terapia genica, clonazione, utilizzo a fini terapeutici di tessuti prodotti a partire dalle cellule staminali; trapianti e xenotrapianti ecc..- ovviamente utilizzabili solo nel I mondo e anche qui a esclusivo vantaggio dei più abbienti. L'Impero Biotech Globale In estrema sintesi mi pare si possa affermare che il progetto dei Nuovi Signori del pianeta è quello di utilizzare le nuove, potenti tecnologie mediatiche e genetiche per acquisire un controllo globale, diretto e capillare delle nostre menti/coscienze e dei nostri corpi. In questa sede e in materia di privatizzazione della salute, mi pare importante quantomeno accennare a quello che nei prossimi anni sarà la tematica centrale del dibattito intorno al controllo del pianeta da parte del Grande Capitale Transnazionale: la privatizzazione-brevettazione del genoma (e quindi dell'intera biosfera: di tutti gli esseri viventi). Per quanti non abbiano conoscenze approfondite su quanto è avvenuto nel campo delle biotecnologie a partire dai primi anni '70, è sufficiente ricordare che almeno a partire dalla scoperta degli enzimi di restrizione (che servono a "tagliare" il DNA) si può parlare di ingegneria genetica sensu stricto, cioè della possibilità di manipolare e trasformare il codice genetico di tutti gli esseri viventi in modo "abbastanza preciso" (il che non significa "sufficientemente preciso"). Possiamo dire che da allora si è presentata la possibilità di utilizzo di queste potenti tecnologie a fini non solo di profitto (la brevettazione di microorganismi e organismi geneticamente modificati, utilizzabili in campo farmacologico, alimentare ecc.. rappresentando indubbiamente un enorme business), ma anche di potere. Semplificando
al massimo potremmo dire che il progetto dei nuovi signori del pianeta è
quello di utilizzare simili potentissimi strumenti per: Tutti
saprete che la "gara" per la decifrazione del genoma umano si è
svolta negli States tra un ente pubblico, l'Human Genoma Project e un
soggetto privato, la famosa Celera Genomics di Craig Venter. E tutti
saprete che a vincere la gara è stato il soggetto privato. Ora:
la Celera Genomics ha investito nel solo 2000 nel progetto Genoma quasi
2000 miliardi di vecchie lire (capitale messo appartenente in realtà alle
grandi corporations farmaceutiche: Pfeizer Novartis ecc..), ma esistono
anche progetti come la Incyte Genomics che si limitano a brevettare geni
scoperti da altri e di cui non si sa assolutamente nulla, per poterli
utilizzare in futuro per fare test diagnostici o farmaci
"individualizzati". Ed è estremamente probabile che la gran
parte di questi geni si riveleranno "inutilizzabili". Perché
sto dicendo tutto questo?
Ernesto
Burgia
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