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Contaminazioni, convegno di riflessione e approfondimento sulla gestione dei conflitti e la mediazione fra culture nel territorio canturino |
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Sintesi dell'incontro di sabato 9 novembre a Cantù.
Le associazioni Centro servizi per il volontariato, La soglia, il Centro d'ascolto, Spazio donne laboratorio interculturale, l'Aspem e il Ponte hanno organizzato, oggi, sabato 9 novembre, alla sala convegni Zampese della Cassa rurale e artigiana di Cantù, il seminario Contaminazioni, convegno di riflessione e approfondimento sulla gestione dei conflitti e la mediazione fra culture nel territorio canturino "con l'intento di promuovere spazi di riflessione e confronto sulla possibilità di attivare processi di comprensione e dialogo tra canturini e immigrati". Oggi, sabato 9 novembre, alla sala convegni Zampese della Cassa rurale e artigiana di Cantù si è tenuto il seminario Contaminazioni, convegno di riflessione e approfondimento sulla gestione dei conflitti e la mediazione fra culture nel territorio canturino. Sono intervenuti durante la mattinata Maurizio Migliori, docente all'università di Macerata, Adel Jabbar, professore di sociologia delle culture e delle migrazioni all'università Ca' Foscari di Venezia e Antonio Nanni, pedagogista e vicedirettore di Cem Mondialità. Il convegno è stato realizzato dalle associazioni del territorio canturino, il Centro servizi per il volontariato, La soglia, il Centro d'ascolto, Il ponte, Spazio donne e l'Aspem, che hanno cercato, con questa iniziativa, "di coinvolgere la comunità intera in un processo partecipato e condiviso per l'analisi della situazione attuale e l'individuazione delle strategie funzionali a una convivenza interculturale reciprocamente ricca". Ad aprire la serie degli interventi è stato Maurizio Migliori che ha citato le tre parole chiave della rivoluzione francese, liberté, égalité, fraterité, come punto di partenza del suo discorso sul problema politico dell'identità. Il relatore ha sottolineato come sia importante non semplificare e omologare la realtà ma viverla nella sua ricchezza e complessità analizzandola con un atteggiamento critico, impegnato e prudente. Il conflitto, secondo Migliori, è all'ordine del giorno ed è inevitabile in quanto l'esistenza è basata sul contrasto. "Io sono quello che sono perché non sono tutto e sono diverso dagli altri". L'identità di ciascuno di noi è basata su questo contrasto perché è basata sulla differenza. "Se non c'è il conflitto c'è una situazione di dominio pessima per entrambe le parti in causa perché viene meno un interlocutore, vengono meno gli stimoli e quindi viene meno il pensare" ha ragionato Migliori. Ha poi continuato il suo intervento puntualizzando che il conflitto non ha un valore negativo ma è un momento ricco e vitale poiché "genera il pensiero che nasce dalla meraviglia di non capire, di non sapere". Ha concluso il suo discorso sostenendo che la guerra e il contrasto sono due concetti differenti: "è impossibile evitare il conflitto ed è meglio evitare la guerra". A prendere la parola dopo Migliori è stato Antonio Nanni che ha approfondito il tema dell'ospitalità e meticciamento, dalle identità separate alla comunità plurale. Il relatore ha dichiarato che "viviamo in un mondo eterogeneo, dove la nostra stessa identità è varia. Questo riconoscimento della pluralità rappresenta un punto essenziale dell'educazione interculturale e della mediazione dei conflitti". Secondo Nanni "questa mediazione non si insegna, alla mediazione ci si educa" e in questo processo, la scuola è un determinante agente di socializzazione. Ha poi fatto spesso riferimento al pedagogista Franco Cambi dichiarando di condividere le sue opinioni quando afferma che la nostra società sta assumendo un'identità meticcia, dove la contaminazione è un valore. "Dobbiamo lasciare il concetto sbagliato di 'universo' – ha affermato Nanni – per abbracciare quello di 'pluriverso' aprendosi all'altro senza negare se stessi e le proprie radici". Nell'ultimo intervento della mattina Adel Jabbar, dopo aver mostrato alla gremita platea il filmato questo è un bellissimo mondo, lungometraggio sul razzismo e l'integrazione, ha cercato di spiegare il concetto di immigrato. Secondo il relatore l'identità dello straniero è costretta ad attraversare un processo di trasformazione e di ricomposizione dando vita a un nuova identità che necessariamente va oltre il passato e il presente. Si tratta, insomma, di un secondo processo di socializzazione o di "'cittadinizzazione', ossia di progressiva acquisizione e interiorizzazione degli elementi socioculturali, relazionali, economici e istituzionali che caratterizzano la società d'arrivo". La figura del migrante, secondo Jabbar, inquieta perché è carica di simboli destabilizzanti e perché rappresenta un'entità collettiva e soggettiva che mette in discussione i confini, rendendoli permeabili alle contaminazioni. Per venire incontro a queste differenze è importante la figura del mediatore che ha il compito di far conoscere e crescere le diverse realtà abbandonando il concetto di "mediazione socio–amministrativa, finalizzata a veicolare servizi o a facilitare la ricerca di un alloggio o la compilazione di una pratica". Ha concluso il suo intervento sostenendo che "è necessario un approccio che parta dal riconoscimento delle diverse soggettività come parti integrati di una popolazione e che si sviluppi un concetto di appartenenza fondato sulla condivisione delle esperienze e sulla partecipazione effettiva e concreta alla relazioni e allo sviluppo degli spazi comuni, in una prospettiva di cambiamento reciproco". Il convegno è continuato poi nel pomeriggio con gli interventi di Antonella Albarti dell’associazione Centro di ascolto di Cantù e di Maria Teresa Colombo assistente sociale del Comune di Cantù che hanno fatto il quadro del fenomeno migratorio nel canturino e dei progetti rivolti agli immigrati. Infine Caterina De Camilli, ex dirigente scolastico di Como, Severino Proserpio del Clas della Cgil e Faduma Mohammud, mediatrice culturale del Centro come di Milano, hanno portato le loro riflessioni e iniziative da realizzare nel territorio canturino e comasco. [Angelica Isola, ecoinformazioni]
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