DUE VERITA' AMARE OVVERO "CHUDI GLI OCCHI E TIENI BEN APERTA LA MENTE"

Forse non bisogna stupirsi se in una società in cui tutto è comunicazione, e poi pubblicità, la menzogna regna sovrana.

Per partire da minuzie, uno vede la presentazione di un film e se ne fa un'idea, poi va al cinema e vede tutta un'altra cosa. Mi è capitato di leggere questa lamentela su un giornale dedicato agli spettacoli e poi di vivere la stessa esperienza. La presentazione di "Un ponte per Terabithia" fa pensare ad un film di fantasy, come tanti usciti recentemente, che uno va a vedere con il figlio convinto che….; invece è una storia, certo ricca di elementi fantastici, ma drammatica, basata sull'amicizia di un ragazzino e di una sua coetanea, che si costruiscono un proprio mondo; poi lei muore e lui trova la forza di andare avanti. Un bel film, peraltro; al di la dello shock sono contento di averlo visto, sono contento che in America vada bene, perché almeno i ragazzi vedono storie più "vere e dure" di tante altre, ma mi sono sentito stupido per non essermi informato prima ed essere caduto vittima della pubblicità. Ma devo anche aggiungere che tutto quello che ho letto solo dopo non mi avrebbe aiutato a evitare "l'errore", perché molte note che ho trovato su Internet dimenticano il piccolo particolare della morte della ragazzina….

Sembra proprio che siamo in un mondo di inganni. E allora provo a dire due cose vere e sgradevoli.

Primo. Noi viviamo in una zona che manifesta l'orgoglio di appartenere all'Italia che produce, un'Italia che pensa se stessa come radicalmente diversa dalla "Terronia", un Lombardo-Veneto che ricorda la "lezione" della dominazione austriaca, etc.. Siamo diversi come Arlecchino, coloratissima maschera bergamasca, e Pulcinella, bianco/nero classicamente napoletano. Ma non dimenticate che entrambi sono allegramente furbi, servi manigoldi interpreti di situazione farsesche. A ben vedere sono molto meno diversi di quanto crediamo a prima vista.

In tutti i casi, la differenza si è ulteriormente ridotta in questa ultimi anni, tanto che il Nord ha assunto quel carattere lamentoso che era tipico di Pulcinella e ha perso, se mai le ha avute, molte delle sue virtù.

Pensate ai giudizi tradizionali: "loro" non hanno la nostra "buona amministrazione", vivono di contributi statali e sperperano un sacco di soldi in opere di dubbio gusto e valore, anzi a volte non le finiscono nemmeno… La prova più evidente di come siamo cambiati è quello che qui da noi è successo con il palazzetto, una storia che dopo tantissimi anni non è ancora chiusa, da cui la città esce malissimo. E la vicenda della piazza, diversa dal progetto iniziale, con la sua ridicola fontana…. E la buona amministrazione per noi è ancora quella che, magari in modo duro, tiene i conti o quella che accontenta tutti….? Provate poi a togliere alla Cantù di oggi la parte del terziario statale/parastatale. Voi dite che questa ex-città del mobile reggerebbe economicamente??

Non sto dicendo che la differenza non ci sia: è vero che in molte zone del sud si continua a costruire senza rispettare regole, piani, leggi, ma noi ci siamo dati una regola che consente di costruire ancora più del doppio di quanto abbiamo costruito a Cantù negli ultimissimi anni. Allora, mi dite a che servono le leggi e le regole? A devastare un tessuto urbano legalmente mentre in altre zone lo fanno illegalmente?

È poi vero che nel sud abbiamo un tessuto politico debole, che spesso fanno le liste su base clientelare, gruppi di potere che si organizzano per conoscenza, sulla base di amicizie, interessi, e altro. Non so ancora quante liste avremo a Cantù questa volta, ma invito tutti a fare, alla fine, il calcolo percentuale tra presentati nelle liste ed elettori. Credo che siamo in lizza per superare molte città del sud.

E mi fermo, per non parlare di cose come: noi paghiamo le tasse, noi rispettiamo le regole del traffico (andate a vedere la situazione alla entrata e all'uscita delle scuole) etc. etc.

 

Secondo. Su questa pagine ho spesso sottolineato il fatto che la chiesa cattolica sta perdendo, in questa fase, il suo respiro "universale" e si è trasformata in una lobby che "vuole alcune cose". Non mi interessa che siano cose giuste o sbagliate: quello che conta è la logica di una lobby che mira "solo" al risultato. E' un comportamento che gruppi economici, o piccoli gruppi politici (anche a Cantù), possono assumere con molta facilità, e che implica poco rispetto per le posizioni diverse, poco rispetto per la verità, un "uso dei valori" per ottenere qualcosa. Ma può essere "buono" qualcosa ottenuto con questi mezzi?? La crisi del secolo scorso non ci mostra che fini buoni chiedono mezzi coerenti o almeno non cattivi?

Si può essere contro i Dico, ma bisogna discutere di quello e non di altro, entrando nel merito di quella legge. Continuare a ripetere che attacca la famiglia una legge che non parla della famiglia, ma regolarizza altre situazione, peraltro molto diffuse, non è corretto. Un ragionamento procede sempre attraverso distinzioni, come a me giovanissimo ha insegnato un frate carmelitano scalzo studioso di filosofia, che mi ha fatto conoscere San Tommaso, che non a caso in molte trattazioni delle sue Summae prima presenta il problema, poi le varie posizioni, poi interviene lui dicendo: "distinguo"… Grande maestro, vorrei sapere oggi di chi.

Se si è contro l'equiparazione tra matrimonio e altre forme di convivenza legalizzate lo si dice e si lavora su questo terreno. Se si è contrari a qualsiasi forma di rapporto legale tra due persone dello stesso sesso, ci si batte contro questo. Il resto è magari efficace, ma menzognero.

Soprattutto, tutto questo con la famiglia che cosa c'entra? In Italia (e non solo in Italia) la famiglia è in crisi da tempo. Che cosa si fa su questo terreno? Dove si sta costruendo una campagna di rafforzamento dell'istituto matrimoniale, che non può certo essere basata sui corsi per fidanzati?

Se si è a favore della famiglia perché si preferisce una coppia non sposata (causa divorzio) a una che si risposa e tenta di fondare "una nuova famiglia"?? O forse nella famiglia "naturale", che si vuole difendere, c'è anche la monogamia? Perché, se è così, Dio stesso deve aver sbagliato visto che nell'Antico Testamento "permetteva" la poligamia…

E poi come si fa a non vedere che ci sono regole pazzesche? Fino ad ora (c'è un progetto di legge, non so se già approvato, che rimedia a questa enormità) se due giovani "convivono" ed hanno figli e - Dio non voglia - muoiono, i nonni non hanno alcun diritto, perché - mancando la famiglia - i rapporti di parentela non sono riconosciuti.

A veder tutto questo, c'è di che essere depressi… E infatti tra i giovani, ottima cartina di tornasole della situazione, la depressione cresce.

Forse però, se hanno visto con attenzione "Un ponte per Terabithia", potranno ricordare la frase centrale del film:

«Chiudi gli occhi e tieni ben aperta la mente».

 

Maurizio Migliori

(Ecoinformazione)

torna all'indice