Riflessioni sulla scuola che inizia. Festa regionale della Margherita 

A introdurre la serata è Luciano Forni, che presentando la festa della Margherita, sottolinea come quest'anno si sia scelto di dedicare i dibattiti a temi pratici importanti per la vita politica come la scuola, la sanità e l' economia globale.

Il primo relatore è Antonio Rusconi, membro della commissione istruzione e educazione della Camera, che porta la sua esperienza di parlamentare e professore di scuola media di secondo grado.

Per Rusconi l'attuale governo non punta sulla scuola, ha altre priorità (come ad esempio il decreto Cirami) visto che la discussione della riforma è stata tolta dal calendario dei prossimi tre mesi.

Il ministro Moratti, che non è né un tecnico ne un politico di professione, ha secondo Rusconi come obiettivo quello di delegittimare il sistema scolastico, visto che dopo cinque anni è la prima volta che diminuiscono le risorse per questo ministero.

Rusconi definisce "ragionieristico" il criterio con cui vengono effettuati i tagli all'edilizia scolastica e le riduzioni dell'organico con l'effetto di disincentivare i giovani ad entrare nella scuola, portandola ad un inevitabile invecchiamento a causa di un governo che non crede nella centralità dell'istruzione.

o, che porta il suo punto di vista sull'argomento.

" Ritengo che si debba riaffermare il valore della scuola – esordisce Carmela Falsone, preside della Foscolo – c'è il rischio di una squalificazione del suo ruolo di formazione della cultura e delle culture".

L'attenzione della dirigente scolastica si focalizza su due punti fondamentali, toccati dai tagli del 15 per cento delle risorse destinate all'istruzione, ovvero la riduzione del personale e dei fondi per l'edilizia.

Interviene poi il vicesindaco di Erba Calvi, che sostituisce Enrico Ghioni, sindaco della città impegnato all'estero. Anche lui porta una doppia esperienza, quella di amministratore e quella di insegnante.

Calvi tiene a mettere in evidenza come negli ultimi anni i problemi a inizio anno siano aumentati e si siano aggravati. La colpa è soprattutto dell'impossibilità sia da parte dei dirigenti scolastici che degli enti locali di proporre un piano, un programma, vista l'incertezza dei fondi destinati alle suole.

Calvi denuncia come i comuni siano costretti per finanziare le scuole a ricorrere ai "fondi di ammnistrazione". Unica nota positiva è la presenza nella provincia di Como, sia tra enti, genitori e scuole, di una forte capacità di smantellamento dell'istruzione.

Ultimo relatore dell'incontro è il Aniello Rinaldi, capogruppo dei Ds in Consiglio comunale ed insegnate alle medie.

Rinaldi elenca una serie di danni determinati dal governo: riduzione dei finanziamenti, aumento della precarietà tra gli insegnanti, tagli alle cattedre, dequalificazione della maturità, minor integrazione dei disabili, stop ai corsi di formazione per insegnanti, riforma degli organi collegiali, freno alle attività collaterali, tagli all'edilizia e netta separazione tra istruzione e formazione professionale.

Tutte queste cose per Rinaldi, affiancate all'ipotesi di cancellare l'elevazione dell'obbligo scolastico portano alla conclusione che il governo non ha interesse allo sviluppo della scuola, ma l’intenzione di ridurla a "luoghi asettici per la formazione di tecnici". 

[Irene Milani, ecoinformazioni]

Incontro alla festa regionale de La Margherita - venerdì 13 settembre alle ore 21

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