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Perche' votare si' ai referendum sulla fecondazione assistita?
Perche' la sterilita' e' un problema, una patologia, che colpisce sempre
piu' persone, sempre piu' giovani uomini e giovani donne che, come tutti,
aspirano a diventare genitori.
Perche' la sterilita' puo' colpire chiunque, anche chi non se lo aspetta.
Votando si', ci si garantisce la possibilita' di curarsi in Italia nel
migliore dei modi, nel caso la sterilita' ci colpisca, colpisca i nostri
amici, i nostri parenti.
*
Quesito su: malattie genetiche e salute della donna
Per la tutela della salute della donna
Fino all'avvento, un anno fa, della legge 40, in Italia accedevano alle
tecniche di fecondazione assistita anche le coppie non sterili, ma ad alto
rischio (25%- 50%) di trasmettere ai figli gravi malattie genetiche.
Potevano avvalersi della diagnosi genetica pre-impianto, una metodica
usata
nel mondo gia' da 14 anni e percio' consolidata, che ha rappresentato un
enorme aiuto per queste coppie ad alto rischio genetico, ma fertili. Sono
circa 3.000 le malattie genetiche non legate alla fertilita'.
Tale tecnica consente la diagnosi genetica sul concepito relativa a quella
specifica malattia della quale sono portatori sani i genitori in terza
giornata, in modo da evitare di dover fare, a gravidanza iniziata, la
villocentesi o l'amniocentesi per poi eventualmente effettuare l'aborto.
La coppia poteva cosi' evitare la drammatica esperienza dell'aborto
terapeutico, scelta compiuta nel 90% dei casi in cui le indagini prenatali
evidenziavano gravi problemi genetici o cromosomici; oggi non piu', non
avendo la certificazione di infertilita'.
Possiamo quindi affermare che questa legge provoca un importante aumento
degli aborti, non permettendo una diagnosi quando la gravidanza non e'
ancora iniziata. In sostanza grazie alla diagnosi genetica pre-impianto,
sono nati molti bambini che altrimenti non avrebbero mai visto la luce.
Anche le coppie ad alto rischio di trasmissione di malattie virali
(epatiti,
Hiv) non essendo infertili non possono accedere alla procreazione
medicalmente assistita e cio' determina anche per loro l'impossibilita' di
avere un figlio senza rischiare di trasmettergli la patologia.
La legge 40 ha imposto anche vari vincoli tecnici: il numero di embrioni
da
produrre, il divieto di crioconservare, l'obbligo di trasferirli tutti
contemporaneamente in utero, la gradualita' delle tecniche; tutti limiti
che
non considerano la variabilita' del caso concreto e non lasciano spazio
alla
professionalita' e alla deontologia del medico, il quale non puo' piu'
curare i pazienti in base alla forma di sterilita' e all'eta', ma deve
curarli seguendo un protocollo imposto dalla legge.
E' come se si fosse preteso di normare, attraverso una legge, le modalita'
di un'operazione al cuore.
Gli specialisti, sia italiani sia stranieri, che hanno evidenziato questo
pericolo durante le audizioni volute dal Senato, sono rimasti inascoltati.
La buona pratica medica, seguita in tutto il mondo, richiede che si tenti
la
fecondazione su tutti gli ovociti, si trasferisca in utero il numero di
embrioni adatto allo specifico caso (il numero aumenta con l'eta' e va da
1
a 3) e si crioconservino i restanti per futuri trattamenti, evitando alla
donna nuove stimolazioni ormonali, nocive per la salute.
Con la legge 40, si possono fecondare solo 3 ovociti, gli altri si
scartano
(oppure li si crioconserva), e tutti gli embrioni vanno trasferiti in
utero
contemporaneamente.
Le percentuali di successo diminuiscono significativamente e la donna
dovra'
ripetere la stimolazione molte piu' volte, specialmente se non e' piu'
giovanissima. Sappiamo che accade sempre piu' spesso che per le
difficolta'
di trovare lavoro e di mettere su' famiglia si rimandi sempre di piu'
l'arrivo di un figlio. Per le donne giovani invece sussiste l'alto rischio
di gravidanze trigemellari.
Per evitare tutto questo, chi ha i mezzi economici e culturali per farlo,
spesso decide di andare all'estero. Con la nuova legge 40, il cosiddetto
turismo procreativo e' aumentato del 25%.
La legge ammette al contrario la ricerca sulla crioconservazione degli
ovociti, che tuttavia e' una tecnica ancora sperimentale e che non da'
risultati paragonabili a quelli del congelamento embrionario. Ecco perche'
e' espressamente vietata in Paesi come la Spagna, che pure hanno una
legislazione all'avanguardia in materia di fecondazione assistita.
Al contrario, la crioconservazione degli embrioni e' ammessa e praticata
da
decenni in tutto il mondo (in Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda,
Grecia,
Paesi Bassi, Spagna, Belgio, Francia, Gran Bretagna...).
Da ovociti scongelati sono nati appena qualche centinaio di bambini contro
le decine di migliaia nati da embrioni scongelati.
Perche' abbandonare una tecnica consolidata a favore di una ancora
sperimentale?
Il quesito referendario si propone, inoltre, di abrogare il divieto di
gradualita' delle tecniche mantenendo al contempo il principio di minore
invasivita'. Infatti la gradualita' delle tecniche, se e' opportuna per
alcune forme, e' del tutto controproducente nei casi piu' gravi. Aboliamo
quindi questo obbligo e lasciamo che sia il medico insieme alla donna
interessata, a scegliere la tecnica piu' appropriata.
Per abrogare il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita
alle coppie non sterili, ma ad alto rischio di trasmettere alla prole
gravi
malattie genetiche, nonche' per abrogare quei limiti tecnici che riducono
fortemente le probabilita' di successo della procreazione assistita,
chiediamo di votare si'.
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Quesito su: diritti della madre e diritti del concepito
Per l'autodeterminazione e la tutela della salute della donna
Nelle tecniche di fecondazione assistita in vitro, il medico ed il biologo
favoriscono, all'esterno del corpo della donna, l'incontro tra ovocita e
spermatozoo, superando il problema di sterilita' che rendeva tale incontro
impossibile.
Se avviene la fecondazione e si forma il pre-embrione, entro un massimo di
5
giorni, esso viene trasferito nell'utero materno, dove si spera che,
naturalmente, riesca a crescere per circa nove mesi.
La scienza non e' oggi in grado di fare sviluppare l'embrione, fuori dal
grembo materno, oltre il limite di 5 giorni, quindi, l'immagine del
bambino
in provetta e' fantascienza e chi la invoca lo fa unicamente per
diffondere
un terrorismo psicologico. Solo il grembo materno ha la possibilita' di
far
diventare bambino l'embrione.
Allo stadio nel quale viene trasferito in utero siamo di fronte ad un
insieme di cellule (da 2 a 16), dalle funzioni ancora indistinte (alcune
di
queste forse diventeranno l'embrione vero e proprio, altre i tessuti atti
a
nutrirlo), privo di sistema nervoso (che si iniziera' a formare solo dopo
14
giorni dalla fecondazione) e finanche di un codice genetico certamente
unico. Puo' evolversi, infatti, ancora in due gemelli monozigoti, ma
anche,
purtroppo, in una camera gestazionale vuota o, peggio ancora, in una mola
vescicolare ovvero un terribile tumore della placenta.
Nessuno piu' della coppia sterile rispetta profondamente quell'embrione;
nessuno piu' della coppia sterile spera che davvero possa divenire il
proprio amato figlio.
Purtroppo, pero', nel 75% dei casi, per cause non ancora del tutto note,
non
ce la fa a continuare a svilupparsi, con grande dolore della coppia.
E questo non perche' sia stato concepito in provetta, ma perche' e' la
drammatica sorte di tutti gli embrioni umani, anche di quelli concepiti
naturalmente. La natura lo ha reso perdente e nessuno oggi e' in grado di
far nulla per aiutarlo a sopravvivere.
Basterebbe quanto appena detto per capire perche' noi, come la stragrande
maggioranza degli scienziati, riteniamo che quell'embrione non possa avere
una tutela pari a quella di una persona gia' nata.
Il che, ovviamente, non significa che consideriamo quell'embrione alla
stregua di una muffa o di una unghia, ma solo che riteniamo sia ingiusto
non
adottare un principio di gradualita' della tutela, accordando al nato una
tutela maggiore che al feto, e al feto una tutela maggiore che al
concepito.
Questo e' il principio giuridico oggi vigente e stabilire, per la prima
volta al mondo, una tutela del concepito pari a quella del nato, non puo'
che stravolgere il nostro ordinamento.
Tale principio e' presente anche nella legge 194/1978 sulla interruzione
volontaria della gravidanza che, pur riconoscendo una tutela al feto,
ritiene che essa debba essere messa in relazione con quella dovuta alla
salute della madre e che, quando l'una e' in conflitto con l'altra, non
possa che prevalere quella della madre in quanto persona gia' nata.
D'altra
parte nel nostro paese e' consentito l'uso di anticoncezionali quali la
spirale che di fatto impediscono l'attecchimento dell'eventuale embrione
formatosi naturalmente.
Perche' i diritti delle persone gia' nate non siano considerati
equivalenti
a quelli dell'embrione, per salvaguardare la legge 194, per tutelare il
diritto della coppia sterile a curare la propria malattia nel modo
migliore,
chiediamo di votare si'.
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Quesito su: ricerca scientifica per la cura di malattie
Per consentire nuove cure per malattie come l'Alzheimer, il Parkinson, le
sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori.
La ricerca sulle cellule staminali embrionali potrebbe aiutarci, in
futuro,
a trovare cure per malattie gravissime come quelle citate nel titolo del
quesito referendario.
E' questa l'opinione della stragrande maggioranza degli scienziati.
L'entrata in vigore della legge 40 ha vietato in Italia tale promettente
filone di ricerca. Noi riteniamo che non sia opportuno abbandonare la
ricerca sulle cellule staminali embrionali sulla quale tutti i Paesi piu'
evoluti stanno investendo in risorse umane ed economiche.
In Italia oggi dieci milioni di persone sono ammalate di malattie
degenerative, che sono in costante aumento per l'avanzare dell'eta' media
della popolazione.
Per ridare ai nostri milioni di malati la speranza di una guarigione, per
evitare che continui la fuga dei ricercatori italiani all'estero,
chiediamo
di votare si'.
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Quesito su: fecondazione eterologa (donazione di gameti)
Per la fecondazione eterologa
Chi ricorre alla fecondazione eterologa? Quando la si pratica?
Ricorrono alla fecondazione eterologa quelle coppie in cui uno dei due e'
completamente sterile (un uomo senza spermatozoi, una donna senza ovuli),
spesso a causa di tumori e chemioterapie oppure quando uno dei due ha la
certezza di trasmettere gravi malattie alla prole.
Per fortuna, ci sono uomini e donne generosi, disposti a donare il proprio
seme e i propri ovuli a queste coppie, regalando loro la speranza di
diventare genitori.
La fecondazione eterologa e' ammessa in quasi tutto il mondo, ed in alcuni
paesi, come la Francia, vengono condotte campagne di sensibilizzazione
pubblica per favorire la donazione di gameti, proprio come si fa per la
donazione del sangue.
Nel mondo sono nati, grazie a tale tecnica, milioni di bambini felici.
Il figlio nato da fecondazione eterologa, ha i caratteri genetici di uno
solo dei genitori, ma ha l'amore incondizionato e l'assunzione di una
precisa responsabilita' ad essere preso in cura per sempre da parte di
entrambi. Queste ci sembra siano le caratteristiche indispensabili per un
buon genitore. Non la trasmissione di un corredo cromosomico. Le stesse
caratteristiche per cui il nostro ordinamento giuridico legittima
l'adozione
come forma di genitorialita' a tutti gli effetti.
Per consentire la donazione di gameti per rimediare ai casi di sterilita'
piu' gravi, per aiutare tanti bambini a nascere, chiediamo di votare si'.
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